La festa dell’illusione, le borse e l’italiota convinzione che tutto andrà bene.

Francesco Franz Amato La festa dellillusione, le borse e litaliota convinzione che tutto andrà bene.Spread su e soldi giù… qualunque cosa si faccia al mercato non piace? Ma per favore! Qualcuno mi dica che non ci crede… che non crede veramente che quello che sta accadendo in eurozona sia un caso.

E’ in atto la più massiccia speculazione della storia: e avviene proprio davanti ai nostri occhi: le borse se ne vanno a puttane senza nessun motivo plausibile, dimostrando che tutte le stronzate sull’Italia e sull’Europa non sono altro che grandissime balle.

La realtà è che il risultato degli atti dei governi e, per riflesso, dei cittadini e delle persone, non è quello che si pensa. I nostri atti sono nostri ma non è così per tutto quello che riguarda le loro conseguenze. La realtà, ormai un autentico incubo di cazzate, è gestita da qualcuno che sta ben al riparo, assolutamente nascosto ed occulto dietro alle apparenze.

Non chiedetemi di chi si tratti: non ne ho idea! Potrebbero essere le grandi fondazioni: Rotschild e compagnia bella. Potrebbe essere qualche governo ben rifornito di denaro e voglia di fare casino, che davanti sorride mentre dietro trama nell’ombra. Non lo so. Non so di chi si tratti.

Quello che so è che ormai siamo rappresentati da governi che non hanno alcun potere reale, i cui esponenti, nel migliore dei casi, credono di fare qualcosa ma in realtà l’unica cosa che fanno è… scodinzolare. Scodinzolare più o meno consapevolmente agli ordini di qualcuno che manco ci sogniamo e che sembra proprio deciso a fare qualcosa che manco riesco a farmi venire in mente.

L’unica cosa certa è la speculazione, esercitata alle spalle del popolo e grazie all’ormai così diffusa inconsapevolezza che impedisce alle persone di rendersi realmente conto di quello che accade e di reagire di conseguenza: avidità, grettezza, ristrettezza di visione, meschinità di intenti, egoismo… le uniche cose che ormai sembrano gestire i nostri destini.

Nessuno, e sottolineo nessuno, sembra ormai fare eccezione. Il diffuso senso di impotenza impera, ma non è una cosa reale: non è vero che siamo impotenti. Sentire questo è solo quello che i falsi potenti vogliono che si senta. La realtà è che se volessimo, e se tutti fossimo solo un filo più consapevoli delle nostre reali possibilità, nessun potere occulto, nessuna loggia nascosta, nessun bastardo sotto mentite spoglie potrebbe resistere ad una volontà unita, ad una consapevolezza espressa, ad un agire univoco e unico da parte di un popolo dritto, consapevole, intelligente e determinato.

Ma noi non lo sappiamo.

E il risultato sono episodi come quello che mi è capitato al bar ieri mattina, mentre mi sparavo un consolatorio cappuccio dopo una notte insonne e tachicardica. Non è mia abitudine parlare al nulla, a sconosciuti, ma di fronte all’ennesima cazzata scritta sul grande schermo non ho resistito e, ad alta voce, ho espresso il mio parere su quell’autentico record di iniquità che è la manovra economica del Professor Monti, ultimo (forse) attore di una tragedia in atto unico.

Ebbene, di fronte al mio commento (già espresso nello scorso post), ovvero che Monti non ha fatto altro che reiterare, aggravandolo, quanto già tristemente messo in atto dal governo Berlusconi, ma ricevendone in cambio immeritate quanto assurde lodi, mi sono trovato di fronte all’ennesimo esempio di italiota stupidità, quando un signore seduto al tavolo con altri tre suoi degni compari è saltato su dicendo:

Guarda che noi stiamo dall’altra parte, dalla parte di quelli che non hanno mai sopportato l’assurdo teatrino degli ultimi 17 anni, che rischiava di non poterci neppure pagare lo stipendio“.

Fuori di dubbio che quello di Berlusconi sia stato un teatro, di cui l’ultimo triste atto sia l’affermazione che “gli italiani sono benestanti“, fuori di dubbio che lo Stato ha rischiato davvero di non poter pagare lo stipendio ai suoi dipendenti, quest’uomo rappresenta a parer mio la crème della mediocrità italiana, del gretto quanto ignorante egoismo, reiterato nel corso degli anni da tutti coloro che ritengono che lo stato debba loro tutto, anche quello che non è di loro competenza, dimenticando che lo Stato, in quanto somma dei cittadini di un Paese, non ha alcuna vita propria, per quanto identificato nella casta dei politici che ne reggono le sorti, e dimenticando di conseguenza che lo Stato è costituito anche dalla sua pur meschina persona, e che non è solo diritti, ma anche doveri.

Questo completo idiota, a tutti gli effetti, dimentica che lo stato è composto, purtroppo, anche dagli idioti come lui, che pur di vedere affondato l’oscuro oggetto del loro odio, sono disposti a farselo piantare nel culo da chiunque passi dopo, possibilimente anche acclamandolo come salvatore.

E poi ci stupiamo se il mondo si ribalta in parcheggio?

No, non bisogna stupirsi.

Bisogna solo comprendere che l’ignoranza potrebbe vincere e… farsene una ragione, continuando a tenere collegato il cervello.

4 risposte a La festa dell’illusione, le borse e l’italiota convinzione che tutto andrà bene.

  • Nicola scrive:

    Concordo sul fatto che tutti noi componiamo e siamo lo Stato e che ogni nostro comportamento ne determina l’andamento. È anche vero che ogni comportamento preso singolarmente non può influenzare lo Stato ma ci sarebbe bisogno di un modus operandi comune e collettivo derivante da una presa di coscienza unitaria… Ma quello che mi sembra è che siamo tutti contro tutti: settore pubblico contro quello privato, imprenditori contro lavoratori, vicini di casa che non si sopportano…. Tutto perché sentiamo crescere intorno a noi un senso di ingiustizia tale da prendercela con ill primo che incontriamo… L’unica cosa che è veramente comune come sottolinei tu è un senso di impotenza che alimenta i comportamenti descritti prima e che come macro conseguenza ha l’indifferenza totale verso tutto quello che dista troppo dal nostro naso. Un aspetto è veramente manifesto però ed è quello che ci stanno rendendo sempre più schiavi. Non si è più liberi di fare. L’aura di impotenza, tristezza e indifferenza assieme alla schiavitù fa in modo di incatenarci ancora di più generando un circolo vizioso centripeto che ci porterà verso un’implosione.
    Ma per uscire da questa situazione? Beh io propongo di fermarci tutti per una settimana e vivere come se il mondo si fosse fermato… Una settimana… Niente lavoro, niente spread, niente informazione, N I E N T E! Starsene fermi e pronunciare solo parole positive con l’intento di diffondere la loro positività a tutto il mondo non solamente al nostro piccolo essere egoista!
    Parole come Amore, Grazie, Ohm ecc…
    Iniziamo tutti durante le vacanze di Natale? Eh! Che ne dite! Ma tutti però! Fate girare la voce, mi raccomando… Dal 24 dicembre per una settimana! Dai!!!
    Ah ovviamente spargete la Voce! Vi aspetto qui su questo blog se Franz è d’accordo!

  • Andrea scrive:

    Per quello che conta…io sono dalla tua parte. E comunque è un gran bel post! :warrior:

  • silvana scrive:

    tutto vero

  • silvana scrive:

    ma che periodo è ?..non sono mai riuscita a capire..come mai, e chi ha votato ..berlusca,,perchè..si continua a dare tanto spazio a questa gente…ma siamo scemi?..stiamo buttando via il nostro tempo..e la nostra evoluluzione?…chi li ascolta è perduto…

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