Una recensione per Avatar? In 3D secondo me ci perde…

8846618_avatarAppena visto.

L’ultima fatica di Cameron è decisamente… una fatica, anche per lo spettatore.

Pandora è un pianeta ricco del minerale più prezioso per la terra. E’ un pianeta pacifico, popolato da indigeni dal corpo longilineo.

Sul pianeta è di stanza un’installazione scientifica, oltre ad un battaglione di Marines. La tencnologia consente il trasferimento di coscienza da un corpo umano a quello degli indigeni, preventivamente clonati.

E’ così che il protagonista, chiamato a sostituire il fratello morto e paralizzato per un incidente di guerra, può finalmente tornare a correre nel corpo di un alieno.

Mandato tra gli indigeni per acquisirne i costumi e convincerli a sloggiare da dove vivono, per permettere il saccheggio del famoso minerale, scopre che gli alieni vivono una sorta di simbiosi completa con il pianeta, simbiosi che coinvolge tutte le forme di vita di Pandora.

Innamoratosi ovviamente della figlia del capo, arriverà a capeggiare i guerrieri autoctoni nel tentativo di difendere Pandora ed il suo habitat.

Girato con accorgimenti tecnologici davvero fantascientifici, questo film è il primo vero mastodonte della nuova generazione di lavori tridimensionali. Costato diversi anni di lavorazione, con alcune centinaia di persone coinvolte, è veramente un monumento al digitale.

Le scene sono state girate da attori in carne ed ossa, i cui movimenti, registrati grazie a centinaia di sensori, sono serviti ad animare i loro alter-ego digitali.

L’ambientazione è completamente artificiale, con effetti di luce davvero belli. Peccato che l’effetto tridimensionale sia ancora prodotto con i classici occhiali mezzi rossi e mezzi verdi.

Le lenti tolgono circa un quarto della luce, per cui molte scene risultano un po’ buie, e i colori più vivi, come il rosso ed il verde, sono piuttosto spenti. Purtroppo questo è dovuto anche al fatto che in Italia la maggior parte delle sale sono attrezzate con il sistema di proiezione 3D più economico, il cosiddetto “Dolby3D”.

Il cervello poi lavora in continuazione per compensare l’inganno della profondità di campo, che non è quella abituale, e spesso non riesce a seguire i movimenti molto veloci.

Il risultato è un forte distacco forzato dalla scena che impedisce l’immersione nel film.

Anche la colonna sonora, orchestrata da James Horner (star trek, per intenderci) non mi è parsa particolarmente adatta, troppo spesso smaccatamente tribale.

Inoltre, alcuni doppiatori forse farebbero meglio a seguire qualche altro corso di recitazione.

Insomma, a parte il bell’effetto di molte scene in cui la luce la fa da padrona (fermi restando i limiti di cui sopra), credo che il film renda molto di più in 2D, cosa che non mancherò di verificare quanto prima.

Spiacente per Cameron.


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18 Comments

  1. Andrea ha detto:

    Rende di più in 2D???? Ma che dici?

    • Franz ha detto:

      Quello che ho detto.

      • Fede ha detto:

        mi fai morire ((-:

      • Andrea ha detto:

        Chiaramente ogniuno ha le proprie opinioni ( e mi scuso se ti ho offeso in qualche modo) ma penso che James Cameron proprio in questo film abbia dimostrato finalmente la vera funzionalità e l’importanza che avrà il 3D nei film….

        • franz ha detto:

          Ma scherzi? Nessuna offesa! Sono stao un po’ stitico nella risposta… Comunque anch’io penso che nel film il potenziale del cinema 3D sia molto ben mostrato. Ma, appunto, si tratta del potenziale. Un territorio nuovo tutto da sviluppare.
          Ti pare che potrei dubitarne?
          Grazie mille del passaggio e del commento.
          P.S. non rispondere ai messaggi di notifica dei commenti, altrimenti la tua risposta mi arriva solo per email e non va in linea.
          In questo caso te l’ho ripubblicato io, ma qualche volta potrei perdermeli per strada :)))

  2. Giuseppe ha detto:

    Vuol dire che vedrò entrambe le versioni. Grazie Franz.

  3. Il Veronesi ha detto:

    Premetto che non l’ho visto. Se riesco ci vado settimana prossima, ma non piangerò se me lo dovessi perdere. Però mi sembra strano che renda di più in 2D e spiego perché. Il film è stato realizzato quasi interamente con Maya, che è un software di elaborazione grafica 3D. Questo software è utilizzato, a parte per rendering architettonico o di design, proprio per l’implementazione di realizzazioni dinamiche in 3D. Per queto mi sembra davvero strano. L’unica possibilità che mi viene in mente è che possano aver fatto un montaggio o delle sovrapposizioni necessarie per rendere l’effetto 3D pessime e quindi non renda. Tornerò dopo averlo visto e vi dirò…
    :snapshot:

    • franz ha detto:

      Non confondere il 3D inteso nel senso di rendering con quello in senso visuale.
      Un programma 3D gestisce degli oggetti tridimensionali e calcola il rendering proprio in conseguenza a ciò. L’output di Maya, come quello di altri software di questo tipo come Cinema4D e simili, è bidimensionale, vale a dire che viene stampato o visualizzato su uno schermo.
      Il 3D visuale implica una cosa completamente diversa. Nel caso specifico e in termini estremamente riduttivi, un oggetto viene ripreso da due telecamere diverse, messe alla stessa distanza di quella pupillare media, in modo da imitare il difetto di parallasse che poi genera la visione stereoscopica o tridimensionale.
      Come sicuramente saprai, la nostra visione in 3 dimensioni, è generata dal cervello che sovrapponendo le immagini provenienti dai due occhi, e quindi leggermente sfasate tra loro, calcola le varie profondità generando la percezione dello spazio.
      Nel caso del cinema 3D, questa cosa viene sfruttata tramite il sistema di ripresa indicato sopra. Le due immagini, leggermente sfasate, vengono montate sulla stessa scena. Allo spettatore vengono forniti i famosi occhiali, che hanno una lente rossa e l’altra verde.
      Anche le scene sullo schermo sono elaborate in modo che un’inquadratura sia completamente filtrata dalla lente rossa, e l’altra da quella verde.
      In questo modo ogni occhio vede solo una delle inquadrature presenti sullo schermo.
      Praticamente è un sistema per fregare la visione stereoscopica e costringere il cervello a ricostruire una falsa tridimensionalità.
      Infatti è questo che genera la difficoltà di immersione nelle scene. Il continuo lavorìo del cervello che fatica a mettere insieme i dati. Un esempio: in una scena tu hai un oggetto vicino alla telecamera, e il protagonista a una decina di metri. Siccome stai girando un film e l’ottica della telecamera ha una sua profondità di campo, metterai a fuoco il protagonista, e non l’oggetto vicino alla telecamera.
      Ma nella realtà, nella stessa scena, tu tenteresti di dare almeno una sbirciata all’oggetto, che quindi per un attimo risulterebbe a fuoco.
      Nel caso del film però questo non avviene. L’oggetto risveglia il tuo interesse e il cervello tenta automaticamente di metterlo a fuoco… senza riuscirci perhè, per i motivi indicati sopra, l’oggetto è stato ripreso fuori fuoco.
      E’ più chiaro adesso?

  4. vito ha detto:

    ho visto ieri il film in 2d…. bellissimo… un pò stile yankee con tanto di invasione sui suoli sacri indiani..comunque ci sono spunti interessanti….
    mi avete incuriosito con il discorso 3d…. quasi quasi ci rifaccio una capatina! ➡

    • franz ha detto:

      Sarebbe ottimo, soprattutto se poi potessi riportare le tue sensazioni. Se lo fai, fatti dire di quale tipo di 3D è dotata la sala…

  5. vito ha detto:

    d’accordo!

  6. MAURO ha detto:

    Visto domenica all’Arcadia di Melzo in sala Energia, quindi schermo Perlux 30 mtx 18 con occhialini attivi collegati via IR con un doppio proiettore digitale 2k che elimina qualsiasi riduzione di luminosità (infatti senza occhialini, a parte l’immagine sdoppiata, la luminosità è oltre la soglia del confort). Rispetto ad altre esperienze in 3D (sempre sperimentate nel Tempio Arcadia) la tecnologia stereoscopica di Avatar non è stata creata solo per dare RILIEVO alle immagini ma per creare un clamoroso effetto di PROFONDITÀ. Risultato: è il film visivamente più realistico che ho mai visto!!!!!!!!!!!!!!! Era come vederlo attraverso una finestra di dimensioni colossali!!!!!!!!! Incredibile!!!!!!!! Ovviamente a parte c’è sempre un suono sontuoso nel tempio del cinema (digitale non compresso).

  7. MAURO ha detto:

    Ho letto i commenti precedenti e sono rimasto leggermente sconcertato. la tecnologia usata nei cinema con impianti 3d non è quella oramai obsoleta delle lenti rosso-verdi!!!!!
    La migliore tecnologia per il 3D secondo me è “XpanD” seguita da “RealD 3D” e infine “Dolby 3D”.
    La tecnologia “XpanD” (per intenderci quella usata in Arcadia) è la più attuale, complessa e realistica tra le tre in quanto si basa su un tecnologia con occhiali polarizzati attivi collegati tramite infrarossi al proiettore. Sono detti attivi perché alternativamente oscurano le due lenti con un risultato “filtrante” alla proiezione sullo schermo che crea l’ effetto tridimensionale.
    Il “RealD 3D” usa sempre degli occhiali polarizzati ma sono passivi, qui il lavoro viene svolto interamente dal proiettore con filtro polarizzatore che proietta alternativamente i fotogrammi per l’ occhio destro e per quello sinistro e li polarizza circolarmente attraverso il filtro. L’ immagine viene proiettata su uno schermo dal colore argentato (Silver Screen). Questa tecnologia risulta avere un effetto tridimensionale leggermente inferiore a “XpanD”. L’ immagine risulta però poco fedele alla gamma cromatica e alla qualità originale.
    Il “Dolby 3D” usa un sistema con un proiettore digitale standard su cui viene montata una particolare lente colorata a forma di ruota che filtra la luce prima ancora che l’ immagine si sia formata. Le immagini risultano essere così più fedeli alla gamma cromatica originale. Il maggiore pregio di questa tecnologia è l’ economicità. La possibilità di fare a meno del Silver Screen e il sistema “Upgrade” che consente di montare il filtro 3D direttamente sul proiettore che già si possiede fanno risparmiare non poco ai gestori dei cinema. Risulta però essere la tecnologia che meno affascina per la profondità e la qualità della tridimensionalità.

    • Franz ha detto:

      Caro Mauro, devo davvero ringraziarti. Non sapevo nulla di questa tecnologia, e il tuo commento mi è stato utilissimo per spingermi a documentarmi. Ho solo raccolto i documenti per ora, ma già quello che ho letto mi è sufficiente per capire che sono andato a vedere il film nel cinema peggiore in cui potevo farlo.

      Purtroppo succede. Non mi sono documentato e mi sono lasciato fregare dalla pigrizia, solo perchè la sala era stata appena ristrutturata e quindi pensavo fosse stata attrezzata al top.

      Grazie davvero molto

  8. MAURO ha detto:

    Figurati. Sono invece contento di averti dato informazioni utili. Non so dove abiti ma se sei in Lombardia e vuoi vedere Avatar come dovrebbere essere visto devi assolutamente andare all’Arcadia di Melzo in Sala Energia. Fino al 28 gennaio i biglietti possono essere solo preacquistati on-line ma già da adesso gli spettacoli in sala Energia iniziano ad essere full (pensa che domenica c’erano un gruppo di 70 persone venute dalla sardegna). Vai su http://www.arcadiamultiplex.com e clicca su arcadia melzo: innanzitutto se sei interessato alla tecnologia applicata in questa struttura (riconosciuta unanimemente tra le migliori al mondo) leggiti le informazioni presenti nel link “arcadia” a sx sotto “programmazione”. Poi tieni sotto controllo il sito e non appena è possibile acquistare i biglietti dopo il 28 scegli, tramite il sistema on-line, i posti nel settore centrale della sala stando tra la fila 10 e la 13. Ti garantisco un esperienza…..”mistica”!!!
    Ciaoo!!

  9. nagaronte ha detto:

    Il film a me è piaciuto moltissimo. Anche troppo. Non riesco a trovargli nessun difetto. Poi, come fai a dire che rende di più il 2D che il 3D di Avatar?! Io l’ho visto in real 3D ed è stato meraviglioso: nessun fastidio agli occhi (e l’ho visto 4 volte sempre in 3D), ma solo tanto stupore per un effetto visivo del genere. Ovvio, il top sarebbe vederlo in Imax-3D ma purtroppo di sale in Italia ne abbiamo solo una (a Riccione) dove non passano questo film, ma solo due documentari -.-”
    Cameron ha aspettato per 12 anni per poter giarare questo film con le tecnologie adatte. Inoltre ha dovuto reinventato il modo di fare animazione. Anzi, l’ha stravolto. Avatar NON è un film di animazione, ma bensì un film in Movent

    • nagaronte ha detto:

      Scusate, mi è partito il messaggio. Riprendo da dov’ero!

      Avatar NON è un film di animazione, ma bensì un film in Performance Capture, una nuova tecnologia, inventata in un modo proprio dal regista. Inoltre le espressioni facciali sono quelle degli attori, ripresi mentre recitavano proprio da una piccola telecamera a gradangolo posta come un microfono. Cos’ha il doppiaggio che non va? A me sembra perfetto. Vabbè siamo di due differenti correnti. Questo film o ti piace o non ti piace.

      • Franz ha detto:

        Hai perfettamente ragione. Il problema è che nella sala in cui l’ho visto quando ho scritto questo post c’era il 3D più penoso dell’universo. Ancora occhialini passivi rossi e verdi, hai presente?

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