Le tue azioni dicono chi sei.

Guardando il vecchio “Total Recall” (Atto di Forza il titolo in italiano) con Schwarzenegger, ad un certo punto becco il mutante saggio di turno che “tira fuori il coniglio dal cappello” e dice.

“Sono le tue azioni che dicono chi sei, non i tuoi ricordi”.

Mi sono immediatamente appropriato di questa frase, che ha iniziato a gironzolarmi tra i denti e nel cervello, alla ricerca di ciò che mi risuonava in essa.

In effetti è vero: alla fine sono proprio le tue azioni che ti caratterizzano, che dicono chi sei, che parlano di te. Ma la realtà è proprio così? O forse anche la qualità con cui le intraprendi ti descrive?

Un’azione è un’azione. Un atto è quello e non un altro. Ma noi non siamo le nostre azioni. Nessuno è quello che fa. Io sono e quindi, volendo, faccio. Ma l’azione non è “me”.

Tuttavia le nostre azioni sono il frutto dei nostri pensieri, dei nostri condizionamenti, delle nostre debolezze e delle nostre forze, del nostro coraggio e della nostra paura, dei nostri desideri e dei nostri bisogni.

Le azioni parlano di chi le compie. Dicono qualcosa di lui o lei. Ma non tutto. Un’azione può essere visibile al 90% e per quello che è visibile essere un atto d’amore. Salvo poi trasformarsi nel suo esatto contrario quando, visto quel 10% che rimaneva nascosto, si scopre che l’atto era tutt’altro.

Si possono compiere azioni fintamente meravigliose a fin di male e perpetrare apparenti orrori a fin di bene.

L’azione è importante e davvero ti rappresenta. Ma solo quando chi osserva la vede per intero. E noi quasi mai vediamo le azioni per intero. Ne vediamo la fine, la conclusione, quando va bene. Ma un’azione non è solo l’ultimo secondo di essa.

L’azione nasce all’interno e solo all’ultimo emerge nel mondo per concludersi. E dunque, com’è possibile caratterizzare un essere umano solo dalle sue azioni?

Eppure, nonostante tutto, quella frase non è così sbagliata; credo che davvero quello che facciamo parli di noi; ma solo a chi sa ascoltare.

E saper ascoltare è tutto un altro paio di maniche.

 

 

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2 Comments

  1. valentina petrova ha detto:

    …io sono.e basta!Ma,quando mai?!abbiamo una percezione quasi reale,di noi stessi,una volta…al anno,per un milionesimo del secondo.Appunto,”noi stessi”?!Cioè,la mente umana(almeno la mia)percepisce-accetta ,come se stessa,un qualcosa che le piace.Ma non è in grado di definirlo,e come potrebbe?!Si percepisce UN qualcosa che non appartiene al mondo fisico.E se piace,allora siamo noi.SE non piace-allora,siamo sempre noi,ma ,solo se abbiamo scelto.SI sceglie,sempre!Quindi,e meglio essere consci,e prima o poi ,lo si diventa.QUI;sulla Terra,siamo le nostre azioni.Siamo noi e come!!!Insomma,quello che è a Dio,è divino;quello che è a Cesare…lo sappiamo tutti.UN essere umano si puo caratterizzare quindi,dalle sue azioni(se ben compresi),la domanda è:che razza di umano è?E come l’arte classica,oppure,come la Verità;oppure—-per farla “semplice”-il Bene è bene sempre,in tutte le circostanze ed in tutti i tempi,il Male è male,in tutte le circostanze ed in tutti i tempi.Anche quando sono incompiuti per intero.Quindi,io sono quello che sarò…quando finisce…l’eternità.Ma,a me serve capire chi sono adesso!Serve anche a te,a loro,tutti… Serve ,sia a Cesare,che a Dio.E,siccome abbiamo il dono della Libera scelta,basta esercitarla,e ci definiamo inconfutabilmente chi,oppure cosa siamo.Boh,mi sono gia confusa… 😛 😛 😛

  2. Fabio ha detto:

    nel Buddhismo si parla di Azioni, Parole e Pensieri

    …un ‘Azione, nella sua accezione completa, include anche l’INTENZIONE che la muove… che è per l’appunto, la vera componente che genera il tipo di Karma….

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