Potere conglomerato: Big Pharma, NewsCorp, Big Media ma anche Big G…

E’ piuttosto recente la notizia che CurrentTV, il canale messo in piedi da Al Gore, verrà tolto dal palinsesto italiano di Sky.

CurrentTV è uno dei pochi canali in cui si fa, o quantomeno si tenta di fare, informazione. Ragion per cui, ovviamente, verrà tagliato.

In Italia, ormai sempre più in coda alla classifica della libertà di stampa nei paesi occidentali, l’unica soluzione, finchè non taciteranno pure quella, cosa che stanno cercando in ogni modo di fare e già da parecchio, rimane Internet. La rete presenta sempre più contenuti di una certa qualità, anche se, per ora, è piuttosto difficile operare la distinzione tra pacco e verità.

La censura in atto nel nostro paese, come d’altronde in molti altri, non è però di quella becera, come quella vigente in Cina, ad esempio. No, è qualcosa di molto più sottile, subdolo.

Il sistema è quello di ammazzare lentamente ogni canale informativo, strozzandolo a forza di leggi, tasse, balzelli e costringendolo a confluire all’interno di quel calderone di cialtronerie di origine governativa cui Al Gore ha assegnato il nomignolo di NewsCorp.

Non sto a dirvi in quanti romanzi di fantascienza il nostro presente attuale fosse il futuro previsto: Grande Fratello, Il mondo delle Corporazioni… sono solo due dei titoli molto famosi che avevano previsto l’attuale svolgersi degli eventi.

E anche internet, possibile baluardo di libertà, è ormai in mano ad un unico gestore: Google.

Nell’istante stesso in cui Google decidesse (o fosse costretto) ad assumere un atteggiamento censorio, con un semplice click la tanto sventolata libertà della rete se ne andrebbe a farsi fottere.

Questo perchè al momento Google è, di fatto, il motore di ricerca che ha gli archivi più completi, i database più estesi. Ma quand’anche non fosse così, consideriamo quali sono le alternative: Bing, il motore messo in piedi da Microsoft e forse Yahoo, messo invece in opera dall’omonima società che però, guarda caso, è di proprietà di istituzioni fondiarie americane.

In altre parole, gli unici tre motori di ricerca con un minimo di senso, sono di proprietà americana, e se qualcuno di voi pensa ancora che non siano controllati dal governo, si illudono bellamente.

Microsoft, Google e Yahoo, detengono insieme il 99,9% delle possibilità di ricerca della rete. Inutile dire che Yahoo conta praticamente un cazzo, mentre Microsoft e Google, checchè ne dicano sono ovviamente tutt’altro che indipendenti dagli organi governativi americani.

Quindi l’informazione in rete dipende unicamente dalla volontà americana di lasciarla circolare. Ergo, col cazzo che è libera! Ma sempre rimanendo in tema, non vogliamo parlare anche di Mr. Murdoch? Il suo impero economico è talmente, mostruosamente dilatato che può decidere di far star zitto pure un ex-vicepresidente degli stati uniti (Al Gore), senza che nessuno batta ciglio (tantomeno il nostro governo, che con una simile decisione ci va decisamente a nozze!).

Soluzioni? Beh, ce ne sono parecchie: ad esempio sfruttare lo stesso principio alla base del sistema di Google: il cloud computing, mettendo assieme le risorse di ogni pc collegato alla rete. Ma elaborare una simile piattaforma distribuita (che peraltro presenterebbe serissimi problemi di sicurezza) richiederebbe tanto per cominciare un notevole sforzo economico, una forte volontà di mettere in piedi il progetto ma, soprattutto, la consapevolezza della necessità di una simile iniziativa, tutte cose che, al momento, non si trovano propriamente ad ogni angolo di strada.

In altre parole siamo sempre lì: già trovare alternative valide alla mostruosa copertura dittatoriale sul sapere che vige oggi nel mondo sarebbe un’impresa titanica.

Ma la cosa che manca di più, in questo mondo, è la consapevolezza. E’ questa che viene più temuta ed  contro questa che si muovono come un solo corpo tutti i gruppi di potere, a qualsiasi livello.

Perchè, come diceva Beppe Grillo ai tempi in cui mi piaceva ancora… è quando pensi che diventi pericoloso!

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1 Comment

  1. jackll ha detto:

    Sante parole !

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