Tracce di profumo: Il Progetto – By Valeria

pioggia feliceContinua a piovere. Incessantemente.

L’acqua che cade sembra voler lavare il cielo e la terra, e in effetti l’atmosfera si ripulisce e il terreno assorbe nuovo nutrimento.

Solo gli uomini sembrano attraversare l’acqua incuranti.

Aprono i loro ombrelli; sbuffano “ancora pioggia”, come se nelle giornate di sole fossero veramente più felici.

Attraversano l’esistenza con espressione rassegnata. Per qualcuno la rassegnazione si è trasformata in un ghigno di cinismo stampato sul volto, altri hanno l’aria di voler dire “vabbè sopportiamo anche questo giorno”.

A ben guardare non si capisce cosa non va nelle loro vite. Tutto e niente.

Sono su un treno in corsa, transitano per le stazioni senza guardarle, non si guardano neppure fra loro mentre occupano lo stesso scompartimento.

Seguono un programma televisivo, o sfogliano un giornale illustrato, navigano in internet, ascoltano musica a tutto volume sparata nelle orecchie dalle cuffie collegate al loro iPod… ma sono tutti profondamente soli.

Quando incontrano qualcuno che conoscono e loro malgrado sono costretti a salutare, entro due minuti al massimo hanno già guardato l’orologio. Hanno fretta di andarsene, hanno sempre tanta fretta. Il tempo sembra non bastargli mai.

Non progettano più niente.

Forse temono di mettersi alla prova, temono che il progetto non vada a buon fine.

Oppure semplicemente non hanno l’ardore, non sanno ascoltare il piacere che si diffonde nella fase di elaborazione.

Si sono ammalati di una strana malattia, che definirei “paralisi al calor rosso”.

Riescono a stilare interi elenchi di ciò che non va bene, di ciò che è sbagliato nelle loro vite, delle loro sfortune e i loro drammi ma quando gli si chiede: “ma c’è qualcosa che desideri veramente? che desideri più di ogni altra cosa?” ti piantano addosso degli occhi vacui da far paura; è strano, perché hanno l’aria di pensare che li stai prendendo in giro, allora insisti: ma ci sarà bene una cosa che desideri.

Si, rispondono, che arrivi il fine settimana così finalmente riposo.

Desiderano comperare cose. Ne comperano un sacco e poi le mettono in un angolo perché l’acquisto è solo un singolo, infinitesimo istante di gioia, di compimento del desiderio, ma dura così poco che appena comincia è già finito.

“Fare” sarebbe più appagante, ma è faticoso e poi non è detto che l’esito sia quello sperato.

Eppure la vita “esplode” proprio nel momento in cui si fa.

Quando un bambino desidera un trenino elettrico che non può avere, lo costruisce. Certo, non proprio; comincerà costruendo con le proprie mani qualcosa che ci assomigli. Anche solo vagamente. Ma poi la fantasia farà il resto.

In ogni caso avrà impegnato tutte le sue risorse ed energie nel creare l’oggetto che desidera e quel che ne verrà fuori gli sembrerà bellissimo.

Anche gli adulti un tempo progettavano. Ciascuno a suo modo, certo, ma l’energia che si sprigionava dal perseguire l’idea era immensa.

Ma chissà se veramente il mondo è cambiato così tanto o forse a noi piace pensare che ci siano stati tempi migliori nella speranza che ritornino…

Leopardi oltre 180 anni fa scriveva:

I fanciulli trovano il tutto anche nel niente, gli uomini il niente nel tutto.

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3 Comments

  1. vito ha detto:

    niente di più vero!!
    Sempre di corsa, sempre senza tempo, sempre scappando..
    Ma scappando da cosa? Fuggiamo da noi stessi, cercando di adeguarci alla società.. ma così rimaniamo soli, senza identità!

  2. sting ha detto:

    Bonjour Valerie,
    stavo recentemente pensando ad un post, “il Vuoto e il Pieno”, che poi non ho scritto e di come fuggiamo dal vuoto che portiamo dentro riempiendo ansiosamente il “fuori”. E il “dentro” continua a restar vuoto. Disperdiamo il tempo, così come le energie per “fare”, in mille rivoli inconcludenti, vogliamo sognare, (e non siamo neanche più capaci di fare bei sogni), per non guardare una realtà che ci delude, ma non pensiamo neanche per un’attimo di guardarla negli occhi, afferrarla per il bavero e… cambiarla! Siamo passivi oltre ogni decenza, lamentosi oltre la nausea e incredibilmente inconcludenti! C’è una colpa? Sky, il vaticano, il governo ladro? O noi, che stiamo scappando da noi stessi?

  3. Valeria ha detto:

    Caro Sting,
    se c’è una colpa io proprio non lo saprei dire… Ci sono delle concause immagino… Ci vuole un seme per fare un albero… ma il seme da solo non basta…
    Abbracci 😀

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