La sensibilità: partiamo dal semplice

Una foto, semplicemente una foto. Ma che consente di esemplificare quello che si può intendere per “sensibilità”. Proviamo a guardarla assieme.

 

603041_555619634450006_1949668244_nParlo per me e per quello che osservo personalmente, ognuno ovviamente può trarre le sue proprie conclusioni.

Impatto emotivo. Che siamo o no dei ballerini non possiamo che ricevere un’emozione da questa immagine. A cosa è dovuta? Quale emozione è?

Armonia. Quello che osservo è armonia: nella forma generica, innanzitutto. Dimentichiamoci che è una donna, dimentichiamoci la forma fisica. L’armonia che letteralmente sprizza da ogni pixel in questa foto è incredibile.

Bellezza. Il corpo di questa ragazza esprime una bellezza assoluta, assolutamente indipendente dalle fattezze. Il lucido della pelle, la tensione dei muscoli onnipresenti e, al contempo, l’apparente rilassamento di braccia e tronco.

Abbandono. Questa persona è abbandonata a qualcosa. Non potrebbe essere diversamente o non potrebbe stare in questa posizione. Solo la passione può portarti lì. Dunque questa donna si è abbandonata. Se alla musica, al gusto del proprio corpo o ad altro, non è dato di sapere.

Concentrazione. Traspare in modo assoluto, quasi fisico. Senza concentrazione quel corpo non potrebbe mai arrivare a mettersi in quella posizione. Ma non solo: osserviamo l’apparente rilassamento delle braccia in contrapposizione alla tensione muscolare delle gambe: traspare anche solo una pur minima traccia di sforzo? No!

Passione. Quante decine di anni ha dedicato questa donna per arrivare ad avere un controllo così sublime, così perfetto sul proprio corpo? Non lo so, ma devono essere tanti. E quanti sacrifici ha fatto per arrivare dove è arrivata (anche se magari è un’illustre sconosciuta)? Solo con la passione puoi arrivare a questo punto.

Solitudine. Questa fa parte dell’anima del fotografo, non della ballerina. Viene trasmessa dai sedili vuoti sullo sfondo. Ed è un sentire appunto sullo sfondo, tanto da essere su un piano focale diverso, secondario.

Equilibrio. Sta nella tasca di entrambi, sia della ballerina che del fotografo. In quella della ballerina per essere atterrata su una singola punta di piede, in quella del fotografo per aver saputo cogliere l’attimo esatto in cui si manifestava.

E voi? Cosa cogliete d’altro in questa immagine?

 

 

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