Ma poi... perchè uno si mette a cercare la verità? - Franz's Blog

Ma poi… perchè uno si mette a cercare la verità?

Non succede a tutti. Non tutti sono così pazzi da lasciare il certo per l’incerto, la via conosciuta per quella sconosciuta. La ricerca della verità è qualcosa che però, quando ti prende, ti prende sul serio! Non ti molla più. Ti accompagna ogni secondo della vita, ed è sempre lì a dirti: “Ma sei sicuro che non ci sia dell’altro?”

Ricercare la verità significa anzitutto farsi delle domande. Farsi delle domande significa farsi venire un dubbio. E, come diceva un mio caro amico, per farsi venire un dubbio occorre avere almeno tre neuroni; uno che dice “si”, l’altro che dice “no” e il terzo che guarda i primi due e risponde, sconsolato: “BOH!”

E’ qualcosa che accade: magari dopo una perdita, o dopo un problema di quelli tosti. In genere dopo un evento comunque traumatico. Allora le persone, portate dalla vita a sperimentare stati che mai e poi mai si sarebbero aspettati che potessero anche solo esistere, si rendono conto che quello che prima consideravano indispensabile, può anche diventare… inutile. E’ uno dei motivi per cui un essere umano può mettersi a cercare qualcosa che esiste davvero, e non solo per il banale quanto ristretto arco di una singola vita, per quanto gradevole.

Un Maestro una volta usava dire che, tutto sommato, chi ha tutto dalla vita è per un certo verso molto sfigato: perchè ha molto di più che lo tiene attaccato alla materia e molto di meno che lo spinga a cercare qualcosa di un po’ più permanente degli agi e dei piaceri che essa può offrire.

Non so comunque perchè le persone si mettono ad un certo punto a cercare la verità. Posso al massimo dire come mai è successo a me.

E la risposta è: diamine… perchè non ho mai creduto possibile che questo mondo di merda fosse tutto quello che c’è.

Mai, eh? Neppure quando ero in culla e vedevo, sfuocati, quei tre cazzi di uccellini di carta stagnola che mi giravano sopra la testa. All’epoca non avevo pensieri nel senso comune del termine (non come nel film “Senti chi parla“, per intenderci), però ricordo nettamente che il fatto che l’immagine fosse sfuocata mi gettava in uno stato che potrei solo definire “desiderio di vedere“.

Ed è una cosa che, bene o male, non mi ha mai mollato. Appena imparato a leggere ho iniziato a divorare tutti i romanzi di fantascienza che trovavo in giro. Non per evadere, ma perchè mi sembravano molto più plausibili delle tristi storie che cercavano di farmi bere a scuola.

Mi ricordo ancora però che un momento particolare fu rappresentato per me dalla lettura del libro “Il Gabbiano Jonathan Linvingston“. Rimasi affascinato dalla storia di quel gabbiano che, in culo a tutti, se ne andava per la sua strada per trovare… la verità. Sarà stata anche una storia semplice, magari anche ingenua, ma mi fece schizzare l’adrenalina nelle vene: perchè finalmente avevo la prova che c’erano anche altri a non credere a questo mondo come unica cosa esistente (non parliamo poi delle sue regole idiote…).

Ovviamente poi fu il turno di “Illusioni“, dello stesso autore, e ricordo ancora quante settimane passai nel tentativo disperato di muovere una piuma con il solo pensiero (inutile dire che la piuma non si spostò neppure di un millimetro). Però, in compenso, questo sforzo mi aveva portato a sperimentare una possibilità di concentrazione per me fino ad allora sconosciuta. Ma, soprattutto, mi aveva aperto le porte del mondo della magìa. Da lì partii alla ricerca di qualcuno  che potesse insegnarmi ad usare la magia del fare. Quella stessa magia che oggi chiamiamo energia, e che solo molti anni dopo imparai essere nient’altro che l’applicazione di leggi ancora non conosciute.

Ma fu solo dopo molto tempo che riuscii ad arrivare a contatto con persone davvero in grado di dischiudermi orizzonti sempre più larghi, possibilità di visioni sempre più veritiere e immersioni sempre più profonde nella coscienza e nella consapevolezza. Però una cosa non mi ha mai abbandonato: un’incrollabile fiducia nel fatto che la verità, prima o poi, la troverò. Anzi, più mi trovavo a perdermi in lande sempre più grandi (e a sentirmi di conseguenza sempre più piccolo), e più questa fiducia acquisiva forza. Una forza incredibile che poi, ad un certo punto, si trovò ad essere superata dal desiderio di condividere, in qualche modo, quello che avevo potuto vedere, vivere e toccare.

Perchè i raggi b che balenavano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser non andassero persi come lacrime nella pioggia.

Certo, oggi voltandomi indietro posso dire che la strada sarebbe stata più semplice se qualcuno che l’aveva percorsa prima di me mi avesse dato una mano, magari anche solo dicendomi che non ero pazzo. Sarebbe già stato qualcosa di molto, molto utile. (Si, perchè credetemi, non è un pensiero che mi ha sfiorato poche volte, in passato. E se è per questo ogni tanto viene ancora a farmi visita).

Ecco, non so nemmeno perchè mi sia messo a scrivere queste parole. Forse perchè sono convinto che, se le avessi lette a suo tempo, quando la mia ricerca non era altro che un semidisperato brancolare nel buio, mi sarebbero state di grande aiuto.

Non si sa mai…

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6 risposte a Ma poi… perchè uno si mette a cercare la verità?

  • …Cercare implica una cosa molto semplice, il non aver trovato ancora qualcosa……
    sin da bambini non siamo abituati a questo , non tutti, ma siamo più abituati a ricevere,
    ha un senso anche questo perchè in ogni caso quando uno cerca qualcosa e poi lo trova trattasi di un dono….
    …fin dalla tenera età sono stato abituato a spaccare il capello in infinite parti un utilizzo della mente esasperato un approccio digitale alla vita ma non solo….
    sempre stato affascinato dalla natura in tutti i suoi aspetti , è proprio davanti ai tramonti ed alle meraviglie naturali che ho compreso che qualcosaltro esiste mettendo in moto una parte un po più analogica dell’osservare….una sorta di mix di ragione e sentimento….che mi ha sempre sospinto….e sorretto….consentendomi di non essere completamente impermeabile agli eventi brutti e belli della vita e quindi da ogni situazione trarre anche poche briciole di insegnamento che potevo ricevere…..
    …ho personalmente frequentato diversi gruppi di ricerca…..svariati….fin dall’adolescenza…..con una sorta di tarlo dentro che da un lato mi dava molta rigidità….e dall’altro creava dentro di me una propulsione costante per andare avanti e oltre continuamente, mai contento di qualcosa che riuscivo a svelare a me stesso ben conscio che comunque trattasi sempre comunque di veli….e quasi in modo presuntuoso volevo una volta del tutto toglierli tutti questi veli alla realtà che non riuscivo ad osservare più in profondità….
    …è proprio in questa se vogliamo anche illusoria profondità che in passato più che adesso sovente mi sono protetto e difeso….in una sorta di eden immaginifico inviolabile ed intoiccabile in cui le miserie i dolori e le sofferenze umane non entravano, prima attraverso la musica e la composizione, studiando come un pazzo e poi attraverso la meditazione e lo yoga ed alcune discipline più interiori….
    …un punto di svolta all’interno della mia vita è stato all’età di 25 anni quando incontrai due maestri e tutta una serie di esseri nella ricerca…..in quel momento è come se la mia barca avesse trovato un approdo, come sospinto da tempo da un faro…..
    ….un faro che ancora adesso mi da la direzione….
    All’epoca prima di incontrare tutto ciò, meditavo circa quattro o cinque ore al giorno, abitavo a ridosso di alcune montagne e mi recavo ogni pomerigggio, al mattino lavoravo, su una roccia che ormai mi ci ero affezionato dalla quale si vedeva tutta la vallata sottostante ( la val di Susa ), gambe incrociate e via…..per ore….
    pian piano qualcosa dentro di me cambiò…..e mi nacque il desiderio di avere una guida perchè così non potevo più continuare….
    e desiderando con tutto me stesso questo, la guida arrivò…….
    grazie Franz del post….

  • Grandissimo…mi ritrovo alla grande. Quante volte ho temuto di impazzire…di non essere normale :finger: :finger: :finger: 😥 😥 😥
    Poi quest’anno ho incontrato un insegnante di Yoga (conoscenza in comune) che mi ha iniziato alla Via. Ora lui si è trasferito, ma a volte penso a quanta “eredità” mi abbia lasciato in pochi mesi di corso, invitandomi a non mollare ed a proseguire. Sono convinto, tuttavia, che una guida ci vuole.
    Posso, comunque, affermare che sono cresciuto di più in questi mesi che in anni di seghe mentali; giorni persi a chiedermi il perchè delle cose.
    Grazie Franz, anche il tuo Blog è per me un punto di riferimento e uno stimolo alla riflessione.
    Miki

  • Sono sicuro che la tua personale esperienza può essere molto utile a chiunque continua a cercare la propria verità.. magari così non si sentirà così ”fuori dal mondo”. Ciao e Grazie Franz per la tua condivisione 😉

  • Non eri pazzo e non lo sei neppure ora. Sei vivo. Ciao.

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