Il miracolo quotidiano

Fretta. Sempre fretta. Nei rapporti umani, sociali, lavorativi; la vita è diventata un incubo di stimoli. Arrivano da ogni direzione; la rete, i media, le persone attorno a noi.

E la superficialità regna sovrana.

“Ciaocomestaisentitivolevodireperquellavorochedeviconsegnare…” non una pausa, non un secondo per aspettare la risposta a quella domanda che ormai è diventato l’equivalente di un saluto.

Non un attimo per ascoltare. Solo la frenesia di fare, parlare, adempiere. Che poi non si capisce cosa. Adempiere che?

C’è una fame di dolcezza, di affetto, di contatto negli occchi delle persone che incontro, che fa quasi paura. Conosciuti o no, amici o conoscenti, lo sguardo, a parte poche eccezioni, parla quasi sempre di quella fame.

Per qualcuno, fortunato, è solo un languore. Per altri, la maggior parte, è una fame tremenda.

Calore; siamo tutti missili con testata a ricerca di calore umano. E siamo così disperatamente efficienti nella nostra ricerca, il più delle volte inconsapevole, da diventare vittime immediate di chi questa cosa la conosce bene. Si dice spesso “Farei di tutto per le persone che amo”, ma si dovrebbe dire “faccio di tutto per coloro che dimostrano di amarmi”

E così la ricerca di calore diventa la ricerca della prova che quel calore esiste, della “prova d’amore”, di quella prova magari fornita cento volte ma mai nel modo previsto e quindi del tutto ignorata.

Perchè l’amore deve arrivare come vogliamo noi, quando vogliamo noi e soprattutto da chi diciamo noi. Poco importa se qualcuno ci sta inondando di affetto, dolcezza e quant’altro. Non è la persona da cui lo vogliamo e quindi non esiste.

Non è assurdo?

Esiste una cosa che si chiama “apertura”. Un atto del cuore, qualcosa che consente di aprire, appunto, le nostre porte alla vita.

Ma noi, l’umanità, tutto questo lo stiamo sempre più dimenticando. Oggi aprirsi è diventato sinonimo di “prenderlo nel culo”.

Ma chiariamo subito che apertura non significa essere idioti. Aprire il cuore significa uccidere il giudizio. Aprire significa osservare e non interpretare. Aprire significa difendersi solo quando serve e non prima (e soprattutto non dopo).

Aprire il cuore non significa essere buoni a tutti i costi. Il buonismo dettato dal bon-ton di una società del tutto disfatta, inflaccidita ed incapace di difendere la propria dignità e le proprie idee non è bontà: è paura!

La bontà non esiste. Esistono la possibilità di scegliere come agire e la capacità di discernere il bene dal male. Una capacità che deve essere coltivata e cresciuta, in termini di visione, profondità, maturità e consapevolezza.

Il bene e il male sono concetti così illusori per come li intendiamo che sarebbe davvero bene farsi venire un dubbio sempre più spesso. “E’ davvero bene questo? “,”E’ davvero male quello?”. Distinguere queste due entità implica abbandonare la morale al proprio interno, in favore di una visione,  che la ricerca consapevole porta ad essere sempre più dilatata, sempre più oggettiva.

Una visione che abbraccia uno spazio di esperienza sempre più vasto, sempre più vibrante.

Ma nel frattempo che cresciamo in tutto questo, dimenticare gli altri è qualcosa di davvero criminale, anche se tutta quanta questa società punta esattamente a questo.

Un abbraccio. Un solo abbraccio dato o ricevuto e la vita di qualcuno potrebbe cambiare da così a così.

O un sorriso.

O cinque minuti del nostro tempo dedicati ad ascoltare qualcuno davvero e non pensando a quello che dovremo fare subito dopo.

Un solo minuto in silenzio, condividendo la sofferenza o la gioia di chi ci è vicino.

Questo potrebbe essere davvero un miracolo quotidiano.

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2 Comments

  1. Andrea ha detto:

    Condivido completamente.
    Ho visto gente sciogliersi in lacrime (e tante) per un unico abbraccio vero, reale, sentito.
    Il che è bellissimo per le persone alle quali è accaduto, ma è un bruttissimo segnale di quanto, citando un gran film, “c’è qualcosa di marcio in questo mondo”…
    Grazie Franz!

  2. White Knight ha detto:

    Condivido, d’altronde è risaputo (anche se da molto pochi purtroppo) che un Essere Realmente POTENTE è proprio quello che è riuscito a “DISCHIUDERE SE STESSO ALLA VITA” con tutto ciò che vi è contenuto (bene/male, piacere/dolore, ecc..).
    Come diceva Gesù:”Se volete fare del bene siate PURI come colombe e SCALTRI come serpenti!!!”
    Più chiaro di così… :warrior:

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