Azione: la bacchetta magica della volontà

ciakCredo anche (e questo si per sperimentazione personale) che invece su questo mondo la volontà faccia una fatica bestiale ad interagire sulla sostanza fisica. Ergo, quando vogliamo innescare un cambiamento nella nostra vita ci troviamo di fronte ad un grosso problema: rendere reale il nostro progetto.

Quante volte ci è accaduto di voler cambiare in qualcosa, sia dal punto di vista interiore che fisico, e dopo innumerevoli sforzi vedere che non succede praticamente nulla?

Per quella che è la mia concezione di potere, non credo che sia sempre necessaria una bacchetta magica, un catalizzatore tra la volontà e l’effetto, ma a questo punto credo proprio che questo sia valido solo da un certo livello in su.

Sotto quello… la bacchetta magica è indispensabile.

Ora, il problema è: considerato che non abbiamo a disposizione Hogwards e che siamo tutti dei babbani, cosa possiamo usare per fare si che la nostra volontà trovi una via di espressione, di funzionalità nella materia?

La risposta non ce l’ho in tasca, e sono anche ben lungi dal trovarla, ma credo di aver avuto un’intuizione.

Il problema del catalizzatore tra la volontà e la materia è, a quanto pare e per quanto riguarda noi babbani, irrinunciabile. Dalla magia nordica alle leggende norrene, dalla letteratura arcaica indiana a quella giapponese, la conferma di ciò è praticamente certa.

Ma credo che, oltre all’utilizzo dei cosiddetti “oggetti di potere”, ovvero quegli oggetti collegati in qualche modo a dimensioni più elevate, che non è che si trovino al supermercato, noi babbani si abbia a disposizione una cosa importante: l’azione.

Per fare qualcosa, prima o poi bisogna… fare! Ergo, se non si esegue un’azione, tutta quanta la faccenda rimarrà bloccata nella fantasia e nel mondo dei puffi.

Credo quindi che ci sia uno stretto legame tra azione, qualità della volontà che la genera e risultato reale.

Voi direte: “Complimenti, Franz! Hai appena scoperto l’acqua calda!”.

E’ vero! Però non credo che sia così evidente fare in modo che l’azione compiuta in direzione dello scopo, porti con se’ la qualità, l’energia e la determinazione di chi la compie.  Credo cioè che esista un modo specifico di agire, che consenta all’azione di divenire essa stessa la nostra bacchetta magica.

E siccome sono uno a cui non piace rischiare, ci sto provando con una cavia d’eccezione: il sottoscritto.

Ho un progetto in mente, che sto cercando di rendere reale. Non ve ne parlo perchè siamo ancora in fase iniziale e quindi preferisco che sia protetto, ma sto mettendo in pratica l’intuizione che ho appena descritto. Vi terrò informati dei risultati (ammesso che ci siano).

Nel frattempo però, mi piacerebbe che la cosa non rimanesse solo un tentativo mio. Perchè non ci provate anche voi e poi ci troviamo qui sul blog a parlarne? Non sarebbe una cosa carina, oltre che utile?

Nel caso, sapete dove trovarmi!

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6 Comments

  1. Artos ha detto:

    Ciao Franz, siamo in due ad applicare quello che dici. Un saluto

  2. lucia ha detto:

    io ci sono… a patto che ritiri tutto quello che hai detto sui Puffi! :drunk:

  3. Heart Hawke ha detto:

    Interessante =)

  4. Andrea ha detto:

    Sai che ti dico? Che hai ragione!!! :warrior:

  5. Silvia ha detto:

    Sai che hai proprio ragione ci tento anche io!

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