Apocalypse Now – By Giuseppe

apocalypse_now_1979In quell’inferno che è stata la Guerra del Vietnam un veterano, un Capitano dell’esercito, riceve un incarico “top secret”.

L’uomo dovrà raggiungere ed uccidere un Colonnello statunitense (Marlon Brando) che si è ribellato alla politica e al modo di vivere americano.

Il colonnello, pluridecorato – e destinato a raggiungere i più alti vertici dello Stato Maggiore dell’Esercito – a capo della sua divisione vive nella giungla cambogiana in un modo considerato folle dai vertici del potere “perché ha superato il punto di non ritorno”.

Così il Capitano si ritrova in missione e secondo le sue parole: “Ognuno ottiene quello che vuole, io volevo una missione…una missione davvero speciale, e una volta conclusa non ne avrei volute altre”.

Nel suo viaggio lungo un fiume il Capitano ci porta con sé a scoprire più da vicino quell’assurdità che è stata la Guerra del Vietnam: altri colonnelli anch’essi pazzi, ma considerati normali – che fanno stragi di innocenti al suono di “La Cavalcata delle Valchirie” e che conquistano un territorio solo perché vi sono “le creste d’onda giuste per fare Surf” -; giovani americani in preda al terrore e alla follia omicida; conigliette di Playboy che vanno ad allietare le truppe e pronte a vendersi per un barile di carburante; esuli francesi che vivono isolati da tutto e da tutti e, infine, il Colonnello, un uomo senza più filtri mentali, senza schemi, diretto.

Il Colonnello, un uomo dalla visone talmente lucida che all’affermazione del Capitano che asserisce di essere un soldato, dice: “Lei è solo un galoppino mandato dal droghiere a incassare il sospeso”.

Il Colonnello sa bene quanto si è allontanato dallo status normale degli uomini dalla facciata pulita ma col marcio dentro:


Non c’è niente che detesto di più

dell’odore di marcio delle bugie”.

 

Ma il dialogo più bello del Colonnello, più forte e intenso, come intenso è tutto il film, è quello in cui afferma, dopo aver descritto orrori e forza di volontà vista nei suoi nemici:

Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore. L’orrore e il terrore morale ci sono amici, in caso contrario diventano nemici da temere. Sono i veri nemici…C’è bisogno di uomini con un senso morale e allo stesso tempo capaci di utilizzare il loro primordiale istinto di uccidere. Senza sentimenti, senza passione, senza giudizio…perché è il giudizio che ci indebolisce”.

Un uomo davvero particolare il Colonnello, e anche un uomo stanco, al punto di lasciare che il Capitano assolva al suo compito pur potendoglielo impedire con estrema facilità

Il Capitano a sua volta comprende l’uomo che ha di fronte, forse lo ammira anche, eppur sapendo quanto si sia allontanato dalla normalità: “Se i generali in patria avessero visto quello che vedevo io avrebbero voluto che lo uccidessi? Probabilmente più che mai”, pure forse non vorrebbe portare fino in fondo la sua missione, una missione che alla fine diventa un atto liberatorio per il Colonnello.

Il Capitano…Un uomo, la sua missione…una missione che sente assurda, come assurda è stata tutta quella guerra; eppure l’uomo, alla fine, assolve al suo compito, ma un compito talmente amaro che una volta concluso non ne vorrà altri.

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2 Comments

  1. Sciuscia ha detto:

    Davvero la descrizione del significato di questo film migliore che abbia mai letto.

  2. Giuseppe ha detto:

    Grazie Sciuscia, molto gentile.

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