Crisi, aziende, networking ed entropia

Un vecchio ma sempre valido teorema della termodinamica afferma che in un sistema isolato l’entropia tende ad aumentare.

Per entropia si intende il “grado di caos di un sistema”. In altre parole, possiamo tradurre i due concetti come segue.

In un sistema isolato (quindi che non scambia energia con l’esterno) lo scambio di energia tende a diminuire fino a che il livello è omogeneo nel sistema stesso.

Questo teorema è di importanza capitale in quanto, traslato nella teoria dei sistemi, ci permette di comprendere alcuni aspetti della crisi sociale ed economia di cui siamo vittime in questi tempi.

Ho detto aspetti, non cause: quelle sono un altro paio di maniche.

Il punto su cui ci viene utile lo studio dell’entropia, è quello dei sistemi umani. Vediamo se riesco a spiegarmi. Un sistema economico non è diverso da qualsiasi altro sistema, dove per tale si intende un insieme di elementi, regolati da alcune leggi e caratterizzati da alcuni aspetti specifici.

Il sistema economico attuale è un insieme di elementi che grossomodo potremmo definire caratterizzato da tre grosse categorie. Quelli che comprano, quelli che vendono e quelli che… non fanno un cazzo.

Ovviamente i tre ruoli sono strettamente interconnessi ed intercambiabili.

Tuttavia un aspetto è fondamentale nel sistema economico occidentale: è assimilabile ad un sistema isolato.

Non era così alle origini, ovviamente, ma lo sta diventando sempre più, man mano che esaurisce le risorse esterne a se’.

All’interno di questo sistema ecco che improvvisamente quindi l’entropia entra in gioco e, piano piano, livella le differenze. Col passare del tempo, il diminuire del potenziale di quelli che comprano e l’aumento di potenziale di quelli che vendono, portano la differenza tra i due gruppi ad essere sempre più sottile.

Ergo, i margini di un’operazione di vendita diminuiscono sempre più, portando come conseguenza ad un equivalente aumento dei costi d’acquisto.

Risultato: paghi sempre di più e compri sempre di meno; esattamente quello che accade in questo pazzo mondo, in questo ancora più pazzo momento.

La soluzione ovviamente non è affatto semplice. Non sono un economista e quindi non ci penso neppure ad imbarcarmi ini una disquisizione sull’argomento.

Però… però qualcosa che si può fare c’è.

Si tratta di agire da un lato sull’avidità (grazie LamaT, sono state proprio le tue parole ad ispirarmi questa parte), dall’altro sul concetto di “nucleo”.

L’avidità deve ridursi. Occorre cioè comprendere che al punto in cui siamo, chi vende deve iniziare ad invertire la spirale innescata dalla crisi, rinunciando a richiedere prezzi sempre più alti per i propri servizi.

Dall’altro occorre… mettersi a collaborare, ovvero creare dei network di lavoro, degli insiemi professionali, che consentano di “scambiare” energia e quindi di uscire dalla condizione di isolamento del sistema.

Ecco perchè la globalizzazione ha anche dei lati positivi. Il networking aziendale può essere la vera chiave di volta per uscire dai casini, permettendo di ridurre i margini, i costi e, di conseguenza, i prezzi.

Lo so, sono andato via un po’ veloce… ma per il momento l’idea è questa.

D’altronde… qualcosa di nuovo potrebbe esser già qui…

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