Midnight in Paris – By Giuseppe

Una commedia leggera leggera, Midnight in Paris, di quelle che ti fanno passare un’ora e mezza rilassato, e quasi una favola contemporanea (con un pizzico di intrighi psicologici alla Woody Allen), nella quale il giovane sceneggiatore americano Gil vive fantastiche avventure notturne, viaggiando a ritroso nel tempo.

In vacanza a Parigi con la fidanzata americana e i ricchi genitori di lei, Gil si interessa ben poco delle noiose proposte di svago che gli arrivano da un amico della ragazza (ritrovato per caso nella capitale francese).

Lui avrebbe preferito vivere nella Parigi degli anni ’20.

Il giovane coltiva il sogno di scrivere un romanzo che lo aiuti ad elevarsi al di sopra della “bassa manovalanza” di semplice sceneggiatore Hollywodiano.

Caso vuole che una sera in cui è solo, nel centro della città,  allo scoccare della mezzanotte un’auto d’epoca si ferma davanti a lui. E, cosa incredibile, viene invitato ad entrarvi da persone che sembrano uscite proprio da un sogno.

Iniziano così le avventure notturne di Gil, durante le quali il giovane viene risucchiato indietro nel tempo, venendo introdotto direttamente nell’ambiente frequentato dai personaggi che hanno segnato l’arte e la letteratura francese a cavallo tra l’800  e i primi del ‘900: Hemingway, Scott e Zelda Fitzgerald, Picasso, Gertrude Stein, Dalì, Matisse, Buñuel…

Gil ha così modo di conoscere i propri idoli e di proporre il suo romanzo alla Stein.

Ma anche in “quell’epoca” vi è chi è insoddisfatto del presente. La bella Adriana (amante di Picasso e Modigliani), di cui Gil si innamora, non apprezza la propria epoca: lei preferirebbe la Belle Époque.

I due si ritrovano così proiettati ancora più indietro nel tempo, e conoscono Toulouse-Lautrec, Gauguin e Degas.

Nel finale il detective incaricato dai suoceri di seguire lo “strano” genero, entra anche lui nel vortice del tempo e si ritrova, come in un gioco di matriosche, in un’epoca ancora anteriore.

Ancora un bel film di Woody Allen, insomma, anche se a me è sembrato un incrocio tra: “I colori dell’Anima” e l’episodio “I corvi” dal film “Sogni” di A. Kurosawa.

Comunque godibile!

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