Brutta razza, gli intellettuali…

quattrocchiNon tutti, ovviamente, ma quelli di una certa razza, si!

Il tipo non credo sia definibile fisicamente. Ce ne sono di ogni risma: grassi, magri, ginoidi… unica caratteristica comune: braccia sottili per mancanza di muscolatura.

Quelli calvi mediamente ostentano barba e baffi fluenti, possibilmente alla cavour e gli occhiali sono quasi immancabili. Abitualmente vestono in due modi possibili: alla cattocomunista, con quel radical-chic “finto dimesso” a base di velluti a coste sottili e maglie o camicia a scacchi scozzesi oppure con eleganza del tutto esagerata, tipo completi in tinta unita (dalle scarpe alla giacca per passare dalla camicia alla cravatta). Nel caso di elementi particolarmente giovani avremo: magrezza assoluta, pantaloni a vita bassa più o meno informi, maglietta con scritte più o meno strane ma “intelligenti”.

Ad ogni modo, quello che caratterizza l’intellettuale di “razza pura” non è l’aspetto fisico, quanto la mimica facciale e la qualità.

Il gesto più tipico è quello di chiudere o socchiudere gli occhi mentre parla, per lo più in corrispondenza di incisi (ma non è obbligatorio, naturalmente).

Poi c’è lo sguardo: difficilmente, se sta parlando con te, ti fissa negli occhi: di solito sfuoca leggermente la vista, come se stesse guardando altrove. E’ un modo sottile per farti sentire una merda. Il messaggio che passa infatti, per lo più inconscio, è quello che tu, per lui, non esisti; tanto è vero che non ti vede neppure.

Un altro gesto classico è la piegatina della testa (rigorosamente verso sinistra) per sottolineare gli “oppure” ma più spesso all’inizio di frasi del tipo: “E’ vero quello che dici, però…”

La qualità è in realtà quello che accomuna questi personaggi, una qualità di illustre superiorità, di signorile distacco e di cortese quanto superiore condiscendenza.

E’ ovvio che non si tratta affatto di qualità reale, quanto di “abito espressivo”, una specie di divisa che vestono tutti quanti. Ma guai a contraddirli o pungerli sul vivo!

Allora lo sguardo diventa improvvisamente fisso, la signorile superiorità va a farsi fottere e il distacco si tramuta in aggressività e rabbia pura, anche se travestite da linguaggio forbito.

Questi personaggi sono davvero i più infimi, perchè vengono immancabilmente (e, ovviamente, a loro totale insaputa) sfruttati da chi vuol tacitare opinioni contrarie al comune quanto idiota ben pensare.

E sono anche i più pericolosi perchè, grazie a spesso notevole proprietà di linguaggio, risultano alla fine estremamente influenti o comunque autorevoli.

Diffidare di costoro è un punto irrinunciabile; combatterli diventa però un bel casino, perchè questi esseri melliflui sono parecchio abituati ad usare la parola per fare andare fuori di testa il loro interlocutore.

Di fronte ad uno di loro, la parola d’ordine è: calma! NON farsi prendere dalla provocazione, continuare a ragionare lucidamente, e ascoltare con estrema attenzione ma totale distacco quello che dicono.

Con estrema attenzione perchè, comunque, da gente di questa risma c’è sempre molto da imparare, quantomeno in materia di retorica e strategia della comunicazione, totale distacco perchè senza quest’ultimo si corre il rischio di andare in bestia di fronte alle stronzate da loro profferite come verità assolute e quindi di perdere la capacità di sputtanarli e reagire in modo efficace con le stesse armi.

Ricordate che questo specifico genere di intellettuale è un topo di biblioteca, quindi basa tutta la propria prosopopea su una gran quantità di sapere accumulato in anni di letture (e spesso anche di scrittura).

Inutile cercare di sconfiggerli sul piano culturale: ne sanno davvero tanto più della maggioranza della popolazione.

Ciò su cui li si può (qualora ce ne sia il bisogno, si intende) bruciare, sono: logica, buon senso, consapevolezza e… shock. Queste persone sono completamente perse nell’idolatria della propria presunta intelligenza. Non li farete mai vacillare sul piano egoico o culturale, appunto, ma su quello emotivo, si!

Una frase bruciante, un concetto enunciato con totale semplicità, saranno per loro come un pugno in un occhio. Parlate con semplicità, non cercate di elevare il livello dello scontro verbale, perchè loro saranno sempre un passo avanti. Anzi, portatelo “in basso”, sul piano più semplice e pratico, con esempi anche banali ma chiari (ovviamente adeguati a ciò che intendete dire).

E usate sempre quel meccanismo chiamato in termini di marketing “call to action”, ovvero passate sempre loro la palla chiedendogli di spiegare un esempio che avete fatto voi.E non appena quelli partono in voli pindarici, richiamandoli alla semplicità di un linguaggio schietto.

Vedrete che, alla terza volta che li mettete all’angolo, di fronte all’evidenza di qualcosa di acclamato che la loro, pur vasta, cultura da sola non può spiegare, inizieranno a guardarvi in modo diverso.

Con rispetto, o quantomeno come si guarda un avversario che potrebbe metterci al tappeto.

Perchè dico tutto questo?

Perchè ritengo indispensabile per un ricercatore essere in grado di sostenere le proprie ragioni con logica, coerenza di pensiero e indiscutibile, quanto retta, correttezza espressiva (oltre che, naturalmente, cognizione in materia).

Un ricercatore si troverà spesso a dover disquisire delle proprie conquiste, delle proprie realizzazioni, del proprio sentire e un personaggio come l’intellettuale con la verità in tasca, prima o poi, lo incontrano tutti.

Sono queste le persone che paradossalmente, da più scettiche possono trasformarsi in più disponibili, una volta fatta breccia nel loro grandissimo ego.

E allora avremo a disposizione un alleato prezioso il cui spesso molto vasto sapere ci verrà messo a quel punto a completa disposizione, dandoci la possibilità di crescere tantissimo attraverso di esso.

Senza contare che avremo eliminato un rompipalle dal nostro cammino.

Il che, scusatemi, non è poco!

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Commenta con il tuo nome Facebook

5 Comments

  1. Walter ha detto:

    Un ricercatore dovra’ per forza incontrare gente cosi’?
    Anche se pensavo che gli intellettuali fossero ormai quasi spariti.
    Grazie.

  2. Sciuscia ha detto:

    Non mi servono i tuoi consigli per affrontare questi figuri, sono uno di loro.

  3. Luna ha detto:

    Ne ho incontrati tantissimi a scuola; ne avevo almeno dieci in classe… e li lasciavo parlare (ben contenta!) tra di loro visto che con la sfigata non si degnavano di parlare :muah: :muah: :muah:

    Speravo non ce ne fossero anche in età adulta 🙄

Lascia un commento

Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa. I campi seguiti da "*" sono obbligatori. La tua email comunque NON viene pubblicata.