Il 60 per cento degli italiani non legge libri. Il risultato mi pare evidente.

BibliotecaTondoE’ vero. Gli italiani non leggono. Non potevo di certo sapere quale fosse la percentuale, ma sull’ignoranza crassa et affettata che affligge la nostra nazione non mi pare potesse esserci dubbio.

Machiavelli sosteneva che ogni popolo ha il governo che si merita. Considerato che ormai l’Italia è divenuto un Paese quasi ingovernabile, da qualche parte tutto questo doveva per forza essere iniziato.

Nell’articolo su Repubblica peraltro, non si dice il restante 40% che cosa legga, il che lascia spazio ai dubbi.

Leggere libri è importantissimo. Un libro, che sia di carta o elettronico, ti mette comunque a contatto con una realtà diversa dalla tua.

Si incontrano altri schemi di pensiero, si apprendono termini, parole, concetti; si possono provare emozioni rare, raffinate, in contrapposizione a quelle massaiole e dense cui siamo abituati.

Si può imparare e non solo a scrivere ma a pensare, a ragionare, ad essere critici, a farsi venire un dubbio.

Ma che in Italia la lettura non rappresenti un “must” tra le attività del tempo libero non poteva essere un mistero per nessuno.

Quando la televisione e quattro quotidiani rappresentano il massimo dell’informazione, per giunta di decisamente scarsa o nulla qualità, come si può pensare ad una nazione di gente che legge?

Il problema è che quelli che leggono di meno, sono i giovani tra i 6 e i 17 anni; l’età in cui si forma la ragione, l’attitudine al pensiero più o meno critico che ti accompagnerà per tutto il resto della vita.

Credo che il vero guaio sia costituito da chi oggi è genitore. A volte mi capita di avere a che vedere con ragazzi ed adolescenti: non li trovo ne vuoti ne idioti. Li trovo stufi. Demotivati. Impauriti e moralisti fino nelle ossa.

Ma se questa generazione in media si presenta in questo modo, non è una questione di genetica. E’ una questione di stimolo.

Se oggi come oggi il massimo divertimento dell’adolescente medio è quello di impasticcarsi fuori dalla discoteca e sbronzarsi successivamente all’interno della stessa, la causa non può essere atrtibuita ad un errato sviluppo genetico.

Io credo che detta causa vada cercata nell’abissale mancanza di profondità di una generazione, la nostra, che non ha saputo in alcun modo cercare, trovare all’interno e nella vita quei valori che poi, trasmessi ai propri figli, avrebbero fornito loro lo stimolo per andare avanti, in consapevolezza e profondità, anzi che nel moralismo e qualunquismo più abbietti.

Per gli stessi motivi trovo aberranti i comportamenti e le iniziative di governi come il nostro, castranti e punitivi, che a nulla servono contro l’apatia che mi pare ormai abbia preso solide radici negli adolescenti odierni.

Questi ragazzi avrebbero tutta l’energia e la possibilità di fare qualcosa di meraviglioso della loro vita, come tutti i ragazzi di tutti i tempi, solo che nessuno  gliene da il motivo.

Avere un figlio e crescerlo, per coloro che sono stati padri durante la guerra, era un compito di una gravosità incredibile. Occorreva darsi molto daffare anche solo per fornire il cibo e i vestiti. Non parliamo dell’istruzione.

I loro figli, che poi sono i nostri padri, sono stati educati nell’ottica di un’Italia che doveva ripartire da zero. E per quanto questo portasse la grande fatica che ha portato, in queste persone i valori dell’impegno, dello sforzo, del senso del dovere e dell’onore, erano ancora forti.

Noi siamo cresciuti nella bambagia, rispetto a questi uomini e donne. Poteva mancare qualcosa, magari qualche giocattolo, ma mai il cibo, vestiti decenti, istruzione, per quanto “drogata” e un minimo di assistenza sanitaria.

Se oggi i giovani non leggono, è perchè NOI non siamo in grado di entusiasmarli in questo.

E non ne siamo in grado perchè la generazione che oggi è “quella vecchia”, nella stragrande maggioranza dei casi non legge. I giovani non leggono perchè nessuno gli fa apprezzare questo atto. Perchè pochi di noi leggono, si istruiscono, si informano, cercano qualcosa di più che non sia la stronzata detta in televisione.

E, anche, perchè la nostra generazione non passa abbastanza tempo con loro. Non cerca di entrare nel loro mondo; come fai a capire un ragazzo di 15 anni che ha l’elettronica nel sangue e i cellulari nel DNA se tu per primo non riesci manco a far funzionare il forno a microonde?

Se la tua sete di sapere, di sperimentare si è esaurita venti anni fa, con l’accensione del fatidico mutuo, come fai a trasmetterla a tuo figlio?

Se non riesci ad avere un pensiero critico, ma veramente tale, nei confronti dei modelli scalcagnati proposti dai media, come fai a spiegare a tuo figlio come si fa a stare dritti nella vita?

Se tu stesso hai lasciato spegnere la tua passione nella meccanicità monotona della tua vita quotidiana, come speri che a tuo figlio si possa accendere quella luce che gli può consentire di bruciare dentro per un ideale, per amore?

La nostra generazione è quella dei veri bamboccioni, non quelli di chi oggi ha vent’anni.

Siamo noi quelli che si svegliano addormentati ogni mattina e si addormentano ancora di più ogni sera, dopo aver tranquillamente ingurgitato qualunque cazzata sia stata loro propinata da chiunque abbia un minimo di energia in più.

E con modelli come questi pretendiamo che i nostri figli addirittura leggano?

Sveglia signori. La classe politica attualmente al potere l’abbiamo messa noi lì dove si trova. Abbiamo permesso noi a pregiudicati in diversi gradi di giudizio di sedersi sulle poltrone di comando. Abbiamo permesso noi a personaggi del tutto vuoti, di nessuno spessore politico o anche solo umano, di andare a fare il bello ed il cattivo tempo per l’Italia o quello che ne rimane.

La nostra generazione è quella da cui vengono estratti gli attuali uomini politici. Ma attenzione, perchè quella dei nostri figli è la generazione da cui verranno estratti i prossimi.

Se per noi è tardi per pensare ad una svolta, così non è per i nostri figli.

Occorre impegnarsi personalmente, riprendere in mano le redini della propria vita, riacqiusire una profondità umana, critica e di pensiero, oltre che emotiva, interiore e spirituale, fino a che siamo ancora in tempo a darla a chi verrà dopo di noi.

Perchè se una volta in più lasceremo andare le cose come vanno, al governo tra dieci anni ci sarà la più grande collezione di idioti qualunquisti, bacchettoni ed ignoranti che si sia mai vista nella storia italiana!

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16 Comments

  1. Sciuscia ha detto:

    Sono d’accordo con la tua disamina.

  2. Fede ha detto:

    Non fa una grinza.

  3. GUIDO ha detto:

    Che oggi si legga poco è sicuramente un dato di fatto.
    Che però i giovani leggono meno dei giovani di una volta,
    devo dire che non mi risulta:
    anche se siamo su percentuali molto basse,
    soprattutto in rapporto ad altri paesi occidentali e del nord Europa,
    mi risulta il contrario.
    D’altronde c’è a disposizione una letteratura molto più ampia e più interessante di un tempo.
    (Stiamo parlando di letteratura giovanile)
    Per quanto riguarda la ‘carta stampata’ (quotidiani e settimanali d’informazione),
    c’è da dire che risulta poco appetibile per chi non è abituato
    e per chi non segue questa specie di politica italiana.
    D’altronde di cosa si parla e si continua a parlare in questa povera Italia?
    Di Berlusconi e Morgan!
    Ahinoi!

    • franz ha detto:

      Della serie… come volevasi dimostrare.
      Non ho fatto alcun paragone tra giovani oggi e ieri, ne tantomeno con quelli di altri paesi. Ho cercato di analizzare perchè “il 60% degli italiani non legge libri” oggi, in modo particolare la fascia tra i 6 e i 17 anni.
      E l’ho fatto disquisendo in modo appena accennato sulle condizioni sociali in cui sono cresciute tre generazioni.
      I quotidiani li ho giusto sfiorati parlandone come dell’unica cosa che le persone, in media, a malapena leggono.
      Forse che il post era troppo lungo tanto da risultare poco comprensibile?

  4. GUIDO ha detto:

    Effettivamente devo ammettere che non ho letto l’articolo con molta attenzione.
    Me ne scuso.

  5. Andrea G ha detto:

    E io che mi faccio le paranoie perchè penso di leggere troppo!! 🙄

  6. Giuseppe ha detto:

    Crdeo che un altro fattore che porta i giovani tra i 6 e i 17 anni a non leggere è la “forzata” educazione. La scolarizzazione, secondo me, esaurisce le forze mentali degli adolescenti e fra l’altro (oltre a riepire la loro testa di molte nozioni discutibili) li porta a credere che tutti i libri siano noiosi come quelli scolastici.
    In pratica gli fanno venire la “nausea” della carta stampata.

  7. Il Veronesi ha detto:

    Mmm… Scusa Franz, ma… e quindi? Mi spiego meglio: sono d’accordo con quasi tutto quello che scrivi (tranne forse l’eccessiva generalizzazione su cosa siano gli adolescenti di oggi), ma mi pare non si aggiunga nulla a quanto già risaputo da chiunque si guardi attorno. Il concetto è che se un bambino non legge e non si appassiona è colpa degli adulti che gli stanno intorno? Certo, verissimo. Che questi bambini saranno la classe dominante di domani? Alrettanto vero. Ma io mi chiedo anche che senso abbiano le cifre da cui si prende spunto in questo post. Andrebbero circostanziate. Io leggo qui (http://www.diariodelweb.it/Articolo/Fiere/?d=20091205&id=116238) che “superano la soglia dei 25 milioni gli italiani con più di 6 anni che hanno dichiarato di leggere nel tempo libero e corrispondono al 45,1% della popolazione, in crescita sul 2008 dell’1,1%”. E leggo anche che il nord legge ed il sud no (novità?). Quali sono più “vere”? Forse nessuna. La realtà è che il libro 80 anni fa non aveva competitors. 60 anni fa è arrivata la radio. Poi la tv e poi il pc. Oggi si sono aggiunte nuove tecnologie, in fatto di intrattenimento. Però il settore libri, considerando l’e-commerce, è in crescita nonostante la crisi. E a Milano se compri un libro alla Feltrinelli devi farti 10 minuti di coda alla cassa, se ti va bene. Ma vedo anche che se mio figlio si legge circa 30 libri all’anno, oltre quelli dati dalla scuola (per la veità pochi e brutti) a nove anni, nella sua classe di 24 bambini, è l’unico che legge per passione. Per cui io non so dov’è la realtà, francamente. Io so che mio figlio è cresciuto con due genitori che leggono molto, che l’hanno tirato su leggendogli libri di ogni genere da quando aveva un giorno, e che se li leggono anche tra loro e che per i suoi primi 6 anni di vita non hanno voluto avere la televisione in casa. Ma so che non siamo gli unici, anzi. E poi non comprendo nemmeno Giuseppe, quando sostiene, se ho ben compreso, che la scolarizzazione possa essere nemica della lettura, questo mi pare assurdo. Però scrivi ancora sul tema, perché nonostante la lunghezza del post mi pare ti sia tenuto troppe cose ancora da dire. E’ un tema che mi tocca molto da vicino, se approfondisci ti leggerò molto volentieri. Se no anche, ma su altri temi!!! :mrgreen:

    • franz ha detto:

      Ti sei lasciato dietro un pezzo…
      “E quindi…” cos’è, sei stato contagiato da Isa?
      “E quindi datti da fare” cresci un essere umano e non un piccione, se hai delle paure non passargliele, se non riesci a superarle nonostante tu sappia esattamente come fare passa a lui questa conoscenza. Fai che cresca con una mente sveglia e un cuore pronto, così che non si beva qualunque stronzata ma, nonostante questo, sia sempre in grado di amare.
      Amare la vita per come è, non per come vorrebbe che fosse.
      Noi forse non siamo in grado di farlo, ma siamo in grado di regalare questo ai nostri figli. Quantomeno tu che ne hai. Io non ne ho, ma se ne avessi credo proprio che mi divertirei una cifra.
      Come, sono sicuro, non manchi di fare tu.
      Buona domenica.

      • Il Veronesi ha detto:

        Quello che voglio dire è che, da un lato i genitori non hanno poteri illimitati: possono influire moltissimo per pochi anni e un po’ per una manciata di anni ancora. Ma sai bene che questo non significa nulla. Ci sono troppi input esterni (come una scuola fatta di insegnanti che spingono a non leggere i bambini che lo fanno!) e gli amici che poco tolleranno tali passatempi, in quanto a loro alieni. E poi il come intervenire sulla società, io posso fare del mio meglio su mio figlio, lo faccio quotidianamente e funziona, per ora. Ma il problema è come la società dovrebbe fare per evitare la distruzione cerebrale alla quale pare si stia andando in contro. Per cui io sposo totalmente quello che dici, ma al lato pratico, cosa si fa, ora? Il governo ideale cosa dovrebbe fare, per aumentare la passione alla lettura? Non può avere anche a che fare con il fatto che la qualità dei libri che si trovano in giro è scaduta verticosamente? Col fatto che Bruno Vespa possa pubblicare tutti i libri che vuole mentre uno in gamba, ma non illustre che volesse non potrebbe? Perché poi quando la Rowling ha scritto HP, credimi, non c’era una sola persona che io incontrassi dai 10 anni in su che non lo avesse letto… Vedi, si stanno aprendo una marea di argomenti che mi piacerebbe sviscerare. Per questo dico: forza Franz, scrivi!!
        lol3:

  8. Valeria ha detto:

    Le parole di Veronesi mi hanno fatta tornare col pensiero all’epoca in cui mia figlia era piccolina e io le leggevo tantissimi libri.
    Ci abbracciavamo e, così strette l’una all’altra, io leggevo e lei attentissima ascoltava.
    Quello era il nostro angolo, la nostra nicchia segreta, dove tutto accadeva non solo nelle pagine del libro ma anche nei nostri cuori, e noi eravamo compagne di avventura e complici, in questa condivisione di mondi ancora inesplorati.
    Ho continuato a leggerle libri anche dopo che imparò a leggere a sua volta, e per molti anni a seguire (qualche volta succede ancora …).
    Lei iniziò rapidamente a dedicarsi alla lettura di libri adatti alla sua età e, nel contempo, proseguiva a seguirmi nella lettura di libri un po’ più impegnativi che difficilmente avrebbe potuto affrontare da sola.
    Ora a volte la osservo quando, malgrado internet, la tv, l’iPod (e tutto questo è comunque a sua disposizione) lei prende l’immancabile libro e lo assapora, al suo ritmo, nel silenzio della sua cameretta.
    Credo che quel gesto assuma un po’ le caratteristiche del rituale, l’aiuti a ritrovare – almeno nel suo cuore – quel calore che ci avvolgeva durante le nostre letture condivise.
    Insomma lettura come gioco e piacere, lettura che sa creare un’atmosfera di magica intesa e non lettura come imposizione e alternativa alle “amene” modernità …
    E ha funzionato …

  9. Luna ha detto:

    “Se tu stesso hai lasciato spegnere la tua passione nella meccanicità monotona della tua vita quotidiana, come speri che a tuo figlio si possa accendere quella luce che gli può consentire di bruciare dentro per un ideale, per amore?”

    Parole sante e meravigliose, Franz.

    :bye:

  10. Darion ha detto:

    Ciao.
    Sono perfettamente d’accordo con quello che scrvi in questo articolo.
    Ho 23 anni è leggo da quando ero piccolo, ma sono un’eccezione che conferma la regola, visto che tutte le persone più grandi intorno a me ( genitori, insegnati, amici) non leggono neanche un libro!
    Non so dirvi quale stata la situazione che ha fatto nascere dentro di me in tenere età la passione per la lettura.
    Però posso dirvi che un’altra problematica forte che non fa nascere questa passione è il razzismo nei confronti di un ragazzo/a che legge.
    Parlandovi per esperienza personale io sono stato spesso discriminato alle medie e superiori, è isolato dal gruppo scolastico per questo motivo, chi legge viene considerato dal gruppo come una persona strana e non omologata rispetto alla classe.
    Ringrazio ancora me stesso e le situazioni che non mi hanno fatto abbandonare questa passione.
    La lettura di molti libri classici, di letteratura contemporanea italiana e straniera riescono a mettermi in contatto con determinate situazioni sociali, davanti a emozioni rare, che non avrei mai conosciuto senza i libri.

    • franz ha detto:

      Ecco… questa non l’avevo ancora pensata. Ma a ben pensarci… hai ragione. Una volta chi passava il proprio tempo sui libri era “il secchione”. Oggi non cambiano i tempi ma forse le modalità di esclusione. E’ la forza perversa del gruppo che fa di tutto perchè nessuno al suo interno sia superiore agli altri, un ricatto psicologico dei più osceni ma, purtroppo, anche dei più comuni, tanto da essere diventato un classico esempio nella formazione.
      Resisti, non farti fregare: ricorda sempre che, alla fine, anche i lemmings fanno gruppo… precipitandosi in mare tutti assieme in un suicidio collettivo!
      Ciao e grazie del passaggio e del commento (e la prossima volta… occhio alle accentate!) :bye:

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