Savants, disabili geniali

Matt_Savage,_2005Ieri sera ho visto un documentario, non so su quale canale, in cui veniva descritta la ricerca che si è sviluppata in questi ultimi anni intorno al fenomeno dei cosiddetti “savants”.

Come in Rain Man, esistono alcune centinaia di casi al mondo in cui uomini e donne affetti da varie disabilità, ma soprattutto da autismo, hanno singolari capacità mnemoniche e psichiche, che li rendono unici al mondo.

In una piccolissima percentuale, queste persone non sono neppure affette da disabilità, ma mostrano ugualmente talenti straordinari. Come nel caso di un giovane, scusatemi ma non ricordo il nome, in grado di eseguire calcoli matematici complessi a mente in pochissimi istanti.

Sono rimasto stupito quando quest’uomo ha effettuato una divisione tipo 832 / 0,164, snocciolando il risultato fino alla cinquantesima cifra decimale!

I casi descritti erano svariati, da Kim Peek, detto “Kimputer”, il personaggio che ha ispirato proprio il film “Rain Man”, in grado di ricordare tutto ciò che legge a Matt Savage, che ha iniziato a comporre musica jazz all’età di sei anni, in grado di riprodurre qualsiasi brano musicale senta.

La trasmissione, per una volta, trattava l’argomento con serena oggettività, senza accanirsi nel tentativo di dimostrare che erano tutte balle.

La cosa che mi ha colpito di più è stato constatare che nel mondo scientifico ed accademico esistono anche dei personaggi dalla mente aperta che realmente sono alla ricerca della verità, senza pregiudizi su quale questa possa essere.

Dato che quasi tutti questi personaggi talentuosi hanno in comune una memoria prodigiosa, nella trasmissione questo aspetto è stato indagato molto a fondo, comunicando i risultati emersi da diverse indagini effettuate tramite RMN e PET all’avanguardia.

Uno degli scienziati intervistati, un accedemico del MIT, ad un certo punto ha parlato della memoria e del fatto che, studiando i savants, si era reso conto di quanto questa funzione sia qualcosa che si interpone in qualche modo tra ciò che l’uomo è e qualcos’altro.

In modo particolare faceva riferimento al fatto che tutti i savant, anche quelli che sono diventati tali dopo la nascita a causa di un incidente o un trauma, fanno accesso a zone del cervello che non sono abitualmente utilizzate per quello scopo.

L’accento era sul fatto che, normalmente, le facoltà cognitive che consentono ad un essere umano di vivere come tutti, la capacità di guidare un’auto, per esempio, sembrano in qualche modo bloccare le facoltà che invece consentono ai savants di fare ciò che fanno.

Tramite strumentazioni estremamente avanzate, l’equipe protagonista del documentario, è arrivata a stabilire che tutte le azioni dell’uomo sono “meccaniche”. Le parole usate dal capo dell’equipe sono state:

E’ come se tutto quello che facciamo venisse gestito da qualcos’altro, un altro io che si trova in zone inconscie. Osservando e studiando i risultati della nostra ricerca mi sono davvero chiesto per la prima volta: chi sono io?

Quest’uomo è arrivato a farsi una domanda fondamentale e anche a ipotizzare sia la meccanicità del comportamento umano, sia l’esistenza di altri “io” di cui mediamente non si sospetta l’esistenza.

Una parte di quanto la maggior parte delle discipline cosiddette esoteriche va affermando da millenni.

Beh, per una volta non mi è venuto da dire: “Ma va?”, bensì: “Che bello!”

Si, ero molto contento di quello che quest’uomo aveva detto, perchè per una volta ho visto che la possibilità che presto, magari anche prima di quanto sperassi, la scienza possa arrivare ad affiancare la ricerca interiore in modo serio e costruttivo.

Questo sarebbe un evento meraviglioso, che produrrebbe un enorme salto evolutivo per tutta l’umanità.

E che darebbe finalmente accesso a tutti ad una conoscenza ed un sapere per troppo tempo relegati nell’ambito delle cialtronerie, quando potrebbero realmente fare la differenza per tutti noi.

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4 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Ci auguriamo che questo tempo sia vicino.

  2. Silvio ha detto:

    Probabilmente lo hai visto su ‘Current’ (130 canale di Sky)
    il titolo del documentatio è ‘Beautiful minds’

    Molto interessante Current come canale vi consiglio di seguirlo ogni tanto

  3. Clelia Diaferia ha detto:

    Ho l’occhio destro che è andato in “amblopia” (cioè non vede quasi niente per pigrizia, dato che l’altro occhio ha 11 decimi e lo fa anche per lui). Nonostante questo, non ho perso il senso della profondità ed afferro gli oggetti con sicurezza. Il mio oculista mi ha detto: ” Lei ha compensato la mancanza attraverso qualche altro percorso mentale”
    Einstein disse nella sua ultima intervista: ” Le due discipline che riservano maggiori possibilità di sorprese ad un approfondimento scientifico, sono la psicologia e la religione”, ed io aggiungerei lo studio del cervello e della mente, senza preclusioni mentali e senza pregiudizi.

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