Ricerca della verità: l'utilizzo dell'energia nelle arti marziali - Franz's Blog

Ricerca della verità: l’utilizzo dell’energia nelle arti marziali

Non molto tempo fa, ho letto un post sul blog di Il potere della fantasia, in cui viene mostrato un filmato del CICAP in cui si commenta un presunto maestro di arti marziali americano che sembra padroneggiare alcune tecniche energetiche, e proiettare le persone senza toccarle.

Ovviamente quelli del CICAP si interrogano su quanta suggestione sia presente nel fenomeno e quanto sia oggettivo, concludendo che le persone che vengono proiettate nel filmato sono in qualche modo “predisposte” a quel risultato, e quindi su di loro la cosa funziona, anche se solo per suggestione. Devo dire che conosco i filmati in questione, e al loro posto credo avrei tratto le stesse conclusioni.

Per quanto riguarda le arti marziali, nel filmato si vede il team del CICAP che va personalmente a incontrare uno di questi pseudomaestri di arti marziali, che sperimenta su Luigi Garlaschelli la propria tecnica di proiezione energetica. Il risultato è nullo. Non succede niente. Luigi Garlaschelli dice che non ha funzionato perchè non esisteva nulla. E il bello è che ha ragione!

Ho praticato arti marziali per molto tempo, in particolar modo Aikido per più di dodici anni. In questo periodo, ho studiato con alcuni grandi maestri di quest’arte, come Fujimoto, Ikeda, Hosokawa e altri. Uno di loro in particolare lo suggerirei come esperimento. E’ il maestro Tada. E’ un omino piccolo piccolo, non credo superi i 60 chili.  Io all’epoca pesavo circa 75 chili, quasi tutti di muscoli (bei tempi!).

Una volta, questo “omino”, per dare una dimostrazione tecnica, mi ha preso per un braccio, e con una sola mano e un movimento neppure troppo veloce, mi ha letteralmente “lanciato” per aria, facendomi planare per circa tre metri, e poi strisciare per altrettanti, come se fossi stato colpito da un camion. E lì non è questione di crederci o no: anche volendo, non sarei stato in grado di fare da solo un volo come quello che mi ha fatto fare lui.

Per una volta sono d’accordo con quelli del CICAP: i personaggi da loro incontrati non hanno assolutamente idea di cosa significhi utilizzare l’energia, perchè se l’avessero, suggestione o no, il signor Garlaschelli avrebbe subito un effetto come quello che ho subito io.

Il problema è che l’utilizzo dell’energia non è cosa che si possa realizzare leggendo un libro. Occorre molto studio, e molta pratica. Persino nel mondo delle arti marziali, i più accreditati maestri attuali non ne sanno più o meno nulla.

Ma quell'”omino”, era un allievo diretto di Morihei Ueshiba, il fondatore dell’Aikido. E lui sapeva come usarla. Perchè non incontrarlo? E’ ancora vivo, che mi risulti, anche se insegna in Giappone.

Prima comunque, suggerisco all’eventuale sperimentatore di fare qualche corso in Italia, in modo da imparare a cadere senza farsi male, perchè quando “voli” per tre metri, se non sai come atterrare, il danno è abbastanza garantito.

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10 risposte a Ricerca della verità: l’utilizzo dell’energia nelle arti marziali

  • Ciao Franz,
    anche Tokitzu, ha scritto ,in un libro sul ki, come certi fenomeni di proiezione di maestri giapponesi erano dovuti alla fiducia che gli allievi avevano nei confronti di questi maestri. E che in realtà si autoproiettavano da soli a livello inconscio.

    Su Ueshiba avevo letto in un libro che aveva una tale energia che le foglie delle piante vibravano vicino alla sua presenza quando non c’era un filo di vento.

    • Conosco quel passaggio. E anche questa cosa delle foglie che si dice di Ueshiba. Purtroppo non l’ho conosciuto personalmente, e quindi non saprei dire nulla su di lui, ma ti posso garantire per esperienza personale che le tecniche di Aikido hanno un’efficacia e una ragion d’essere decisamente fuori dal comune. Certo, per raggiungere un buon livello occorre studiare molto e a lungo, e avere un ottimo insegnante. Oggi purtroppo queste tecniche, i cui passaggi sono studiati al millimetro, sono state cambiate rispetto alla codifica del fondatore, e pertanto hanno anche perso molta della loro efficacia. personalmente mi ritengo fortunato di averle potute studiare nella loro splendida forma originale, e posso garantirti che l’energia che si scatena dopo pochissimi movimenti, purchè praticati correttamente, è qualcosa di molto raro.
      Aggiungo solo che quando Tada mi ha proiettato quel giorno, non avevo idea di quello che mi aspettava, nonostante i sorrisetti divertiti dei suoi allievi giapponesi. Credimi, è stato come essere investiti da un tifone. Mi sono sentito sollevare da terra e lanciare letteralmente nell’aria. Una volta atterrato non sono riuscito a fermare il rotolamento, come se fossi caduto dalla moto.
      E poi mi hanno anche detto che con me si era trattenuto!

  • Solo chi non ha mai sperimentato il qi, può dire che non esiste! Alla mia prima lezione di yoga senza che nessuno mi avesse mai spiegato alcun che sui punti energetici ero in grado di descrivere con particolari dove fosse collocato, il 2 chakra per gli indiani o il ming men per i cinesi. Se esistono ancora persone che solo perchè non la vedono, non credono nell’energia forse è meglio che si facciano venire un dubbio! Non credi?

  • Tanto si parla, oggi. Al punto che a furia di parlare delle cose si crede di conoscerle. E non si ricercano, non si ha la curiosità di sperimentare, di conoscerle personalmente. E di solito, quando si ha la fortuna di incontrare qualcuno che le ha “assaggiate”, non ha voglia di parlarne a sua volta, consapevole del fatto che, il più delle volte, darà il via a inutili disquisizioni. Ma a volte se ne parla, forse con la speranza di far nascere nel cuore di chi legge una sincera curiosità, priva di preconcetti e aspettative. La voglia di conoscere, libera e pulita come quella che anima tutti noi, ma solo fino a 4, 5 anni al massimo. Io ho la presunzione di credere che il mio amico Franz, parli di Energia, di Vibrazione, di Meditazione e di ricerca della Verità ponendosi questo obbiettivo.
    Quanti avranno recuperato e ascoltato (a lungo, con trasporto), brani di D. Hykes, per scoprire, magari, che questa vibrazione, questa Musica ti aiuta a “spegnere” il rincorrersi meccanico dei pensieri, e ti accompagna dolcemente in un caldo, vivissimo stato di silenzio.
    A quanti, che magari ne hanno sentito parlare e ne hanno parlato per settimane, è nata la curiosità di scovare un buon insegnante ed iniziare a “sperimentare” lo yoga, e la meditazione?
    E quanti si sono incamminati lungo sublime Via delle Arti Marziali, con pazienza, umiltà e passione, con lo spirito di chi si appresta ad incontrare un’amante, per “conoscere”, l’energia (o Chi, o Prana) e imparare a gestirla?
    L’energia, come la verità, come l’aria che respiriamo, da sempre ci avvolge e ci accompagna, sostiene la nostra esistenza. Impariamo a riconoscerla, a “sentirla” fluire, e accordiamoci con essa. Può darsi che si arrivi a scoprire un modo diverso di vivere, più armonico e vicino alle Leggi naturali, che da sempre regolano il tutto, e che da molto l’uomo “apprendista stregone” vorrebbe disconoscere.

  • Io devo ammettere che, professando la mia totale ignoranza in materia, nutro profondo rispetto per la filosofia che sta dietro le grandi arti marziali orientali. E questo mi porta ad alcune riflessioni. La prima consiste nel fatto che ritengo esistano infinite strade per arrivare ad imparare a gestire ed utilizzare ciò che chiamate “energia”. La seconda riflessione riguarda più me, personalmente. Sostanzialmente io mi ritrovo ad affondare le mie radici in altre filosofie, molto più occidentali, se mi passate il termine. In Europa, prima che i romani e la chiesa distruggessero tutto, c’erano dei popoli che avevano portato la loro ricerca molto avanti. In realtà tale cultura non è mai scomparsa del tutto, ma è sopravvissuta in un sottobosco culturale e si è sviluppata, arricchendo la cultura dominante. Ed io mi rispecchio decisamente di più nella ricerca che sento pulsare in Europa, che sembra invisibile, perché giace ancora sotto la cenere. E che riguarda il rapporto più diretto con la Natura e con quelle regole di cui anche voi parlate. La mia domanda è: mentre dentro di me la Natura non la sento imbrigliabile, né in alcun modo asservibile, ma la sento come un cavallo selvatico che, al limite, se ne capisco la direzione in cui corre, posso aggrapparmici e farmi trasportare, la filosofia orientale, come si pone a riguardo? E’ una curiosità che ho da tempo. Mi sono dato solo risposte da “turista” da lettore analitico, ma senza sperimentazione diretta, perciò chiedo a voi. Grazie. Buon pomeriggio.

    • Sulla filosofia non ti saprei rispondere, posso dirti però che per quanto riguarda le arti marziali, nessuna pretende di “imbrigliare” per così dire la Natura, anzi…
      Nel caso del Giappone, quasi tutte le arti marziali finisco con la parola “do” (anche il Karate, il cui nome completo è proprio karate-do), che significa “via”. La “via” è un sentiero per la realizzazione, e nonostante la concezione druidica per come deriva nell’occidente sia diversa nel giappone, comunque il concetto di armonia con le leggi dell’universo è sempre presente. Non sono al corrente di molto altro, se non di alcune tradizioni sciamaniche, tradizionalmente cinesi, che attingono a piene mani da quelle energie telluriche e planetarie che poi finiscono rappresentate nel rapporto con la natura. Anche in questo caso, le energie non vengono imbrigliate ma utilizzate.
      E’ tutto quello che so. Mi spiace

  • l’omino: Hiroshi Tada è vivo e vegeto. è il direttore didattico dell’Aikikai d’Italia e, spesso viene in Italia.

    • Lo so bene, come scrivo nell’articolo e negli altri successivi. Ma grazie del passaggio e della precisazione.

  • il CICAP non è esattamente una realtà interessante, però in effetti quando smaschera un trucchetto psicologico o meno,fa un servizio utile…il punto è che nulla ci dice su fenomeni più complessi…inoltre credo che chiunque abbia un livello d’integrazione profondo sia davvero poco interessato a convincere gente come piero angela e polidori, facendo test da circo per loro….
    Inoltre l’accondiscendenza psicologica esiste e ammetto che nei video di O Sensei l’impressione è forte in questo senso. Era un uomo amato e venerato più di un Padre, ma anche temuto e rispettato come un vecchio saggio illuminato (e un uomo comune non lo era di certo). Quindi è inevitabile che certi meccanismi di proiezione psicologica avvengono spesso..ma stiamo parlando di qualcuno che era famoso per far volare le persone, orgogliosissimi esperti di altre arti..non sprovveduti! Certo, bisogna tastare con mano propria, e non ho fatica a credere che l’esperienza di Franz con Tada sia assolutamente reale.
    D’altra parte mi è capitato di sentire che un colpo mi arrivasse prima che fosse effettivamente andato a segno!..ma NON per MIA bravura o chissà quale ricettività..ma perchè chi avevo davanti sapeva il fatto suo eccome… e NON era giovane…non era qualcosa riconducibile a dinamiche muscolari, di velocità o abilità..c’era dell’altro. Io credo che il livello interno sia “visibile” quando a dinamiche corporee poco evidenti, contenute, ed essenziali segue un macrorisultato non spiegabile con i parametri “fisici” del movimento..
    tipo appunto , ad una piccola spinta segue un volo di tre metri . 🙂

  • “Quindi è inevitabile che certi meccanismi di proiezione psicologica avvengAno spesso.”
    oops..scusate…odio scrivere di fretta, o in modo sciatto (che rende la lettura pesante ai lettori) …ma oggi è andata così.. :((

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