Mozzarelle Blu: quelle della Granarolo non lo erano! Ma porca vacca! (Non la Lola)

granarolo-youtubeE’ stata una sorpresa trovare sul precedente post su questo evento il commento di Vittorio Zambrini, direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente di Granarolo Spa.

Un commento pacato ma anche amareggiato, che vi riporto di seguito.

Egregi signori,

in merito alle notizie riportate da alcuni organi di informazione, relative alle “mozzarelle blu” ai rapporti tra la nostra azienda e la ditta tedesca Jaeger, vi assicuriamo che:
– Granarolo non ha mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice esclusivamente di provole dolci (un prodotto già confezionato, denominato “Sfiziosino”);
– la mozzarella Granarolo in busta in liquido di gorverno viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura “solo latte fresco italiano” significa che la materia prima è esclusivamente italiana;
-gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione delle due presunte “mozzarelle blu” segnalate in Piemonte non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l’assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda;

Purtroppo chi ha alimentato al riguardo tante suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo alla nostra azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamento

Cordialmente

Vittorio Zambrini
Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente

Dopo averlo letto, ho deciso di guardare un po’ meglio in questa vicenda e sono riuscito a contattare, seppure indirettamente, lo stesso Vittorio Zambrini, da cui ho realmente ottenuto notevoli chiarimenti.

La cosa che mi ha più colpito nelle risposte del Dott. Zambrini, risposte confermate dai fatti, è stato scoprire che la Granarolo non ha neppure avuto la possibilità di vedere le uniche due (si, esatto, erano solo due, quando la Granarolo ne  produce 300.000 ogni giorno) confezioni segnalate, delle quali una non aveva colorazioni strane, mentre l’altra presentava alcuni puntini blu.

Puntini, non la colorazione blu uniforme di quelle tedesche; niente a che vedere quindi con le immagini pubblicate sui giornali ma soprattutto nulla di ciò che il tono dei vari articoli dei media sembrava voler suggerire.

Questa volta sono andato a rane anch’io, lo ammetto. E sapete perchè? Perchè non mi sono fatto venire abbastanza dubbi!

Ancora una volta poi non posso che evidenziare il comportamento a dir poco scorretto di certa stampa che, quando c’è da fare notizia, non si tira indietro dal riempire prime pagine e titoli, mentre quando c’è da restituire ad un’azienda onesta la dignità che le compete, se ne guarda bene dall’usare la stessa forza.

Per quanto mi riguarda, mi attengo ad un comportamento esattamente opposto.

Magari non serve a nulla, ma voglio sperare che chi leggerà questo post potrà trarre le dovute conclusioni su quanto, sempre più spesso, le notizie della stampa ufficiale siano da prendere davvero con le pinze.

Pinze molto, ma molto lunghe!

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12 Comments

  1. vito ha detto:

    il solito schifo… i giornali di oggi hanno la stessa valenza dell'”Intrepido” che leggeva mio padre..

  2. Luna ha detto:

    Azz! Mio padre dice spesso “accusare con leggerezza impicca un innocente” …e così è stato.

    Mi dispiace molto per la Granarolo, e per qualsiasi azienda o persona accusata ingiustamente e usata per fare scandalo a buon mercato. Tanto le conseguenze se le becca lei, mica chi ha scritto gli articoli.

  3. Roby ha detto:

    Senz’altro apprezzabile e onorabile l’intervento del dott. Zambrini e il post dedicato. Preso atto del fatto che la stampa in generale (ma sopprattutto nel particolare, visto che l’articolo e’ comparso proprio su La stampa) spesso butta giu’ articoli sensazionistici fantasticamente conditi per creare “la notizia”, io mi pongo ancora diversi piccoli dubbi..
    Il dott. Zambrini ha spiegato cosa ci facevano due mozzarelle della nota marca sul tavolo dei Nas?
    Se una delle due non aveva nessun tipo di colorazione anomala, perche’ era nel laboratorio analisi?
    Di che origine erano i puntini blu trovati nella seconda mozzarella?
    Se la granarolo ha delle risposte sarebbe una cosa carina condividerle con i consumatori anche non necessariamente attraverso la carta stampata. Se le analisi di laboratorio non hanno riscontrato nulla di rilevante potrebbero pubblicare gli esiti sul loro sito in modo da renderli pubblici?
    Essendo l’azienda parte lesa di tutta questa faccenda penso che i motivi per cui sono stati fatti questi controlli e i particolari di questi due ritrovamenti li conoscano bene.
    Vogliano pertanto condividerli con i consumatori nel rispetto reciproco. A me personalmente non basta sapere che le due mozzarelle non erano come quella blu della nota marca tedesca. Vorrei capirci qualcosa di piu’ sulle anomalie riscontrate in queste due, qualora ce ne siano.

    Roby
    Consumatore abituale di latte fresco Granarolo e yogurt Granarolo

    • franz ha detto:

      A quanto ne so io, dalle risposte ricevute, tutte le analisi eseguite dai NAS sulle confezioni segnalate hanno dato esito completamente negativo.
      Sul perchè delle confezioni finiscano sul tavolo dei NAS posso solo ipotizzare che, in un periodo dal clima di allarme come questo, basti la denuncia di un consumatore per fare scattare gli accertamenti.
      Per tutto il resto, vediamo se il Dott. Zambrini vorrà eventualmente rispondere alle sue domande in modo diretto.
      Anche perchè quelle cha ha fornito a me risalgono venerdi scorso, e nel frattempo potrebbero anche essere spuntate ulteriori notizie.

  4. Il Veronesi ha detto:

    Mah… Intanto apprezzo la disponibilità a mettersi in gioco del dott. Zambrini, non è da tutti. Però, uscendo da questo singolo caso e guardando la cosa da più in alto, mi pare vi siano elementi per dire che qualcosa sta realmente succedendo, in relazione all’argomento “mozzarella”. Intanto ci siamo dimenticati tutti di quando non più tardi di sei mesi fa, se ben ricordo, ci fu uno scandalo relativo alle mozzarelle alla diossina, con tanto di chiusura dei mercati giapponese e islandese. Fenomeno già accaduto ad intervalli regolari: nel 2009 ci furono problemi sulla percentuale di latte massima nella mozzarella, che cozzava con la minima, tra regolamenti nazionali e ue, nel 2008 ci fu una sanzione dell’ue per la diossina nelle mozzarelle e via dicendo. Ora, non immagino quali giri possano esserci, ma che la cosa sia strumentale a me sembra plasibile. Per esempio non mi stupirebbe se dietro ci fosse la guerra delle quote latte, per dirne una.

  5. Mauro ha detto:

    Non so se sto violando le regole del blog ed in tal caso me ne scuso.
    Sono un biologo libero professionista che si occupa di sicurezza alimentare.

    Per quanto riguarda il caso delle mozzarelle blu ne ho trattato ampiamente nel mio blog http://www.mauropoggi.it

    Se non potete pubblicare un link ne faccio un rapidissimo sunto.
    I formaggi freschi non sono sterili, oserei dire per fortuna.
    Durante la loro produzione una serie di batteri finisce sulla superficie, portati da attrezzature, acqua ed ambiente; tre cose che, anche se pulite, non sono sterili.
    Tra questi microbi ci potrebbe essere la pseudomonas fluorescens (proveniente soprattutto dall’acqua). Il risultato finale è che qualche pezzo di ogni (e sottolineo ogni) produzione è “contaminato” dalla pseudomonas o da altri batteri che vengono chiamati degradativi.
    Questo vale per qualunque produttore, i migliori riescono a contenere il numero di prodotti contaminati a qualche pezzo su migliaia (è il caso della Granarolo), altri, meno efficienti nella loro politica di qualità, potrebbero addirittura avere tutti i pezzi di un lotto con il problema (potrebbe essere il caso della ditta Tedesca).
    Ma la semplice presenza del batterio non causa il problema.
    Se questi rimangono in bassa quantità il formaggio non ha alcuna alterazione, se aumentano e superano determinate concentrazioni il formaggio “va a male” anche prima della scadenza.
    Cosa li fa aumentare oltre il limite ?
    Principalmente il caldo o una carica già alta in produzione.
    Che problemi danno ai formaggi ?
    Alcuni di questi batteri colorano il formaggio con colori non propri, altri gli danno sapori od odori anomali, altri ancora un viscidume di rivestimento ecc…
    Non sono comunque patogeni, ma la loro presenza è indice che c’è stato un problema produttivo o distributivo su quel pezzo e, quindi, è meglio non mangiarlo.
    Per questo motivo io li ritengo addirittura utili (so di andare controcorrente con questa affermazione), perchè ci avvisano che in quello che stiamo mangiando ci potrebbe essere qualcosa che non va.

    Infine tre miti da sfatare.
    Per forza, chissà che latte usano!
    Il latte e la sua provenienza non c’entrano assolutamente nulla.

    Cosa si deve vedere al giorno d’oggi!
    Non è una cosa nuova, è dalla notte dei tempi che il formaggio si colora: i più frequenti sono il rosso ed il giallo, seguono verde (lo causa la muffa pennicillum che usiamo nel gorgonzola), blu, violetto, porpora, fosforescente (d’altronde il nome di pseudomonas fluorescens sarà uscito da qualche parte…)

    La colpa è tutta delle aziende!
    Molto spesso la colpa è nostra, se ci capita tra le mani il famoso pezzo su migliaia con il batterio degradativo e dopo averlo comprato non uso le borse termiche, lo tengo nel bagagliaio per ore sotto il sole, a casa mi dimentico di metterlo in frigo eccetera sono stato io il problema! Magari le pseudomonas erano 10 e 10 rimanevano, senza causare danni di nessun tipo.

    Vi ringrazio e mi scuso se ho violato qualche regola, ma scrivere proprio tutto senza un rimando è praticamente impossibile.

    • franz ha detto:

      Nessuna violazione, scherzi? QUesto è un blog “no-follow free”. Quindi benvenuto a bordo.
      Purtroppo i link nei commenti a volte incappano nell’antispam ma, mediamente, riesco quasi sempre a ripescarli anche se magari non immediatamente.
      Per quanto riguarda il tuo commento, non posso che ringraziarti per il chiarimento.
      Non ne venivo più a capo!
      Buona serata! :bye:

  6. Il Veronesi ha detto:

    Forse hanno solo munto questa: http://www.flickr.com/photos/loungerie/248201473/

  7. Daniele ha detto:

    Ok per i Nas che intervengono ecc, ma i normali controlli periodici non li fa nessuno??
    Lavoravo nella ditta di mio cugino(produce verdure cotte che poi vanno sottovuoto in vaschette) e tot mesi venivano presi campioni dall’ULSS competente della zona(in città diverse eh!) nei punti vendita(di solito il supermercato era comunque sempre lo stesso per zona) e ci arrivava la letterina con scritto cosa era stato prelevato ecc. E se c’era qualcosa che non andava in seguito alle analisi scattava la segnalazione.
    Ora vorrei ben sperare che questi controlli ci siano per tutti. O_o
    Comunque volevo segnalare un servizio che hanno fatto alle Iene, dove le mozzarelle di bufala fatte dallo stesso consorzio che dovrebbe controllarne la qualità(non ricordo i dettagli/luogo) le faceva solo in parte con vero latte di bufala, quando in teoria dovrebbero essere al 100% con latte di bufala… sì insomma… proprio una bufala xD

    • Il Veronesi ha detto:

      Daniele scusami, ma io sapevo che il disciplinare ministeriale sulla mozzarella di bufala prevedesse 15% latte di pecora, 20% vaccino ed il restante di bufala, anche perchè la percentuale di grassi non deve superare il 5% sul totale e se fosse 100% bufala andremmo attorno all’8%. Non è così?

    • Mauro ha detto:

      Per Daniele:
      I controlli ci sono, ma prevedono la ricerca dei microrganismi patogeni (cioè quelli che causano malattie), la pseudomonas e gli altri degenerativi non sono patogeni e quindi non vengono cercati.
      Non avrebbe neanche senso cercarli, visto che non fanno male e che la loro presenza in quantità basse non degenera il prodotto. Sarebbero ulteriori soldi spesi inutilmente da aggiungersi a quelli che si sprecano quotidianamente in tutti i settori.
      Per Il Veronesi:
      Nella mozzarella di bufala campana il disciplinare prevede il 100 % di latte di bufala allevata all’interno del territorio. Naturalmente non sempre quello che prevede un disciplinare viene seguito… ma non fatemi dire di più.

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