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Archivio di dicembre 2009

Spot BMW M5 censurato. Genio!

La domanda da farsi mentre si guarda lo spot è: da dove viene effettuata la ripresa?

BUON NATALE A TUTTI!

Francesco Franz Amato BUON NATALE A TUTTI!

Natale all’Esselunga? Aiaiaiaiai!!!

Francesco Franz Amato Natale allEsselunga? Aiaiaiaiai!!!Shit happens! Dicono gli americani, la merda quando arriva… arriva. Più o meno come Natale.

E meno male che Natale viene una volta all’anno.

Non come Pasquale che invece viene almeno una volta al giorno se no gli fanno male le palle.

Ma il peggio… no, dico, veramente il peggio… è quando alla vigilia ti tocca passare all’Esselunga perchè ti manca una cosa sola ma indispensabile.

Arrivi al parcheggio e già cogli i primi sintomi della follia. La protezione civile dirige il traffico tra cumuli di neve.

All’ingresso marca male: due marines ti squadrano  mentre fanno segno ai mitraglieri dietro ai sacchi di sabbia di lasciarti passare.

Finalmente entri e ti manca il fiato. Nell’aria un gigantesco uniforme rombo, davanti a te una marea umana tra l’inferocito e l’esaltato fluisce incessantemente tra gli scaffali e le corsie, come onde di alta mare che lambiscono una costa.

Occultati abilmente in posizione strategica uomini dei servizi segreti  occhieggiano come falchi a protezione del Camembert e del Dom Perignon.

E tu… tu devi andare a prendere quella singola cosa la cui mancanza ti rende la vita difficile. Ti fai coraggio e ti butti nella calca. Il carrello non serve, filtri tra la gente con due agili spostamenti memoria dei tempi d’oro delle arti marziali ma qualcosa va storto.

L’equilibrio ti tradisce e un’energumena sui sessanta ti sbatte contro il banco degli ananas. Cerchi di rimbalzare con le vertebre che scricchiolano ma non c’è versi: una compagine organizzata sta marciando a ranghi serrati verso il reparto carni; brandiscono tutti il loro biglietto numerato e tu non ce l’hai.

Schizzi via sotto gli sguardi feroci, dribbli due addetti allo scatolame ma quattro signore impellicciate affiancate come spazzaneve ti si avventano addosso nella corsia delle offerte speciali. Ti improvvisi freeclimber e scali alla grande lo scaffale dei liquori, ma vieni notato dalle telecamere di sicurezza; scatta la sirena d’allarme e immediatamente quattro agenti della SWAT sbucano dal soffitto lungo funi da arrampicata libera.

Scivoli silenzioso lungo il mucchio delle decorazioni in saldo e prendi copertura sotto i panettoni in offerta.

I quattro SWAT ti perdono di vista, ti rialzi e parti in corsa. Con un salto mortale raggruppato salti l’ultimo bancone e arraffi al volo quello che ti serve.

L’uscita è lontana ma ce la puoi fare. Da supereroe metropolitano diventi improvvisamente mutaforma, ti crescono le scaglie da serpente e con movenze anacondesche infiltri quasi senza difficoltà la cassa rapida dei dieci articoli.

Approfitti di un attimo di distrazione della coda, mostri la tua preda e tutti si ritraggono guardandoti con un misto di pietà e schifo.

Paghi il conto e finalmente esci. Vincitore.

Con la tua preda: la confezione formato famiglia di carta igienica triplo velo.

Una vera carezza per il culo.

La leggenda di Beowulf

La leggenda di BeowulfEd ecco un film con una storia da raccontare: la leggenda dell’eroe  svedese Beowulf e di come uccise il troll Grendel, liberando il re della Danimarca dal terribile mostro.

Tratto dall’omonimo poema epico (messo per iscritto da due amanuensi in inglese arcaico, intorno all’anno 1000, su una storia ben più antica) questo film di Robert Zemeckis (premio Oscar con Forrest Gump) cerca di presentare al grande pubblico una storia che altrimenti non conoscerebbero mai (visto che quasi più nessuno legge qualcosa che non siano quotidiani o libri a grande tiratura).

Il compito del regista non è stato facile e pur servendosi di attori di grosso calibro: Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich e Angelina Jolie, e di tecniche cinematografiche all’avanguardia (come quella di digitalizzare gli attori con la Motion Capture) non sono comunque mancate le critiche.

Eppure, secondo me, qualcosa di forte questo film lo esprime. Sì, è vero che si sono messe poco in evidenza le caratteristiche della cultura nordica; è vero che la digitalizzazione dei personaggi li ha in parte svuotati di contenuto umano (difficile rendere la profondità di uno sguardo con questa tecnica) e forse, sì, il regista avrebbe potuto “innestare” le vere immagini degli attori su scenografie ritoccate, ma forse sarebbero sorti altri problemi tecnici.

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Gli auguri di Buon Natale più bastardi del 2009? Eccoli qui!!!

Tracce di Profumo. Cercando un libro… by Valeria

Francesco Franz Amato Tracce di Profumo. Cercando un libro... by ValeriaHo sognato che stavo cercando un libro.

Un antico libro dalle pagine ingiallite e fragili, profumate di polvere e umidità.

Mi trovavo in una affollata libreria del centro cittadino, bersagliata da una esplosione di colori, improbabili best seller, inutili oggetti regalo, rumore del continuo vociferare e musica diffusa in sottofondo.

La gente collezionava pacchetti natalizi; una affannata raccolta di regali dell’ultimo momento da scartare sotto un albero senza poesia ne calore, senza gioia ne vera intenzione.

Una tradizione ormai privata del potere magico del rituale e trasformata in operazione commerciale.

Quella congestione di oggetti, emozioni, frustrazioni e tanta fretta mi impediva di orientarmi, di capire dove cercare.

Mi rivolsi ad una commessa che, a giudicare dall’espressione, aveva perduto ogni possibilità di contatto con i clienti e perfino con se stessa; agiva come un automa e, su mio suggerimento, digitò sulla tastiera di un computer una parola chiave per individuare la collocazione del libro.

Ma l’esito della ricerca fu piuttosto confuso, uscirono argomenti e titoli correlati, voci simili e testi suggeriti. Lei mi guardò assente e disse: “Provi da quella parte”.

Con un sospiro rassegnato iniziai a girovagare a caso nella libreria sperando più che altro in un colpo di fortuna.

D’improvviso mi trovai di fronte una porta che conduceva ad una sala semideserta e silenziosa.

Entrai.

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La Difesa viene privatizzata. E’ l’ultimo scherzo di questo governo

Francesco Franz Amato La Difesa viene privatizzata. E lultimo scherzo di questo governo Nel senso di ultimo in ordine di tempo, perchè credo che di scherzi ce ne faranno parecchi altri.

Prendo spunto dalla segnalazione di Giano, che sono andato a vedermi, e leggo l’articolo su gr.net, confermato anche da altre testate.

Nasce Difesa S.p.A. ovvero una holding che gestirà il bilancio della difesa italiana, una società con un budget di qualche miliardo di euro all’anno.

Il controllo sulle voci di spesa militare viene così tolto alla pubblica amministrazione e messo in mano ad un’azienda privata.

Credo che in nessun paese al mondo esista o sia esistita una cosa simile.

E’ vero che in teoria la nuova Società non avrà il controllo operativo, ovvero non deciderà cosa farà il nostro esercito ma è anche vero che, da che mondo è mondo, comanda chi ha i soldi.

Certo, la nostra pubblica amministrazione fa così acqua da tutte le parti che per le forze armate questo dovrebbe essere un toccasana ma rimane un dubbio.

Avete presente la mentalità militare mescolata con quella del bizziness, per giunta con una direzione politica non soggetta al controllo statale?

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Excalibur – di Giuseppe Merlicco

Francesco Franz Amato Excalibur   di Giuseppe MerliccoVi sono film che lasciano un segno perché sono fatti bene e altri che lasciano un segno perché hanno qualcosa da raccontare. Infine vi sono anche film che lasciano un segno perché hanno degli insegnamenti da dare. Excalibur fa parte di questi ultimi.

Adattato dal romanzo “La morte di Artù” di Sir Thomas Malory, e diretto da John Borman, Excalibur racconta della Leggenda del Santo Graal e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, di Re Artù, Ginevra, Mago Merlino, Lancillotto e Parsifal senza cadere nel filone “favolette per bambini” o in una “melensa storia d’amore e di tradimento”.

Questo, invece, è ricco di spunti e frasi profonde che mostrano molti dei dati salienti legati alla storia della Cavalleria, il cui scopo era servire la Verità e la Giustizia in nome dell’Unità. Una “Fratellanza d’armi” unita nel Principio dell’Anello e rivelata da una frase di Merlino:

- Voi siete tutt’uno sotto le stelle -.

Allo stesso tempo ci vengono rivelati i “valori” di un Cavaliere: Coraggio, Onestà, Misericordia, Altruismo, Veridicità, Nobiltà d’animo, Lealtà, Dignità.

Già questo potrebbe bastare per affermare che questo film è stato fatto con scrupolo da qualcuno che “masticava” qualcosa di Cavalleria.

Ma non finisce qui. Excalibur è veramente denso di insegnamenti, che si susseguono a ritmo incalzante, ambientati in un “tempo” di transizione tra l’epoca dei Re Eroi e semidivini a quella degli uomini senza più un re (o governati da re senza misericordia). Uomini il cui destino è ora affidato quasi esclusivamente nelle proprie mani.

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Pattern recognition. La fregatura meccanica e la schermata blu.

Francesco Franz Amato Pattern recognition. La fregatura meccanica e la schermata blu.I computer sono stati costruiti prendendo spunto dal cervello umano. Ma non solo, anche per il software vale lo stesso.

Quella cosa chiamata “pattern recognition” altro non è che il riconoscimento di uno schema da parte del computer.

Perchè questo possa avvenire occorre che esista un software specifico per il tipo di schema da riconoscere.

Ad esempio, la trasformazione di un testo passato allo scanner in un testo modificabile.

L’immagine della pagina scritta, catturata da uno scanner per un computer non significa nulla. Per l’uomo è naturale mettersi a leggere quello che c’è scritto ma per un computer no. Una pagina di un libro o la foto di un tramonto sono la stessa cosa. A meno che non intervenga un programma in grado di “riconoscere” le forme presenti nell’immagine ed estrapolare la corrispondenza con caratteri tipografici.

Un programma di questo tipo è detto OCR (Optical Carachter Recognition) ed è un esempio di “pattern recognition” ovvero di strumento in grado di rconoscere uno schema ed agire di conseguenza.

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Lettera ad un amico – By Valeria

resisti amico mioNon sono sicura di aver capito bene; un amico mi scrive, pratica da tanto tempo.

Aveva molte certezze, ora ha soltanto mal di schiena.

Era un entusiasta, ora si è fatto prendere dalla pigrizia.

Mi racconta che è ingrassato, e non crede più in nulla.

Un passaggio il suo, forse il più importante di tutta la sua vita.

Doveva arrivare a questo punto, ma probabilmente non sa quanto è fortunato.

Ha rimesso tutto in discussione. Io lo trovo meraviglioso, lui lo trova frustrante.

Come faccio a dirglielo?

È così vicino a quel che ha cercato per una vita intera da averne perduto la visione di insieme…

È a un passo da un cambiamento radicale e si ferma proprio ora.

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La gnocca del momento
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Kesa - alla fine della solitudine E' una storia d'amore, un po' strana, lo ammetto, ma tutti quelli che hanno letto il libro lo hanno trovato bello.

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