Tracce di profumo: il concerto – By Valeria

La serata è primaverile, una leggera brezza mi accarezza il volto, non c’è una nuvola in cielo.

Mi dirigo verso il teatro, sono ansiosa di ascoltare il concerto.

Entro in sala. Dal palco laterale osservo gli orchestrali che so essere molto bravi: ne ho letto di recente su alcune riviste. Il brano che sta per essere eseguito è uno dei miei preferiti.

Le luci si spengono. Cala il silenzio e le prime note cominciano a spandersi nell’ambiente caldo, accogliente, esteticamente bellissimo.

Dopo poco avverto uno strano senso di disagio. Quasi impalpabile, ma c’è.

Cerco di immergermi nell’ascolto. Forse non ho la giusta predisposizione d’animo per dedicarmi alla serata.

Rivolgo l’attenzione al mio interno. Mi sento benissimo. In pace con me stessa e col mondo.

Riprendo l’ascolto ma non riesco a stare ferma sulla poltrona. Comincio ad accavallare le gambe, poi le sciolgo e le mie mani vanno ai capelli come per volerli sistemare. Reprimo quel gesto.

Il disagio si trasforma in insofferenza.

Ma non ce n’è motivo. L’orchestra è famosa in tutto il mondo, riconosciuta da musicisti di fama internazionale.

Eppure non riesco ad abbandonarmi al suono. Non riesco a percepire quella sensazione provata tante volte generata dalle note che si diffondono in ogni parte del corpo, che producono quel piacere che è “calma eccitazione”, o “eccitata quiete”… Difficile da spiegare, gli amanti della buona musica capiranno…

Allora sposto lo sguardo verso il pubblico nel tentativo di coglierne il comune sentire. Appaiono tutti assorti.

Chissà se prestano attenzione allo spettacolo o sono lì solo per partecipare alla serata mondana. Chissà se sono immersi in quelle note o soltanto nei loro pensieri.

Noto lo sbadiglio di uno spettatore che rapidamente porta la mano alla bocca e getta in giro un rapido sguardo per verificare che nessuno abbia fatto caso a lui. Poi si tranquillizza e rientra in trance.

L’insofferenza si trasforma in desiderio di andarmene.

Me ne attribuisco la responsabilità: l’esecuzione sembra perfetta, tutte le note al loro posto.

Eppure c’è una dissonanza.

Rinuncio a rilassarmi, tanto è ormai chiaro che non mi riesce. Rinuncio anche a qualunque giudizio, su di me, sull’ambiente, sul suono.

Prendo atto del mio malessere che cresce e, semplicemente, lo osservo. La serata è comunque persa, tanto vale dedicarsi ad una attenta indagine. Quasi un gioco, per far scorrere rapidamente il tempo che mi divide dalla fine del concerto.

E solo allora, quasi si fosse aperto un sipario su un mondo parallelo, vedo gli orchestrali per la prima volta.

Esecutori straordinari, ineccepibili. Ma manca loro la passione, manca il cuore, manca la luce negli occhi di chi esprime se stesso con tutto se stesso, non risparmiandosi in nulla.

Esecutori perfetti. Esecutori vuoti. Appaiono avvolti da un’ombra. Sembrano divorati dal nulla delle loro esistenze.

Mi alzo e me ne vado. Me ne frego della brutta figura e del biglietto buttato al vento.

Esco; di nuovo la brezza, la serata tiepida, mille luci nel cielo, spazio e sensazione di libertà ritrovata.

Chissà perché mi viene in mente una frase letta in un libro tanto tempo fa:

Tradire gli altri non è lecito, ma tradire se stessi è suicidio”.

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8 Comments

  1. Michele ha detto:

    Costringersi ad ascoltare qualcosa di perfetto ma vuoto solo per conformità con il resto che ci circonda è chiaramente un tradimento verso sè stessi.

    Peccato che la maggior parte degli uomini accetti questo tradimento, probabilmente per non sentirsi esclusi da resto o, forse, semplicemente per pigrizia mentale.

  2. Pirata ha detto:

    Hai davvero mollato un concerto in esecuzione? Grande !

  3. Sting ha detto:

    Ciao Valeria!
    A differenza degli orchestrali citati, i tuoi scritti trasmettono sempre quel “cuore” che fa la differenza..
    E i miei complimenti per quel semplice gesto (uscire), risultato di un’attento ascolto e di un riconoscimento di ciò che hai colto in te.
    Complimenti non per l’uscita, ovviamente, ma per la qualità dell’ascolto!! 😉

  4. Giovanna Ventimiglia ha detto:

    ciao che bello quello che hai scritto!Che suonavano?Qualcuno avrà pensato che ti scappava….Scherzo naturalmente!!!!!!!

  5. Giovanna Ventimiglia ha detto:

    :embrace:

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