Ripristinando l’armonia forse curano il cancro. Il che non sarebbe male, no?

Entropia e disarmoniaLeggo sul Corriere e spero che non si tratti della solita notizia buttata lì coi piedi. Un gruppo di ricercatori ha usato un singolare punto di vista: hanno cercato la differenza.

La differenza tra il comportamento delle cellule staminali all’interno dei tumori e quelle normali. Tutto è partito da un’osservazione: le cellule staminali di un tumore si moltiplicano in modo disarmonico, a differenza di quelle normali che invece lo fanno in perfetta armonia.

Hanno cercato la differenza tra i due gruppi e si sono accorti che le cellule staminali tumorali praticamente “spengono” un pezzo di codice genetico, provocando la disarmonia. Riaccendendo quel pezzo, in fase sperimentale, quindi presumo solo in vitro, hanno riportato armonia nelle cellule ed arrestato lo sviluppo tumorale.

E’ chiaro che non è la scoperta del miracolo e neppure la cura definitiva, ma intanto la strada intrapresa ha un senso: riportare armonia dove non ce n’è.

Il che, anche se può non sembrare, è un enorme passo avanti nella filosofia della ricerca medica. Un punto di vista che sembra avere un futuro, basandosi su quello che tutte le medicine e tutte le filosofie continuano a dire da secoli. Ovvero che la malattia altro non è che una manifestazione di una disarmonia che si produce nel corpo.

Adesso non resta che sperare che l’osservazione usata da questi ricercatori non venga ridotta come al solito o deviata. Ma intanto, almeno una notizia buona in questa settimana di merda l’abbiamo avuta!

Condividi

Commenta con il tuo nome Facebook

3 Comments

  1. Paolo ha detto:

    Non sarà certamente ridotta o tantomeno deviata, non c’è motivo. Sono circa 20 anni che ci lavorano sopra in tanti, non da oggi quindi è cosa seria per la medicina. Il problema è trovare il farmaco giusto che riattivi la proteina in qustione dal momento che quelli provati fino ad ora la riattivano solo parzialmente o riescono a farne riprendere la funzionalità solo fino a che non viene nuovamente sopraffatta e smette di nuovo di “funzionare”. Il suo malfuinzionamento è causa anche di altre malattie minori oltre che dello sviluppo di metastasi tumorali. Ed è chiaro che ogni malattia è una disarmonia del nostro organismo, e se qualcuno ha avuto dubbi in passato dopo la codifica del ns genoma i dubbi dovrebbero essere spariti.
    Mi piacerebbe vedere un pò la notizia visto che ancora non ho avuto alcuna voce di avanzamenti sulla questione.

    • franz ha detto:

      Grazie Paolo, per vedere la notizia clicca sul link nell’articolo. Però se non ci riesci o non si apre dimmelo, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel plugin!

      • Paolo ha detto:

        La vedo, solo intendevo dire che potrebbero avere “riciclato” lo studio in questione che, se non sbaglio, a me era arrivato già alla fine di gennaio; mi ricordo perchè era a pochi gg dall’anniversario dell’operazione di un mio carissimo amico malato proprio a causa del mostro (e fortunatamente guarito perfettamente visto che sono passati quasi 8 anni dalla fine delle cure successive all’operazione stessa) e avevo valutato il tutto come una delle solite coincidenze che capitano, ecco perchè mi è tornato subito alla memoria. E mi ricordo di aver visto un documento sull’argomento con il nome dell’oncologo in questione, ecco perchè ti o detto che non mi sembrava di avere novità in merito ultimamente.
        Gli studi si sono molto intensificati soprattutto dal 95/96 dopo che già prima si era capito che poteva essere interessante la cosa. Per es già circa 10 anni fa si era giunti alla conclusione che andando proprio a inibire la ripresa l’attività del gene in questione (IL CHE SEMREREBBE UN CONTROSENSO) permetteva di curare meglio con la chemio; in pratica oltre alle cellule morte che lasciava nel corpo, la proteina riattivata andava a distruggere anche quelle danneggiate dalla cura, cellule che però si sarebbero riprese e riparate da sole; in questo modo quindi quello che poteva sembrare dannoso in realtà favoriva una migliore effetto della chemio e permette un migliore recupero dell’organismo. Poi dopo poche ore si rilasciava l’attivazione del gene che riprendeva a fare il proprio lavoro ma che non trovava più le cellule solo parzialmente danneggiate che nel frattempo si erano riparate da sole.
        Guarda c’è tanta di quella roba da dire, e questi studi ti assicuro che per chi ha la passione del ricercatore medico sono da un lato il fulcro della sua passionme e dall’altro la sua dannazione! Perchè è facile capirlo, credo
        Interessante comunque

Lascia un commento

Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa. I campi seguiti da "*" sono obbligatori. La tua email comunque NON viene pubblicata.