Permettersi di mostrare la commozione

mostrare-le-proprie-emozioniQuasi tutti, prima o poi, abbiamo provato un grosso imbarazzo nell’accorgerci che una nostra emozine era diventata visibile; vuoi per un improvviso arrossire, vuoi per un lucidarsi improvviso degli occhi o altro.

In quel momento ci si sente scoperti, indifesi e vulnerabili e allora si prova, appunto, un grande imbarazzo.

In parte è vero: mostrare le proprie emozioni in pubblico rende in qualche modo vulnerabili. Ma è anche vero che trasmette, alla fine, quello che di un po’ più profondo si manifesta al nostro interno.

Le emozioni che possiamo provare, e quindi mostrare, sono fondamentalmente di due tipi: negative e positive. Molte volte ho esposto la mia opinione su come le emozioni negative siano un vero e proprio tossico, un veleno per la nostra esistenza in generale.

Intendiamoci, esiste un momento per tutto, anche per incazzarsi, indignarsi o infastidirsi. Ma è un momento. Qualcosa che deve essere gestito con grande attenzione e che, normalmente, non dovrebbe essere provato per più di tanto tempo, e mostrato solo al momento opportuno, ovvero quando serve per la situazione in cui ci troviamo.

Cosa diversa è per le emozioni positive, che dovrebbero essere la norma, il nutrimento abituale per noi.

Ecco allora che mostrare una commozione, un sentire dolce che ci porta le lacrime agli occhi, magari, o anche un momento di gioia, non dovrebbe essere fonte di imbarazzo, ne per noi, ne per gli altri che ci stanno intorno.

Cosa ci dovrebbe essere di negativo nel far vedere che qualcosa ci ha colpito, commuovendoci?

Forse l’unica cosa è proprio il fatto che non siamo più abituati a far vedere quella parte di noi più profonda (non la più profonda, di quella il più delle volte non sappiamo neppure l’indirizzo), qualcosa a cui ci hanno disabituati fin da quando eravamo in culla, inculcandoci il controllo sopra tutto, la paura di mostrarci per quello che siamo, paura che alla fine ci si è rivoltata contro.

Non sto parlando ovviamente di scene madri, ma semplicemente di essere in grado di lasciar trasparire all’esterno quello che abbiamo dentro.

E continuare a fare o dire ciò che stavamo facendo o dicendo.

Anche se può sembrare infantile, anche se verremo giudicati, alla fine, idioti a parte, chi ci vede non potrà che osservare qualcosa di più vero e sincero e, perchè no, magari sentire anche se’ stesso un po’ più libero.

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3 Comments

  1. monica ha detto:

    bellissimo post. Ti abbraccio forte

  2. Baldassare ha detto:

    Se qualcosa mi fà piangere, io piango senza problemi; ..di quello che possono pensare gli altri, me ne può importare ”relativamente”. (come al cinema per esempio)
    😯

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