Franz's Blog intervista il diavolo - Franz's Blog

Franz’s Blog intervista il diavolo

La telefonata arriva mentre sto ottimizzando un sito.

– Buongiorno, parlo con Franz, quello del Blog? –

– Si, con chi ho il piacere? –

– Sono il segretario generale degli Inferi. Il mio capo vorrebbe sapere se sarebbe interessato ad una intervista… –

Pausa. Guarda il numero del chiamante: 666666. Occazzo!

– Beh… si… ma –

-Ottimo! Questa sera a mezzanotte al Biffi. Naturalmente le spese sono a carico nostro! –

Click. Fine della conversazione. Rimango attonito con il cellulare rovente in mano (è proprio rovente!)

Alle 23.45 sono all’entrata del Biffi, dove un cameriere dall’aria strana mi accoglie con sguardo un po’ schifato. Forse a causa dei jeans un po’ scoloriti…

– Prego. La stanno aspettando. – e mi fa strada verso un separè. Mentre mi avvicino sento la temperatura aumentare rapidamente.

Vengo introdotto nel separè con un inchino dal cameriere che svanisce praticamente all’istante. Spingo la porta e… rimango di stucco.

Davanti a me il diavolo. Solo che più che un diavolo è una diavolessa, una strafiga imperiale vestita da Regina del Peccato, con tanto di guepiere rossa e stivali alti a metà coscia, una coscia lunga quanto la Milano Bologna.

Si alza e mi porge una mano sottilmente guantata di rosso. Mi esibisco in un baciamano impacciato e intanto ne approfitto per sniffare: altro che zolfo; questo è Chanel!

Convenevoli vari (tralascio la descrizione ma la mia temperatura interna è già salita di un paio di gradi) e iniziamo l’intervista.

– Innanzitutto come la posso chiamare? Sua Malignità, Sig.ra Satana, Strafi… ehm… Sua cattiveria… –

– Shana andrà benissimo – mi risponde con un sorrisetto esibendo una fossetta che non avevo notato prima. Dannatamente sexy.

Shana… bel nome. Glielo dico.

– Cortese da parte tua. Non ti dispiace se ci diamo del tu, vero? – Ecchè… ti sembro scemo? Dammi quello che vuoi…

– Allora… Shana, c’è qualcosa di particolare di cui vorresti parlare? –

Lei ci pensa su un attimo appena.

– Ma guarda, non ho riserve… però potremmo cominciare parlando delle donne. –

– In che senso? –

– Beh, mi pare ovvio… di chi credi sia stata l’idea di convincere tutti che sono esseri inferiori? –

La guardo: occhi viola decisamente intensi.

– Non mi dire… tua? –

– Ma certo! Una delle più brillanti operazioni di Viral Marketing di tutti i tempi! Sai, il nostro reparto Ricerca e Sviluppo mi costa una cifra in corsi di aggiornamento e formazione, ma sono soldi ben spesi! –

– Adesso ho capito da dove viene il tutto… – in effetti era da un po’ che mi chiedevo quale fosse l’origine della ginofobia imperante delle varie religioni.

– E certo, capisci quanto è importante per me? Se l’umanità scoprisse davvero quanto le donne potrebbero far evolvere la razza umana mi troverei col culo per terra in meno di un decennio. Invece così… – conclude la frase con un’alzata di spalle.

– Quindi per il sesso… – comincio la frase ma lei mi interrompe con una risata cristallina

– Altro marketing virale, mi pare ovvio. Non puoi bloccare le donne senza demonizzare il sesso. Tra l’altro così la sinergia è incredibile! Ma lo sai quanto mi rende l’industria del sesso?

Più è vietato e più lo vogliono, per giunta nel modo sbagliato. Superficiale, fisico. Nessuno ormai pensa più al sesso come una via di crescita interiore e io faccio affari d’oro! –

La guardo di sbieco. Questa zoccola ha fatto bene i suoi conti, e non solo: sa fare perfettamente il suo lavoro. In quel momento le squilla un cellulare.

IPhone, naturalmente. Parla brevemente sussurrando, poi mette giù.

– Ti chiedo scusa, ma dobbiamo interrompere la nostra chiaccherata, qualcosa richiede la mia attenzione. –

Mentre mi alzo per stringerle la mano le chiedo:

– Problemi? – Lei scuote la testa appena

– Figurati, solo un pezzo grosso di Big Pharma che è appena arrivato giù all’ufficio centrale. Uno che aveva fatto un patto con me anni fa. Nemmeno me lo ricordavo, ma che vuoi… un contratto è sempre un contratto e lui ha delle lamentele. –

Avvicinandomi, ignora completamente la mia mano, mi prende il viso tra le mani e mi stampa un bacio in bocca. Il bacio del diavolo. Proprio notevole.

– Per quanto riguarda te, invece? Non ti interesserebbe un contrattino? –

Le strizzo un capezzolo, così per gradire.

– Non credo proprio, lo sai che sto dall’altra parte. –

Lei fa un piccolo urletto, a metà tra il dolore e la sorpresa.

– Peccato, saresti stato un buon diavolo –

– Detto da te è un bel complimento. –

Con un ultimo cenno della mano esce, accompagnata da una guardia del corpo. Mi risiedo al tavolo: checcazzo… almeno mi godo la cena!

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13 risposte a Franz’s Blog intervista il diavolo

  • Molto interessante. Davvero. Potresti continuare la storia e magari farne un testo che potrebbe senza dubbio riscuotere un notevole successo: gli strumenti ce li hai tutti e magari con un editore che ha mezzi pubblicitari e di distribuzione eccelsi….gran soldoni e, non da meno, apriresti gli okki ad un sacco di gente perkè il tuo scrivere porta sempre alla riflessione…almeno a me.
    Pensaci Fra

  • Aaaaah, a me non l’ha concessa l’intervista, diceva che gli avrei rovinato la reputazione…:-)
    Complimenti per l’idea, fantastica l’ambientazione milanese, bella la conclusione 🙂
    Aspettati un trackback se riesco a ottenere un’intervista che ho in mente da tempo.

    Un saluto!
    Sei Grande.

    P.S.: non guardare il mio blog per ora, mi sono messo in testa di dargli una restaurata e sono immerso in CSS e php…tornerò presto alla carica!

  • Bella ! ma non può finire quì !
    Aspetto la 2° parte.

  • ahahaha….. ne sai una più del Diavolo!!! corro a riguardar la foto!!

  • …eh si, hai a disposizione tutta la storia umana, passata e presente, per potere far esprimere il diavolo sull’ultra massiccia mole di lavoro che ha compiuto e compie sulle cose della nostra razza da sempre… daidaidai sento proprio che puoi fare un lavoro eccellente con risultati sbalorditivi…

  • E brava diavolessa U_U

  • Attento apprendista Satanasso, lei te la può anche dare; ma rischi di ritrovarti con un tizzone carbonizzato o incenerito sul davanti. Il Diavolo vuole l’anima e non è risultato mai a nessuno che si trattasse di un vegetale. Meglio un soffio di vita più carnale, oggi. Perché la pena del Demonio sta proprio nel fatto di non poter possedere (ne imprestarsi) un corpo in carne ed ossa: è la sua pena e pure la sua vendetta! Così dicono gli eruditi (i saccenti, quelli che c’è poco che gli sfugge!). Il fatto poi che alcuni lo dipingano brutto e spaventoso è un controsenso. Egli è bello (o bella e bonazza), il più bello che c’era, e anche il più intelligente. Il luogo dove riceveà gli adepti è un posto meraviglioso, un incanto di allegria e un gran troiaio e sollazzo per piaceri estremi e senza mai fine. Insomma una goduria e un casino di divertimento. Mentre l’altro sito (chimalo Paradiso) è un antro di pulizia e ordine e devozione dove tutti cantano e pregano e digiunano tutto il tempo; pieno di suore baffute: ‘na noia! Ovviamente io non credo ad alcunché di tutto ciò, ma non mi disturba che altri lo facciano. Plaudo comunque alla tua grande (e non nuova per noi) fantasia.
    Saluti. :smokered:

  • Franz per curiosità: non è che hai una versione più grande dell’immagine? E’ favolosa….

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