Morale e paura

img_124706_lrgIl termine “morale” viene dal latino mos e indica il costume (non  quello da bagno, ovvio!)

La morale è uno dei più grandi ostacoli allo sviluppo dell’essere umano. Non perchè dannosa in se’, ma perchè oggetto delle più grandi identificazioni in cui le persone tendono a cadere.

Facciamo un esempio: ai tempi dei romani, la morale imponeva un codice di abbigliamento che oggi genererebbe scandalo.

Alla stessa stregua, l’omosessualità nell’antica Grecia era cosa vista come normale costume sessuale.

Negli Stati Uniti è normale essere armati, mentre in Europa è considerata cosa, oltre che illegale, “da delinquenti”.

In realtà la morale cambia in continuazione come gli usi e i costumi di un popolo, influenzata continuamente dai media, dai discorsi di chi governa, dalle religioni…

Se le persone si rendessero conto che la loro concezione di giusto e ingiusto è basata per il 99% sulla morale dominante del periodo e del luogo in cui vivono e che quindi non ha nulla di oggettivo, forse le cose comincerebbero a cambiare.

La morale inoltre è sempre fortemente influenzata dal pensiero religioso, cosa che provoca spesso, come ad esempio in Italia, un’assolutamente indebita ingerenza della fede religiosa nella legislazione di un paese.

Alla fine però il problema vero è rappresentato dal fatto che la morale non è mai cosa positiva, in quanto espressione di una delle più grosse paure dell’uomo: quella del giudizio.

Dato che gli esseri umani non sono in grado di essere per se’ stessi, ma abbisognano continuamente dell’approvazione di qualcuno per potersi “sentire”, diventano immediatamente attori che si muovono in seguito alla paura di essere mal giudicati dal prossimo.

La mancanza di un’individualità ha quindi, tra le altre cose, l’immediata conseguenza di rendere schiavi del giudizio e quindi, in ultima analisi, della morale, contro la quale non si riesce ad andare per la paura di perdere la considerazione altrui.

Da qui quelle tremende pastoie per la libertà di espressione che sono “il comune senso del pudore”, “il decoro”, “il timor di dio” e tante altre simpatiche puttanate che stanno sempre più castrando l’espressione degli esseri umani.

Condividi

Commenta con il tuo nome Facebook

5 Comments

  1. Sciuscia ha detto:

    Buffo poi che un film come quello di cui riporti la locandina, dedicato alla satira sui moralizzatori, fosse all’epoca vietato ai minori di 16…

  2. massimo ha detto:

    Resta difficile non avere un giudizio “morale” su certi personaggi come Hitler e Stalin … ma giusto per fare un esempio di gente considerata molto “cattiva”.

    E pensare che non li conosceremo mai !

  3. Luna ha detto:

    Non credo che Franz stesse parlando di qualcuno in particolare ^_^ quanto piuttosto di tutte quelle piccole paure che non hanno un fondamento reale ma incatenano l’essere umano in una serie di giudizi e auto-giudizi che a lungo andare lo castrano e lo frustrano (e lo rendono profondamente antipatico alle altre persone, anche se non glielo andranno mai a dire perchè “non sta bene” farlo)

    A causa di queste paure, per esempio, una donna non indosserà una gonna corta perchè la gente direbbe che “non ha un minimo di decoro” e che “sembra una di quelle” oppure quando raggiungerà i cinquant’anni si sentirà moralmente obbligata a tagliarsi i capelli, perchè “i capelli lunghi sono da ragazzine, non da donne mature”
    Sono piccole cose, ma sommate tutte insieme formano una melassa da cui non riesci a distaccarti. Orribile…

  4. antonio ha detto:

    Ottimo Franz !
    Bersaglio della sintesi, chiara e oggettiva,centrato. :mumble:

  5. jackill ha detto:

    Si parla sempre più spesso di risveglio globale,ma,dato che ciò di cui parli è pura verità,ti rendi conto che ci vuole un miracolo per questo 99% di rincoglioniti!!!!! :shit:

Lascia un commento

Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa. I campi seguiti da "*" sono obbligatori. La tua email comunque NON viene pubblicata.