Un Essere e la sua Personalità – Terzo Episodio. By Giuseppe

( Premessa: Ho sentito dire che occorrono circa settecento incarnazioni in un corpo umano – settecento discese nella materia – perché un “essere” arrivi ad una certa maturità coscienziale. Da allora in poi i suoi contatti con le Personalità che di volta in volta gli vengono assegnate diventano sempre più frequenti e fruttuosi.

Ma anche questi primi esperimenti non possono che andare per tentativi, e durano diverse vite.

In questo periodo l’essere prova una certa “traenza” verso la “ricerca” della comprensione di se stesso e della sua “fonte”, e non si accontenta delle risposte date dalle religioni imperanti o dalla “conoscenza” ufficiale. Però non sa bene come muoversi, se non seguire i suoi “desideri” e le emozioni belle.

Quindi, se la personalità ne sa poco, l’essere ne sa solo un poco di più.

L’essere sa solo che vuole vivere esperienze pulite, forti, positive e che abbiano un significato reale, “oggettivo”. Esperienze che “coinvolgano contemporaneamente” i tre centri inferiori che compongono la personalità: il centro motore, emozionale e intellettivo. Infatti solo quel tipo di esperienze (le esperienze oggettive) hanno un reale valore ai fini dell’illuminazione coscienziale dell’essere.

Quando l’unità di “coscienza individuale”, ciò che appunto chiamiamo Essere, è satura di esperienze oggettive, finalmente arriva alla comprensione di se stessa.

L’Illuminazione.

Allora l’Essere comprende il suo “personale” scopo nella vita. E vuole esprimerlo.

Da allora in poi inizia un altro tipo di “percorso” – non più personale, ma di utilità “universale” – perciò ricercherà un’altro tipo di “fusione” verso l’Alto, con la sua Fonte. Ma questa è un’altra faccenda.

Da quanto detto è facile comprendere, quindi, come vi siano “esseri” più avanti nel percorso di “risveglio” ed esseri un po’ più giovani. Diciamo più addormentati.)

(Fine Premessa)

Dopo l’ultima esperienza, ancora una volta infruttuosa con la propria Personalità, l’Essere se ne stava tutto sconsolato seduto dietro il bancone di un bar a trangugiare un grosso boccale di birra.

Soprattutto ripensava a quella strana mail speditagli dalla Personalità: “Ricordati di me. Ti ho tanto desiderato. Torna da me. Fammi vivere“.

Tra un sorso e l’altro – e tra un sospiro e l’altro – l’Essere dava una sbirciatina dentro la scollatura del seno della bella e formosa barista (perché all’Essere piacciono anche queste cose, anzi).

E i suoi sospiri aumentavano.

L’Essere avrebbe voluto fare qualche complimento alla giovane, ma era un po’ timido (perché anche l’Essere può soffrire di timidezza) e non gli riusciva proprio di trovare una frase di aggancio.

In quel mentre entrò nel bar una persona molto particolare. Un uomo che emanava un grande fascino magnetico.

Il nuovo arrivato, pur essendo chiaramente un avventore occasionale di quel posto, cominciò subito a scherzare con i presenti, scambiando con loro frasi argute e sorrisi e, colmo dei colmi, attaccò subito bottone con la “disponibile” barista.

L’Essere se ne stette un bel po’ a studiare le caratteristiche del nuovo venuto: aspetto nella norma (ma che emanava una luce particolare), scioltezza nei movimenti, assenza totale di timidezza o qualsivoglia paura, due occhi sereni come un lago tranquillo, una voce a volte calma e profonda altre volte limpida e cristallina, senso di humor, sincera apertura e disponibilità verso tutti i presenti…una evidente pulizia interiore, nonché una forte centratura.

A un certo punto l’Essere non ebbe più dubbi…quello era un “essere antico”. Fattosi coraggio l’Essere invitò il nuovo venuto a bere una birra con lui.

Così, seduti dietro il banco (in una postazione strategica da dove potevano entrambi apprezzare la bellezza della barista), l’Essere spiego al suo compagno di bevuta le sue vicissitudini con la Personalità.

Devi volerti più bene – esordì l’uomo dopo averlo ascoltato con molta attenzione – e devi essere paziente con i limiti della tua Personalità. Non mi hai detto che ha fatto un bel lavoro di “pulizia” e di messa in ordine?

– Sì!

– Bene. Quello è il segno che ci tiene a fare un certo “lavoro”: ha stabilito un “centro magnetico“. 

Credimi, ora il tuo “strumento” è più che adatto ad essere usato da te. Ma tu devi anche imparare a dargli spazio. Non essere troppo severo. Impara anche a giocare. E giocando giocando… Ognuno di noi ha i suoi limiti. Limiti che vogliamo superare, certo, ma non facciamola diventare un occasione di frustrazione e sofferenza. …E poi…pensa alla Legge del Tre. –

– La Legge del Tre? –

– La conosci vero? –

– Certo! –

– Ecco, guarda i limiti della tua Personalità come Seconda Forza, la Forza di Negazione, di Conservazione, volta a mantenere lo “status quo”; invece il tuo desiderio di vivere esperienze nuove è la Prima Forza, quella Positiva, volta al cambiamento…

…Quello che devi fare è trovare costantemente la Terza Forza. La Forza Unificante. Quella di Riconciliazione-Accettazione, che ti faccia superare la fase di stallo tra le due Forze opposte. La Terza Forza può essere trovata dappertutto, paradossalmente anche accondiscendendo ai capricci della Personalità.

Sai, non necessariamente devi far fare alla tua Personalità tutto quello che vuoi tu. Puoi anche andartene a zonzo con lei, ma facendole vivere più intensamente tutto quello che le va di fare. Il vero problema, nella vita, è l’ignoranza, la chiusura, il sonno della coscienza, la pigrizia, l’indolenza, la meccanicità inconsapevole.

…Non mortificarla più del necessario.

La “ricerca” non è mortificazione, disciplina ferrea, privazioni…ma curiosità, gioco, apertura a trecentosessanta gradi…coinvolgimento totale dei “tre centri”. Cuore…

Prova perciò ad accondiscendere alle sue inclinazioni. Ma tienila “sveglia” e…non mollarla. Resta con lei…perché è attraverso lei che puoi soddisfare molti desideri. E crescere.

Ti dirò di più: spesso sarà proprio lei a svegliare te, a richiamarti verso uno stato di veglia, di maggior attenzione, con le sue esigenze. Tutto può essere utile per il “lavoro” su di sé.

Vedi…ad esempio, alla mia personalità piacevano molto le brioches a colazione. Io però, siccome c’è stato un periodo in cui volevo fare il salutista, gliele ho tolte. Sai qual’è stato il risultato? Ammutinamento. Quando poi volevo studiare un testo antico o fare delle pratiche di risveglio o di “potenziamento” energetico, questa non ci stava. Non collaborava. Si distraeva continuamente…pensava sempre alle brioches e aveva dei rancori verso di me. Quando ho capito, gliele ho date, e da allora collabora che è una meraviglia.

Fatti furbo amico mio…

Dando un buffetto sulla spalla dell’Essere quell’uomo straordinario ringraziò tutti i presenti, spedì un bacio alla barista, e uscì dal bar.

L’Essere rimase assorto e pensieroso…e finalmente cominciò a vederci più chiaro in tutta questa faccenda della “ricerca”.

Era ancora assorto in questa “realizzazione” quando ricevette un sms dalla sua Personalità, che lo invitava ad una serata di abbuffata in un localino Jazz niente male. E se tutto andava per il verso giusto ci poteva scappare anche una “trombata”.

Inutile dire che l’Essere accettò di corsa l’invito. Che la serata andò alla grande e che…da allora vissero tutti e due uniti, felici e contenti per il breve, fugace attimo di vita della Personalità.

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2 Comments

  1. nuscola ha detto:

    Questa merita dei complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ahhahahahhah……

  2. Giuseppe ha detto:

    Grazieeee!!! :hammer:

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