Sogni – By Giuseppe

Sogni…un film molto, ma molto particolare, dove una visione ancestrale e fiabesca si mescola e fa da sfondo alla denuncia, da parte del regista (Akira Kurosawa), dei pericoli di una modernizzazione eccessivamente razionale, tecnologica e poco rispettosa della natura.

Il film si snoda in otto episodi “fantastici”: i primi due episodi vedono come protagonisti due bambini che hanno il “dono di  vedere” ciò che gli adulti ormai non vedono più: gli “spiriti” dei boschi e degli alberi.

Così il piccolo protagonista del primo episodio trasgredendo al divieto della madre si reca nella foresta dove assiste, tra suoni di flauti, timpani e percussioni, ad una scena che dire bella e fantastica è dir poco.

Il bimbo si trova così nel “posto giusto al momento giusto” e vede, al ritmo cadenzato dei passi di “magici” membri di un corteo nuziale, come si celebra il “Matrimonio delle volpi” (ma per questa sua esperienza l’adolescente viene punito dalla madre).

Il secondo bambino, nel racconto del Pescheto, come rappresentante innocente della razza umana ha la fortuna di conversare con gli spiriti della Natura. Questi ultimi denunciano adirati la distruzione di un pescheto, e solo dopo aver visto versare brucianti lacrime di rammarico da parte del bambino, decidono di fargli un dono speciale: essi stessi si trasformano in peschi fioriti. Una scena di una bellezza da mozzare il  fiato.

Poi vi sono altri episodi che non voglio anticipare, per non togliere il piacere della scoperta in chi non avesse ancora visto questo capolavoro del grande regista giapponese.

Ma vorrei mettere in evidenza il carattere quasi profetico del sesto e del settimo episodio, dove il tema centrale sono l’esplosione di una centrale nucleare alle pendici del Fujiama (con le conseguenti spaventose mutazioni genetiche avvenute nei sopravvissuti), e la desolante scena di una natura devastata e distrutta dalla radioattività, in seguito all’esplosione di una bomba H, e alla ammissione di colpevolezza (ormai tarda e inutile) dello scienziato giapponese che aveva progettato il mortale ordigno.

Questo maturo capolavoro di un Kurosawa ormai ottantenne (uscito nel 1990) si conclude con l’episodio bucolico di un tranquillo villaggio di campagna, dove tutti gli abitanti vivono tranquillamente la propria esistenza superando abbondantemente i cento anni. Questi, vivendo nel pieno rispetto del fiume, delle piante, degli alberi, dei fiori, sono da questi ricambiati con un rigoglio e una vivacità di forme e colori sempre più rari a trovarsi.

Bella la trovata di introdurre gli ultimi quattro episodi attraverso i viaggi fantastici, all’interno di alcuni quadri di Van Gogh, da parte di un visitatore della mostra dei dipinti.

Bello, suggestivo, intenso. Ottimo il ritmo e la combinazione dei dialoghi, costumi, luci, colori e musiche…un film che lascia il segno.

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3 Comments

  1. Francesca ha detto:

    Desidero sapere se è in vendita il DVD e dove. Lo cerco da tanti anni dopo averlo visto al cinema ma.. Francesca

  2. Giuseppe ha detto:

    Mi dispiace di non poterti essere utile, Francesca, io lo avevo in video cassetta, ma me ne sono liberato (con altre centinaia di cassette) durante l’ultimo trasloco.

  3. toni ha detto:

    …non sempre apriamo la porta giusta,quella più comoda o conveniente;eppure avevamo intravisto cosa ci fosse dietro.Infatti i sogni a volte ti rivelano il senso della realtà…e i desideri dell’anima appaiono come può apparire un corpo nudo e senza vergogna,quando la veste che lo avvolge cade…senza più sostegni ai suoi piedi. 💡

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