L’allarme per le protesi PIP: come mai il silenzio?

Viene quasi da chiamare la Raffai! Chi l’ha visto? Nel senso di “chi ha più visto o letto nulla sull’agomento“?

Parliamoci un po’ chiaro: queste protesi sono state realizzate con un materiale “economico“, non autorizzato, non omologato: un gel siliconico utilizzato senza effettuare test di alcun tipo, soprattutto senza effettuare test di compatibilità sull’organismo umano.

Il presidente della società PIP, produttrice delle protesi, ha ammesso candidamente di averlo fatto consapevolmente, perchè secondo lui “non c’era pericolo per la salute”.

In tutto il mondo praticamente tutti i ministeri della sanità dei vari paesi hanno consigliato la sostituzione a tutte quelle donne che hanno ricevuto protesi prodotte dalla PIP.

In Italia? Silenzio totale sui media nazionali. E anche negli altri paesi, di fatto, le testate nazionali non sembrano occuparsi più della faccenda.

Al mondo ci sono decine di migliaia di donne che hanno ricevuto protesi fatte con un gel pericoloso e che infatti hanno già dato luogo a più di mille casi di rottura. Si tratta di una cosa di una gravità inaudita, eppure, la stampa ha fatto appena finta di interessarsene, salvo poi far cadere tutto nel silenzio.

Parliamo di una quantità micidiale di persone che rischiano la rottura delle protesi con possibili infiammazioni gravi per non parlare della possibilità di sviluppare un cancro al seno.

Però il silenzio è praticamente totale.

Quando, poche settimane fa, una bambina morì per cause naturali ma ci fu il sospetto che il decesso fosse stato causato dall’impiego di farmaci omeopatici, i giornali batterono la notizia per tre settimane, linciando moralmente il padre fino a che, fortunatamente per lui (si fa per dire), l’autopsia ne chiarì la completa innocenza.

Questo comportamento da parte dei media è qualcosa di perfettamente ignobile.

Ma tale ignominia, almeno a parer mio, è ancora peggiorata dal fatto che con ogni probabilità ci sono donne con queste protesi pericolose impiantate nei seni che non conoscono il rischio che corrono o che, se lo conoscono, non sanno che il S.S.N. italiano è disponibile a rimuoverle gratuitamente in caso di bisogno.

Ma questo, stranamente, i giornali non lo dicono.

 

 

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Commenta con il tuo nome Facebook

1 Comment

  1. Ailinen ha detto:

    Ma così le case farmaceutiche guadagnano su eventuali malattie. Si sa che chi ha un cancro spende molto nelle medicie, come si fa a perdere un’occasione simile? Sono cinica, forse…. Ma si sa che i soldi fanno fare tutto all’uomo. So solo che si fossi io, non mi sarei fatta abbindolare dalle rassicurazioni dei nostri ministri, mi sarei fatta visitare.

Lascia un commento

Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa. I campi seguiti da "*" sono obbligatori. La tua email comunque NON viene pubblicata.