Verità, autorità, fede e Berlusconi. Che bel casino!

Credere, obbedire, combattere... ma andate avanti voi che a me scappa da ridereL’ha detto la TV, il Papa, Berlusconi, Prodi, il medico, il Prof…

Una cosa, quando è vera, lo è indipendentemente da chi la dice. E questo mi sembra ovvio, altrimenti non sarebbe tale.

Il problema nasce quando qualcuno dice qualcosa che non sappiamo o che non conosciamo (vedi, solo per fare un esempio banale, tutta ‘sta vicenda dell’influenza suina). In altri termini che non fa parte della nostra esperienza.

Se chi ci dice una cosa è per noi un’autorità (e per la maggior parte delle persone il Papa, Berlusconi, il medico della mutua, il prof. di scuola sono tali), allora potrà dirci qualunque cosa, che noi l’accetteremo supinamente (o proni, a seconda delle nostre tendenza), per fede in quella persona, senza verificarla sul campo.

Viceversa se qualcun’altro, sconosciuto, ma soprattutto non “certificato” dall’autorità di turno, dirà qualcosa di magari anche profondamente vero, non lo cagheremo neppure di striscio. Sempre per fede, sempre supinamente, sempre senza verificare la cosa sul campo.

E’ un fenomeno abbastanza tipico delle autorità che non sono tali: quello di screditare sulla semplice base delle proprie parole chiunque dica qualcosa che a loro non va giù.

Vedi Giampaolo Giuliani, ad esempio, tacciato di cialtroneria ma senza uno straccio di motivazione al seguito delle stesse parole (salvo poi un piccolo terremoto che ha finito per dargli ragione).

Poi ovviamente c’è il dogma: “E’ così perchè l’ho detto io”!

Vedi la Chiesa Cattolica ad esempio, che sul dogma ha basato il suo potere politico per duemila anni.

Il dogma è forse la cosa più pericolosa di tutte. Il più delle volte sa di vero, ha l’odore del vero, sembra proprio vero; e  magari lo è pure, ma dato che non può essere verificato fornisce facile terreno su cui costruire qualunque puttanata passi per la mente di chi lo asserisce.

La fede cieca e la totale diffidenza secondo me sono solo due faccie della stessa medaglia. Il giudizio comodo e totalmente pigro. La non voglia di mettersi in gioco.

Come dice un mio amico, la paura di perdere il paradiso.

Alla fine noi giudichiamo, sempre e comunque; che lo facciamo credendo ciecamente al primo pirla che passa per la strada o, al contrario, ignorando completamente il secondo pirla che passa per la stessa strada, alla fine si tratta solo di giudizio.

Il che non sarebbe un male se tale giudizio non fosse fondato esclusivamente su un’insieme di condizionamenti che con la realtà delle cose hanno poco o nulla a che vedere.

Un cretino è un cretino. Su questo non ci piove. Il problema è capire se uno è un cretino o solo uno di cui non riusciamo a capire il vero significato di quello che dice.

Certo, esiste il “sentire“, quella vocina semisoffocata che a volte riesce a farci pervenire un telegrafico messaggio: “Occhio…”

Ma anche qui si manifesta lo stesso problema : è infatti molto facile scambiare un desiderio, un bisogno, un’aspettativa o un’identificazione per un “sentire” interiore.

Occorre molto allenamento, molta sofferenza e anche una discreta voglia di farsi del male per raggiungere un livello di ascolto di se’ sufficiente a chiarire un sentire.

Nel frattempo, per minimizzare il rischio di sodomia, male non sarebbe collegare tra loro i neuroni, e fargli fare il loro lavoro.

Prima, durante e dopo aver sperimentato direttamente sul campo.

Non “al posto di”. Perchè se no alla fine succede che uno la vita, anzi che viverla, se la sogna.

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7 Comments

  1. Valeria ha detto:

    Questa faccenda di verità e autorità non è cosa semplice.
    Se cerchiamo informazioni a proposito di un argomento è proprio perché non lo conosciamo a sufficienza ma appena si cerca di approfondire si trova tutto e il contrario di tutto. Informazione, disinformazione, controinformazione e controdisinformazione.
    In questa “giungla informativa” diventa complicato uscirne con le idee chiare a meno che non si abbia la fortuna di avere notizie precise da fonti “selezionate” o non si sia già degli specialisti del settore.
    E dunque alla fine non resterebbe che fidarsi del proprio “intuito” ma nemmeno questo è un metodo molto obiettivo. A questo punto ci si affida alla versione “certificata”, anche se in effetti molto (molto) spesso non coincide neppure lontanamente con quella vera!

    • franz ha detto:

      della serie…. c.v.d. che non vuol dire “Come Volevasi Dimostrare” ma “Cazzo! Viene Diverso!” (perdonami… reminescenze liceali!!!)

      • Valeria ha detto:

        Già, cdv (nel senso del primo significato :smirk:), ma non potendo essere specialisti di tutto, ne amici intimi di qualche boss dei servizi segreti, diventa difficile sapere.
        Un esempio banale: ho conosciuto recentemente famiglie di Napoli che danno versioni della vicenda della spazzatura molto, molto diverse da quella ufficiale. Ma per noi che non abitiamo lì è difficile discernere. Possiamo avere opinioni, usare il cervello certamente, possiamo avere anche delle convinzioni, ma certezze è difficile averne.

  2. Fede ha detto:

    ma siamo sicuri che è una signora e non un determinato signore?!

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