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Ancora su Avatar. E’ come pensavo: un capolavoro

Francesco Franz Amato Ancora su Avatar. E come pensavo: un capolavoroHo da poco acquistato il DVD di Avatar, in 2D normalissimo.

Quello che posso dire è che questo film è davvero un capolavoro. Non per la tridimensionalità (che pure, quando vista con la tecnologia corretta, è davvero incredibile). Vedendolo come film “normale”, senza la distrazione dell’effetto tridimensionale, si notano veramente una marea di particolari che altrimenti sfuggono all’attenzione.

A partire dai colori, meravigliosi se non falsati dagli occhiali, per non parlare delle espressioni dei Navii e del loro  modo di muoversi, incredibilmente elegante e fluido.

La tecnologia 3D impedisce di cogliere questi e altri particolari, poichè scinde l’osservazione dei due occhi, impedendone la contemporaneità. Con qualsiasi tecnologia lo si veda infatti in nessun momento un occhio “vede” la stessa cosa dell’altro.

Abitualmente, quando si guarda qualcosa, entrambi gli occhi vedono la stessa cosa contemporaneamente (anche se da angolature diverse) e mandano ai due emisferi informazioni simultanee, che poi vengono messe in relazione tra loro. Una parte del cervello può quindi analizzare simbolicamente ed emotivamente la scena, mentre l’altra lo fa da un punto di vista semantico e razionale, per poi coordinare le due analisi nella “consapevolezza” di chi guarda.

Ma i due emisferi agiscono su immagini che arrivano in contemporanea dai due occhi, mentre con la tecnologia 3D si trovano ad elaborare due scene completamente diverse, anche se simili.

Il meccanismo di analisi va a puttane, sostanzialmente, anche se di poco, ed è per questo che tanti particolari possono sfuggire.

Dopo aver rivisto questo film in grazia di Dio, posso affermare che Cameron e compagni si sono fatti un culo pazzesco nel rendere le scene. A partire dalle movenze degli indigeni, appunto così eleganti e fluide, che non sono semplicemente l’imitazione di qualcosa di già visto, ma un intero universo di movimenti.

I parametri di animazione per gli Avatar sono così stupefacentemente perfetti da renderne la presenza assolutamente pregnante.

Tuttavia, nonostante la visione in 3D sia decisamente riduttiva, molte persone sono andate a rivedere questo film più e più volte. Credo che il motivo sia nel fatto che comunque, tre dimensioni o due, il concetto alla base della cultura Navii, per quanto in certo modo trito e ritrito sia nella New Age che nella fantascienza, in quest’opera è stato veicolato al meglio.

Parlo del concetto di unità. Quella cosa che in tutto il film permea continuamente i dialoghi, le scene e ogni particolare. Poi potremo discutere anche per ore delle varie tecnologie, ma alla fine, quello che ha fatto letteralmente andare giù di testa le persone non sono state le tre dimensioni.

Ma la consapevolezza, per quanto inconscia, che ne esiste solo una.

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2 Commenti a “Ancora su Avatar. E’ come pensavo: un capolavoro”

  • Fabio scrive:

    Anch’io ho rivisto da poco Avatar, circa una settimana fa e…a parte l’ovvia differenza tra vederlo su un maxischermo cinematografico rispetto allo schermo domestico…confermo pure io il fascino immutato dell’ambientazione di Pandora…anche senza il 3D.

    In realtà, questo post di Franz avrebbe meritato un rispettoso “no comment” per la bellezza poetica della chiosa finale… :)

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