Ma che cazzo c’entro io in tutto questo? – By Ilia

baby-gunTrasparenza, Etica, Integrità; parole che sicuramente non sono sempre adeguate a descrivere la vita politica delle nostre democrazie.

L’Italia però in questi ultimi anni sta progressivamente degenerando, dando uno spettacolo di se’ stessa che oscilla tra lo squallido ed il ridicolo.

Ultimamente poi, con la richiesta di divorzio di Veronica Lario, la storia delle veline e di Noemi, abbiamo veramente toccato il fondo: la vita politica Italiana sembra venire fuori direttamente da un giornale scandalistico.

Nella puntata di “Anno Zero” di giovedi scorso c’era ospite un Marco Pannella alquanto provato dal consueto sciopero della fame e della sete.

Ad un certo punto ha avuto una reazione che oserei definire strepitosa; assisteva accasciato su se stesso, con la testa tra le mani, ai battibecchi tra Franceschini e l’esponente del centrodestra.

Pannella sembrava veramente sofferente, quasi stesse male. A un certo punto Santoro lo interpella, lui si alza e dice poche parole disarmanti e dirette, che fanno esplodere lo studio in una risata liberatoria.

«Ma che cazzo c’entro io in tutto questo? »

Esattamente ciò che probabilmente sentono la maggior parte degli Italiani; che cazzo c’entriamo noi nelle beghe personali di Berlusconi e in tutti i pettegolezzi che ne conseguono? Mentre si spendono energie in questa direzione, i problemi rimangono e non vengono risolti, perché in realtà nessuno vuol mollare il proprio punto di vista, la propria convenienza nel mantenere lo “status quo” e tutta la cagnara sembra semplicemente un gioco delle parti che si auto legittima.

Come ho già scritto in altri post il problema a mio parere siamo noi italiani e la nostra scarsa consapevolezza sociale e democratica come popolo, ognuno di noi troppo incentrato nel proprio egocentrismo ed interesse locale. Se così non fosse, non eleggeremmo un personaggio come Berlusconi e avremmo sicuramente alternative più interessanti nello scenario politico. Vivendo all’estero mi sono sentito dire molte volte una frase del tipo:

«Ma come fate voi Italiani ad eleggere uno come Berlusoni, che ha così tanti soldi, così tanta influenza nei mezzi di informazione, ecc…?»

bergen-bryggeEcco! Non so, e personalmente non mi interessa se Berlusconi sia innocente o colpevole di tutto ciò di cui lo si accusa, ma per una persona come lui, con tutto il potere che ha costruito come imprenditore prima e come politico poi, tutto questo rende l’immagine di un personaggio quantomeno dubbio, non trasparente, difficilmente aderente ad una visione etica che dovrebbe animare ogni politico. È sotto gli occhi di tutti la deriva “plebiscitaria” del suo comportamento ed i continui distinguo tra Fini e Berlusoni su diverse posizioni di principio ne sono un sintomo evidente. Che quello che abbia fatto sia perseguibile o meno come reato è poco importante, dovrebbe riguardare solo lui e non tutta l’Italia. È proprio di ieri il giudizio del Financial Times:

«Un pericolo, in primo luogo per l’Italia. Ed un esempio deleterio per tutti»

Se Berlusconi avesse veramente a cuore il benessere per l’Italia e non la difesa ad oltranza del suo orgoglio e prestigio personale, si dimetterebbe immediatamente, anche solo per risparmiarci questo squallido spettacolo a cui assistiamo quotidianamente, indipendentemente dal fatto che lui sia responsabile o perseguitato. Probabilmente, come spesso accade, c’è del vero da entrambe le parti e la verità sta nel mezzo.
L’altra sera ero a cena con dei colleghi norvegesi e chiacchierando ho scoperto una cosa che mi ha lasciato di stucco; in questo paese la trasparenza e così importante, che su internet sono pubblicate le dichiarazioni dei redditi di tutti gli abitanti residenti, con il salario, i soldi posseduti in banca, le tasse pagate, ecc. Nessuno può, se non illegalmente, mantenere privata una qualsiasi informazione riguardo alla propria posizione socio-economica. Si dirà che sono estremisti, che non rispettano la privacy ma a parlare con loro non è così che percepiscono questa cosa. Sembrano assolutamente consapevoli e concordi sul fatto che in una democrazia moderna, per il bene di tutti e per l’importanza della trasparenza, sia utile e giusto rinunciare ad un po’ di privacy su alcuni aspetti della propria vita, specialmente per chi ricopre cariche politiche. Una posizione che merita quantomeno una seria riflessione.

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4 Comments

  1. sam ha detto:

    penso sia evidente che tutta questa giostra tolga l’attenzione da
    problemi o soluzioni molto più importanti, ma di fatto anche tu ne stai parlando e a quanto dici ne parla l’europa di questa italia da operetta vorrei solo ricordare che gli americani non sono da meno e che dire dell’inghilterra degli scandali con suicidi eccellenti e del fatto che non hanno dato il visto ad un regista perchè gli islamici non gradivano…questo non è pericoloso ? abbiamo passato anni in cui il tormentone del triangolo Carlo Diana Camilla con annesso tampax ci ha flagellato…ora è il nostro turno. forse in norvegia sono meno folcloristici. piaceva di più il politico professionista Prodi ? ma di quali alternative stiamo parlando ?
    credo che in quanto a decadenza l’europa si possa dire unita…

    • Valeria ha detto:

      Quando leggo e ascolto critiche mosse all’Italia e all’incompetenza di chi la governa da un lato penso: finalmente chissà che la gente non cominci a svegliarsi un po’ e a capire che il destino del luogo in cui viviamo dipende anche (seppure in piccola parte) da ciascuno di noi.
      D’altra parte, mi sembra che a volte si ecceda in autocritica quando ci si confronta con l’estero.
      Io non ho girato molto nella mia vita (troppo poco!) ma sicuramente abbastanza da aver visto un mondo, oltre i nostri confini, non sempre all’altezza delle aspettative.
      E poi, questa ostentazione nel considerarci sempre i peggiori mi sembra anche un po’ controproducente perché, se pensiamo che nulla funziona, allora finiremo col pensare che non c’è nulla che valga la pena di essere fatto per far funzionare qualcosa.
      Sembra che, girando per il nostro paese, non abbiate mai visitato un reparto di ospedale che guarisce i pazienti, o visto un comune gestito bene, sembra non abbiate mai incontrato persone generose, persone oneste. Sembra che a qualsiasi sportello pubblico vi abbiano trattato a pesci in faccia e che ogni mezzo di trasporto pubblico lo abbiate aspettato per ore; sembra che tutti ma proprio tutti i politici siano degli imbecilli incompetenti e che nei commissariati di polizia si passi il tempo a giocare a tre sette.
      Se non altro per rispetto nei confronti di tutti quei cittadini (tanti o pochi che siano) che quotidianamente lavorano per rendere migliore l’ambiente in cui tutti viviamo, qualche volta dovremmo anche saper apprezzare ciò che va bene e non solo guardare a ciò che non va.
      Inoltre sottoscrivo il parere di Sam: in quanto a decadenza l’Europa si può dire unita.

  2. franz ha detto:

    Credo che con questo commento Sam abbia aperto le danze.
    Se faccio in tempo rispondo domani con un post dedicato.

  3. marzia ha detto:

    purtroppo queste cose le capiscono solo gli italiani che stanno all’estero o quelli che hanno contatti frequenti con amici e/o parenti che stanno all’estero; la nostra visione interna è un po’ troppo annebbiata per riuscire a vedere quanto la nostra situazione sia pericolosa, marcia e, ovviamente, ridicola!

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