Muore una settimana dopo il vaccino. Però non c’entra, ovvio!

Qualche tempo fa, su tutti i quotidiani hanno crocifisso (a vuoto, perchè poi si è dimostrato che non c’entrava nulla) un medico omeopata, a cui è morta la figlia. Questo pover’uomo, oltre alla tragedia di perdere una figlia in tenera età, ha dovuto pure subire la crocifissione di tutta la macchina mediatica che gli ha sparato addosso a zero perchè aveva curato la figlia malata con prodotti omeopatici. Si è poi dimostrato che la bambina è morta per cause indipendenti dalla malattia.

Per tre settimane abbondanti la stampa infingarda ha continuato a montare contro l’omeopatia fino a che la verità è venuta a galla.

Oggi si legge questo articolo sul Corriere, in cui una bambina di 4 anni è morta per un’infezione ancora sconosciuta, esattamente una settimana dopo aver ricevuto un vaccino (non si sa quale). Ma nell’articolo, ci si affretta a chiarire che “al momento è però escluso un collegamento tra la morte e la vaccinazione“.

Non so se è chiara la differenza di trattamento: da una parte si spara a vista su un medico solo perchè usa l’omeopatia, sulla base nemmeno di un sospetto lecito. Dall’altra si esclude a priori, non si capisce sulla base di quale deduzione, un collegamento tra un vaccino appena ricevuto e una morte per un’infezione di cui non sono neppure chiare le cause, quando invece sono note le possibilità di reazioni avverse anche gravi ai vaccini stessi.

Da una parte la lapidazione di una medicina non “ufficiale” sulla base di nessun fatto, dall’altra l’assoluzione aprioristica della medicina “ufficiale” sulla base di altrettanta nullità di fatti.

Da una parte si evidenzia un possibile decesso (peraltro non dovuto all’uso dell’omeopatia) dall’altro si tace sulle centinaia di decessi e reazioni avverse causati dai farmaci di Big Pharma.

In tutto il mondo è così, ma in Italia la cosa è molto, molto più grave. La blindatura della medicina ufficiale nei confronti delle “altre medicine” è totale e viene tenuta in piedi con la scusa di difendere la salute dei cittadini, quando la vera motivazione è un’altra: i soldi!

Sono sempre loro, i daneè come li chiamano a Milano. Ai malati di cancro in chemioterapia vietano di utilizzare qualunque preparato fitoterapico che potrebbe aiutarli a sopportare meglio gli effetti collaterali di questo autentico inferno, con la scusa che poi “non sanno più valutare gli effetti del farmaco“. Ma ci rendiamo conto che sono balle? La realtà è che poi non potrebbero più infilarti nelle loro statistiche del cazzo!

Ma porca troia! Chi se ne fotte delle vostre statistiche; quello che conta è la qualità di vita dei pazienti! Se qualcosa li può aiutare ad arginare i terribili effetti collaterali della chemio perchè non dovrebbero poterla usare? E poi vengono a parlare di “etica professionale” e di “deontologia medica“…

Ma vaffanculo, và!

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2 Comments

  1. ilLupastro ha detto:

    ma VAFFANCULO bello grande!!!!!!!!!!
    la strumentalizzazione della bugiarda casta oligarchica (lurida big pharma di ‘sti cazzi inclusa ovviamente) dell’informazione mondiale x continuare impunemente a fare paccate di DENARO SPORCO sulla pelle, letteralmente, degli esseri viventi (persone et animali) è, è, è…… esiste un termine sufficientemente corretto x definire una porcata così fuori misura?!??! al di là del bene e del male, davvero. e anche se in contesti come qsto faccio molta molta molta fatica a vederla, mi auguro che da qualche parte esista una forma di Giustizia divina, prima o poi… !
    ma noi andiamo avanti. noi NON ci arrendiamo.
    V FOR V FOR EVER

  2. fred ha detto:

    Non è la prima volta che la diffusione di notizie superficiali di ogni genere viene a turbare il buon operato e la dignità di alcune persone, in questo caso il medico omeopata. Troppa fretta e faciloneria sono indicatori della voglia che si ha di urlare “dagli all’untore” ancor prima che si conoscano i fatti.
    C’è una cosa molto bella e rassicurante nella Medicina Omeopatica, ed è che non vi sono malattie da trattare ma solo malati in quanto l’omeopata applica “la dottrina del malato, nel rispetto della sua singolarità, con il metodo olistico e sulla base del terreno personale per rispondere ai bisogni dell’individuo nella sua condizione morbosa”; il particolarissimo processo di preparazione del rimedio omeopatico lo libera rigorosamente da qualsiasi forma di tossicità in quanto il rimedio non sprigiona una reazione da effetto farmacologico per princìpi chimici o sintetci bensì sollecita le potenziali energie del sistema difensivo dell’organismo.
    Mi permetto di suggerire di dare uno sguardo ad alcuni semplici testi (adatti alla famiglia o più orientati agli operatori professionisti o studiosi della materia, vedi in web Alfredo Mandice, come pure i testi di Eugenio Serravalle relativi alle vaccinazioni infantili).
    Ciao a tutti.
    Fred

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