Sovvertire per castrare: le sette - 2 - Franz's Blog

Sovvertire per castrare: le sette – 2

paura della sofferenzaA continuazione di quanto scritto nello scorso post, innanzitutto una precisazione. Le sette intese nell’accezione comune del termine esistono, nessuno qui vuole negare questo fatto.

Esistono fondamentalmente per due motivi: il primo è che la mancanza di scrupoli non ha limiti. Il secondo è che le persone sono sempre meno consapevoli e sveglie ma soprattutto sempre più superficiali ed è quindi molto facile, per chi fa della disonestà la propria via, ingannarle.

Con questo intendo dire che se una persona è attenta, integra e soprattutto consapevole, sarà difficilmente ingannabile. La rete è piena di “decaloghi” su come riconoscere una setta. Su una cosa concordano tutti: sul fatto che l’aggancio iniziale da parte di una setta avviene mediamente nei momenti in cui una persona è più debole: un lutto, un trauma o un periodo di grossa crisi sono mediamente i momenti in cui un essere umano è portato a farsi venire dei dubbi.

Ma se questi dubbi non sono originati dal desiderio di trovare una risposta alle domande che ti fioriscono dentro, quanto al desiderio di sfuggire alla sofferenza che la vita impone in alcuni momenti, ecco che la persona è facile preda del primo pirla che, passandole accanto, propone un modo per uscire dalla condizione. avere sempre il cervello collegato

Ecco perchè è così facile cadere preda di una “setta”: perchè l’uomo non cerca la verità, le cause. L’uomo, anche quando dice di cercare queste ultime, mediamente lo fa solo per fuggire da una condizione di sofferenza. Il che può essere una molla ma solo nel momento in cui uno decide che la sofferenza non è necessaria, obbligatoria, ma soprattutto non ha senso il mdo in cui viene vissuta. Allora si darà da fare con intelligenza per trovare un modo per comprenderla o sconfiggerla. Ma non per sfuggirla.

Fuggire dalla sofferenza, significa non volerla vivere. Questo a sua volta significa non riconoscerla per quello che è: una delle tante manifestazioni della vita. In ultima analisi fuggire dalla sofferenza significa quindi non voler vivere.

E per soddisfare questo desiderio ci sono decine di figli di puttana dispostissimi a darci una mano.

– Continua

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11 risposte a Sovvertire per castrare: le sette – 2

  • Fungono da droghe insomma … le sette sono certamente molto ansiolitiche. Ma io estenderei il discorso a tutte le religioni in generale.

  • Trovo che la “matrice” sia concepita in modo da rinforzare l’illusorio, la fuga dalla realtà, con viaggi “virtuali”, “emozioni” in full HD da 39€ al mese, i brividi delle squadre del cuore.
    Nessuno, o quasi, vuole sperimentare emozioni vere, nessuno vuole guardarsi in faccia, perso com’è nel guardare immagini false e narcolettiche.
    Purtroppo, che piaccia o no, la vita va avanti lo stesso, e qualcuno appena appena più sveglio e sgamato, se disonesto, è pronto a silurarci il didietro.
    Che si chiami “santone”, papa o presidente del consiglio.
    Franz dice una cosa mai abbastanza compresa, quanto più si è consapevoli, “dritti”, pronti a guardare negli occhi le vicende che la vita ci pone, quanto meno si è vulnerabili a “penetrazioni” non richieste.
    Il fatto che si voglia continuare strenuamente a credersi in grado di decidere e determinare la propria vita, è, a mio parere, la più grande vittoria di chi ci vuole come pecore di allevamento.

    • Si, potremmo in qualche modo definirla matrice, e la cosa diventa più chiara. Tra l’altro mi sono sempre chiesto la ragione della scelta del termine “Matrix” per il film, e ti ringrazio perchè me l’hai appena spiegato.
      E anche per il resto del commento ti quoto in pieno! :thumbup:

  • C’è una specie di ansia per tutto quello che comunica “c’è di più nella vita, non sei libero e neanche lo sai, se vuoi ti aiuto”. Una frase del genere fa scattera subito il… “OK, dov’è la fregatura??”.

    Concordo che ci sono tantissime persone che o per ego e per soldi o per ignoranza raccontano mezze verità o proprio fandonie e magari trovano anche seguito in persone bisognose di sostegno emotivo che sono pronte a “pagare” in un modo o nell’altro (ooops, ho appena riassunto il 90% del nostro sistema commerciale o sbaglio?), ma la cosa che mi rattrista è che non c’è assolutamente spazio per farsi venire un dubbio che forse c’è qualcosa in più e qualcuno che lo ha realizzato e addirittura qualcuno che vuole trasmetterlo.
    Pienamente d’accordo con Sting nella sua ultima frase; i Romani sapevano bene che panem e circenses tiene le masse brave e buone… guai a chi vuole di più.

    • E’ la ragione di quest’ansia che sto indagandoin questa serie di articoli sulle sette.
      In qualche modo mi stai effettivamente anticipando e… si hai appena descritto il nostro sistema commerciale… ma al 100%

      In realtà lo spazio per farsi venire un dubbio c’è eccome, solo che siamo tutti girati dall’altra parte! :whatever:

  • non solo il sistema commerciale , ma anche in ambito lavorativo ci sono le sette.Sopratutto nel settore delle vendite. personalmente ho lavorato come onsulente presso una multi-nazionale e ciò che più mi ha colpito è stato il sistema di indottrinamento.
    la prima cosa che facevano era isolarti dagli amici(quelli veri, quelli che conosci da una vita), autoproponendosi come gli unici amici veri che potresti avere al mondo. il secondo passo e isolarti dalla famiglia. Anteponendo gli interessi dell’azienda ai tuoi famigliari. terzo è il culto del danaro, unica cosa vera da prendere in considerazione.
    Praticamente alla fine ti restano solo il alvoro e i colleghi. E quando sei a quel punto ti hannoin pugno.
    peccato che con me non ha funzionato, e ci hanno provato veramente tanto, sino ad arrivare a dire che dovevo schiacciare i miei famigliari come vermi perchè mi impedivano di dedicarmi anima e corpo al lavoro e altre caxxate del genere.
    Il fine di tutte le sette è comunque avere il controllo totale sulla tua mente e sulla tua vita.
    Pensa che nemmeno mia madre riesce a controllarmi, e ci hanno provato degli estranei. lol

    • Ciao dimaco e grazie per il commento.
      Mi è capitato qualche anno fa di partecipare ad alcuni corsi nello stesso albergo in cui si tenevano gli incontri di un gruppo di quelli di cui parli nel tuo commento. Non dico il nome, ma era una delle tante organizzazioni di vendita piramidale che si occupavano di immobili.
      E’ esattamente come dici. Ad ogni serata, al termine delle riunioni (tre al giorno, non una) vedevo aggirarsi per l’albergo persone assolutamente allucinate, che sembrava si fossero tirati un bidone di coca a testa. Sudati, rossi in viso, si muovevano a scatti per l’albergo completamente fuori di testa.

  • Approfitto di questo articolo per aggiungere qualcosa a proposito di ansiolitici:
    indubbiamente le sette ci sono e intrappolano le persone più fragili, ma il più diffuso ansiolitico che mi viene in mente è la televisione.
    E’ entrata in tutte le case, è il principale strumento di formazione delle opinioni, è insidiosa perché l’utente è convinto di non esserne dipendente ne influenzato, costa poco, nessuno ci obbliga ad accenderla, possiamo girare canale in qualsiasi momento percependo la sensazione di poter scegliere. La televisione agisce sull’identificazione sulla quale non si ha alcun controllo. Fa molta compagnia, appare del tutto innocua, attenua l’ansia e produce un lento e continuo condizionamento.
    Occhio alle sette certo, ma ancora di più occhio ai messaggi che ci facciamo propinare quotidianamente con tanto candore.

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