Denuncia per molestie alla figlia un 20enne pregiudicato per violenza sessuale. Il denunciato gli spara in faccia. - Franz's Blog

Denuncia per molestie alla figlia un 20enne pregiudicato per violenza sessuale. Il denunciato gli spara in faccia.

La fiducia nella giustizia: la vera (tragica) barzelletta è questa. E’ su tutti i giornali, per esempio sul Corriere.

Succede a Como. Vincenzo di maso ha una figlia, che un 20enne pregiudicato molesta da tempo. Il 20enne è un pregiudicato, processato e condannato a 4 anni e 4 mesi per violenza sessuale nei confronti di una ragazza di Mariano Comense.

Di Maso denuncia il 20enne, e questo per tutta risposta lo cerca, lo trova e gli spara in faccia. Punto.

Risultato: Di Maso ricoverato in condizioni critiche, il pregiudicato, non si capisce come, in libertà, vivo e vegeto, anche se in fuga e ricercato.

A questo serve la fiducia nella giustizia: a farsi sparare in faccia. Perchè se per un cittadino è illegale (e quasi impossibile) detenere un’arma, per un delinquente qualsiasi invece procurarsene una è facilissimo.Così come è facile sparare in faccia a chi ti denuncia per poi sparire nel nulla.

Non ho idea di come si siano svolti i fatti, ma di sicuro è sucesso questo: un cittadino italiano è stato ferito gravemente perchè ne ha denunciato un altro.

Se il porto d’armi fosse libero in Italia, forse Di Maso avrebbe avuto la possibilità di difendersi. O forse quel deliquente che gli ha sparato ci avrebbe pensato su due volte prima di affrontarlo.

 

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17 risposte a Denuncia per molestie alla figlia un 20enne pregiudicato per violenza sessuale. Il denunciato gli spara in faccia.

  • Certo! Una bella assegnazione di armi a tutti i liberi cittadini, e con quali criteri? Ai minori? Hanno diritto anche loro a difendersi! E gli ultracentenari? Alla “nonna di Titti” mentre va a prendere la pensione con gatto Silvestro? Tossici e ubriaconi? I barboni (i servizi sociali potrebbero abbinare la distribuzione delle coperte per l’inverno a quella di un’arma carica con tanto di istruzioni per l’uso e ricambio caricatore in dotazione) e che ne dici dei “pedofili non dichiarati”? Al marito impeccabile che, nel segreto delle quattro mura domestiche, abusa della moglie e la riempie di botte?
    Raccolgo la provocazione e rispondo:
    dubito che “più armi per tutti” sia la soluzione al problema violenza. Ne per altro aumenterebbe di molto le possibilità di autodifesa, poiché è noto che possedere un’arma non è una condizione sufficiente, bisognerebbe come minimo saperla usare meglio e più velocemente del nostro potenziale aggressore!
    Immagino che, se Gandhi avesse tenuto una pistola nel perizoma, non si sarebbe per questo salvato la vita!
    Per quanto riguarda il delinquente/psicopatico che spara in faccia al suo accusatore potrei suggerire, come migliore deterrente, il taglio della mano sulla pubblica piazza (la destra, naturalmente! Se è mancino, la sinistra. Se ha una buona lateralità, tutte e due!).
    Il carcere no, tanto esce col primo indulto! La pena di morte nemmeno: forse gli si farebbe un favore!
    In ogni caso gli strumenti per ridurre la violenza ci sarebbero: come dici tu, una giustizia che funziona! Il metodo “fai da te” in questo caso mi convince poco… Che ne dici?

    • Dico che… ho già detto, esprimendo la mia posizione. Perdonami ma non sono quello che si potrebbe definire un pacifista. Per i criteri di assegnazione non ci sarebbero grossi problemi. Un corso al poligono di dodici mesi, in tiro statico, dinamico e oprativo e un ciclo di 24 incontri con uno psicologo veramente serio, e alla fine valutazione pratica sul campo di tiro e psicologica del candidato.

      Se dimostra di saper usare un’arma, e di poterla portare con stabilità psicologica, si accorda il permesso, altrimenti no.

      E alla prima cazzata si ritira per un anno, alla seconda per sempre.

      E agli psicologi che dovessero farsi corrompere spettano un bel dieci anni di carcere.

  • … Scusa se insisto ma ho appena letto l’articolo a proposito dell’uranio impoverito. Ecco, appunto, sarebbe come dire che se tutti gli stati del mondo avessere la bomba atomica allora saremmo tutti al sicuro e non ci sarebbero più guerre! Sarà…
    Vale

    • Fai un po’ di tutte le erbe un fascio. Da persone a paesi, da armi corte ad armi nucleari. Non sono e non saranno mai gli stessi parametri.
      Ma alla fine quello che conta è, o dovrebbe essere, la consapevolezza del singolo, e la sua capacità di visione e di “star dritto” nella vita.

      I governi sono quelli che le persone scelgono. Peggio sono le persone, peggio sono i governi. Peggio sono i governi, peggio saranno le loro decisioni.

      Direi che se tutti cominciassimo a crescere ed a diventare uomini e donne dei nostri tempi, con il cervello collegato, e la morale possibilmente bruciata sul rogo dell’interiorità, probabilmente non ci sarebbero problemi nell’andare in giro armati, e neppure nell’intimare con le buone o con le cattive il disarmo ad un paese ostile o barbaro.

      Certo che fino a che il nostro modo di partecipare al nostro tempo è quello di vivere di luoghi comuni e senza una mente critica ed un emotivo a dir tanto da adolescenti, beh… non vedo un granchè come futuro.

      • …Se dobbiamo fidarci degli psicologi e della loro incorruttibilità, tanto vale fidarci direttamente della giustizia…

        …Non di tutte le erbe un fascio Franz, non stiamo parlando di armi (grandi o piccole), ma di uomini e dell’uso che l’umanità ne fa (singolo o nazione).
        Mi stai dicendo che se “fossimo tutti più buoni” (“dritti”, cresciuti, con cervello collegato) non ci sarebbero problemi ad andare in giro armati? Sono d’accordo! Ma non ce ne sarebbe neppure bisogno.
        Intuisco “fra le righe” che stai cercando di attribuirmi una visione bigotta delle armi…
        Ne ero sicura! 🙂
        Ho dibattuto un po’ aspramente, è vero, ma… non sono le armi in sé il problema.
        Il punto è chi sono i controllati e chi i controllori ovvero chi stabilisce le regole e con quali “armi”- in senso lato – e come tutto questo si concilia (o non si concilia) con la barbarie e l’ottusità tanto diffuse su questo pianeta.
        Ciao!!! Vale

        • Non mettermi in mente pensieri che non ho avuto, e neppure parole che non ho detto. Non avevo in mente alcuna tua bigottaggine.
          Dritti per me non equivale a buoni. Dritti per me equivale a… dritti, ovvero non piegati. Non piegati di fronte alle paure, non piegati di fronte alla necessità di farci accettare, non piegati di fronte al bisogno di considerazione… capaci di accettare la vita per quello che è è non per quello che riteniamo dovrebbe essere giusto. Capaci di prendere una decisione assumendoci la responsabilità delle nostre azioni anche quando non sappiamo ancora quali saranno esattamente le conseguenze.

          Etc. etc.

          Non essendo un illuso sulla natura umana, non intendo tutti. perchè non tutti stanno allo stesso punto del loro cammino. Ci sarà sempre qualcuno che non avendo capito una favazza, tenterà di prendere qualcosa con la forza, o di colpire per il solo gusto di farlo… e chiunque sia costui dovrebbe essere fermato. Con la forza se necessario.

          Nella risposta sopra, nella fattispecie pensavo a quella che ormai molte volte ho descritto come una democrazia inesistente, ovvero quella occidentale.

          Noi lasciamo che una religione che ha deciso e detto apertamente che non si fermerà fino a che non ci avrà convertiti o fatti fuori tutti, mandi i suoi rappresentatni in giro per l’europa a minacciare di morte chi pubblica una vignetta su maoimetto, o chi scrive un libro (nemmeno offensivo) sulla prima moglie di Maometto. E lasciamo che questo avvenga senza alzare un dito, non perchè condividiamo, ma perchè abbiamo paura!

          Noi viviamo immersi nella favola del porgere l’altra guancia, della non violenza, quando chi parlava di quelle idee aveva comunque la possibilità, il potere di agire altrimenti, ma sceglieva liberamente di non farlo.

          Oggi l’occidente porge l’altra guancia perchè non ha il coraggio di ficcare un cazzotto in bocca a chi di dovere. Per paura.

          La possibilità di difendersi dovrebbe essere libera. Per tutti.
          Non solo per coloro che hanno scelto e scelgono di vivere al di fuori della legge.
          Spero di essermi spiegato ora.

  • Vale, avrei da dirti delle cose. Io, contrariamente al Franz, sono pacifista. Di quei pacifisti che qui in Italia rischiano il linciaggio, perché, a titolo puramente esemplificativo, sono un pacifista che approva totalmente l’attuale intervento di Israele in Palestina, ma spiegarti questo ci distoglierebbe dal tema. Le armi sono oggetti inermi, paradossalmente. Come lo sono le forchette, le automobili, i libri, le lampadine, etc. Io posso decidere di uccidere il mio prossimo a colpi di sottovaso in terracotta sulla nuca. Se un sacco di gente facesse come me, ci sarebbe da vietare l’utilizzo dei sottovaso in terracotta. Le automobili uccidono. Parecchio. Non potendo devastarne il mercato, ci accaniamo contro chi si beve una birra (il mercato dei locali serali non conta nulla, in confronto a quello automobilistico). Non solo. Un essere vivente ha il diritto ed il dovere geneticamente impresso tramite l’istinto di conservazione della specie di difendere con ogni mezzo la propria incolumità e quella della propria famiglia. Se vuoi posso approfondire anche il perché di quest’ultima affermazione, se me lo chiederai. In una società complessa come la nostra questo dovrebbe essere demandato a chi è preposto a farlo. Perché da quando esistono le tasse (all’incirca 6.000 anni, se non sbaglio) uno dei motivi per cui si pagano le stesse è proprio la difesa fisica. Bene. Se lo stato non lo fa succedono due cose, a mio avviso: non si pagano più le tasse e si impara a difenderci. Con qualunque mezzo. Il passo successivo è la destituzione del potere costituito e la costruzione di una nuova società che garantisca tale diritto a tutti. Sono cicli storici. Noi siamo nel ciclo in cui si smette di credere nello Stato, perché lo Stato non c’è e quando c’è colpisce l’oppresso a vantaggio dell’oppressore. Questo per dirti che la romantica figura del pacifista non violento senza ma e senza se, che in casa sua nessuno è straniero e che combatte contro l’ipocrisia borghese, oggi è un lusso che si può permettere solo il/la giovane figlio/figlia di papà (dai 20 ai 36 anni), con un reddito sufficiente a non dover mai prendere certi pullman, sufficiente a fare un lavoro “fuori pericolo” (cioé culturalmente medio, con uno stipendio non alto e, magari, con un impegno sociale e che non lo mette a contatto con la realtà) e senza la responsabilità di nessuno che gravi su di lui/lei. Il resto, ossia circa il 98% della popolazione di oggi in Italia, questo lusso non se lo può più permettere. Dispiace anche a me.

    • Visto che non te l’ha chiesta lei, te la chiedo io: puoi approfondire l’affermazione sull’istinto di conversazione? (cos’è… credevi che ti lasciassi andare così impunemente?)
      E già che ci siamo, visto che hai toccato l’argomento dell’inefficacia dello stato nella difesa del cittadino, ti provocherei proprio su questo aspetto. In Italia la presenza militare con compiti di polizia è passata quasi inosservata, e non ha ancora dato origine a problemi di sorta. Eppure cito una frase che mi ha colpito a suo tempo molto: i militari devono occuparsi della difesa dello stato, la polizia della difesa dei cittadini. Quando i militari assumono i compiti della polizia, il rischio è che il nemico dello stato diventi… il popolo. La storia sembra dare ragione a questa affermazione. Tu che ne pensi?

  • Caro Franz, gentile Umberto,
    …rimango sempre straordinariamente meravigliata dal fatto che sia così difficile capirsi malgrado si utilizzi un linguaggio che riteniamo comune!
    Io non mi sono mai dichiarata “pacifista”, questo termine lo avete usato voi.
    Ma comprendo di avere evidentemente dato questa impressione visto che è stata quella di entrambi.
    Sono anche assolutamente d’accordo con Franz a proposito del fatto che la possibilità di difendersi dovrebbe essere libera, MA NON LO E’ e non perché manca la possibilità di comperare un’arma al supermercato… il mondo è molto più complesso e usa metodi per limitare la libertà molto raffinati; anche con un’arma in tasca non cambia la sostanza della nostra vita, non cambia la nostra capacità di difenderci, neppure dopo un corso al poligono di tiro.
    Certo forse potremo difenderci meglio da uno squilibrato (forse) ma secondo me è questo pianeta ad essere squilibrato, non solo alcune singole persone.
    Sicuramente è vero che molte persone “giuste” (spero che l’uso di questo termine non aggiunga altra confusione) nelle intenzioni dovrebbero avere anche il coraggio di prendersi delle responsabilità se vogliono avere qualche speranza che il mondo non sia continuamente lasciato nelle mani di gente iniqua, disonesta e senza scrupoli.
    Evidentemente è anche ovvio che un’arma è quella che viene usata contro qualcuno, sia essa una pistola, un vaso da fiori, o la pubblica diffamazione.
    Ma penso che la vera arma contro le iniquità e la follia umana (di cui purtroppo abbiamo esempi continui in tutto il mondo) consista proprio nell’imparare a essere dritti, integri.
    Senza quell’integrità, qualsiasi arma decideremo di usare, comunque miriamo, colpiremo con ogni probabilità il bersaglio sbagliato (in qualche caso perfino in totale buona fede).
    Ringrazio in ogni caso entrambi delle vostre risposte che ho apprezzato molto!
    P.S.: non ho vent’anni e nemmeno 35… MAGARI!!!

    • Grazie a te dell’aver contribuito con intelligenza e apertura. Buona notte a entrambi
      P.S. Credo di capire a chi fa riferimento Umberto con la fascia d’età dai 20 ai 36 anni… eh! eh!

  • Vale, non mi riferivo a te, sono stato poco chiaro, era un messaggio per il nostro padrone di casa, un po’ cifrato, ma vedo che ha capito… So che non ti sei definita pacifista, ma: 1) credo ugualmente che tu lo sia, perdonami; 2) rispondevo al Franz che diceva di non esserlo. Accetto l’invito ad approfondire la questio sull’istinto, ma non oggi, scusatemi. Chiudevo solo il punto dicendo che non condivido troppo nemmeno l’essere dritti e integri. Mi spiego (consapevole di essere un rompi balle): essere dritti, credo sia riferito alla coerenza con i propri principi morali e non a posture fisiche; essere integri credo si riferisca ancora una volta alla morale, nel senso di non aver scalfito le colonne portanti della propria morale con un’etica ipocrita o con comportamenti contrastanti. In sé va benissimo. Il problema è che questo è legato al tempo ed allo spazio. Non possono per tanto essere la via. Perché in alcune società (come tra i milioni di islamici nel mondo) oggi sgozzare un uomo perché ha idee diverse è cosa buona e giusta e lapidare una donna perché è stata violentata è il minimo che un buon uomo di fede possa fare. Allo stesso tempo, qui da noi secoli fa la morale ci ha suggerito delle brutture di simil fattura. Anche il concetto di iniquità e follia umane in effetti sarebbe passibile di un vaglio del genere, ma poco importa. A mio avviso la Natura ci indica la via. Quella è la strada. E non è passibile di scomodi legami con la morale del tempo e dello spazio. Mi piacerebbe approfondire anche questo, se vi garba. Grazie ad entrambi, apprezzo molto incontrare cervelli ricchi di neuroni attivi e ben funzionanti. Buona notte.

    • e si che ti sbagli, caro il mio rompiballe! 🙂
      Per dritti ed integri non intendo di fronte alla propria morale, ma di fronte al proprio sentire. Per integri intendo l’aderire il più possibile a dei principi, che nel corso della propria evoluzione interiore (minchia stasera esagero) siano sempre più liberi dai condizionamenti di una morale, e sempre più corrispondenti a leggi armoniche ed oggettive. Laddove per leggi intendo le manifestazioni materiali o ideologiche, di principi più elevati che a furia di essere compresi possano portare l’uomo ad una evoluzione interiore (e di conseguenza esteriore) degna di questo nome.
      Tiè!

  • Guarda che per avere un’ arma in Italia non è che ci vuole così tanto.

    Qualche modulo da riempire, iscrizione al tiro a segno, e l’arma ce l’hai in poco tempo.

    Informati prima di “spararle” grosse.

    Purtroppo per te non sei nato nel far west, mi dispiace.

    Una buona lettura del codice penale, non ti farebbe male.

    • Tanto per iniziare con un porto d’arma da tiro, l’arma non la puoi portare addosso, ma deve essere riposta al sicuro, chiusa in apposita custodia e soprattutto non deve essere in condizioni operative, vale a dire scarica e con i proiettili fuori dal caricatore e in custodia separata. Ergo non ti serve a un cazzo!

      Se invece vuoi avere un porto d’arma per difesa devi praticamente dimostrare di essere già morto o quasi.
      Credo che una buona lettura del codice penale non farebbe male nemmeno a te. Sempre ammesso che la tua arroganza ti abbia consentito di imparare a leggere.

  • non mi sembra di essere stato, in fondo, tanto arrogante, se ho dato questa impressione, beh, mi dispiace.
    Bisogna imparare a leggere un po’ più in profondità, cosa che, purtroppo, pochi sanno fare.
    Cercherò velocemente di spiegare il mio punto di vista.
    Il mio voleva solo essere un appunto sul fatto che leggendo il tuo articolo, sembra che possedere un’ arma in questo paese di merd4 sia quasi impossibile, mentre non lo è affatto…

    E l’invito al codice penale era semplicemente perchè chi lo conosce, sa come ci si possa abilmente destreggiare in un tribunale qualora l’arma usata per “tiro a segno” venga, invere, impiegata in maniera inopportuna e al di fuori delle “norme”…

    quindi…
    se proprio non conosci altri metodi per difendere la tua proprietà privata (vedi impianto di allarme videosorvegliato) oppure la tua persona (vedi autodifesa) beh, prenditela questa benedetta pistola e buon giustiziere della notte.

  • Che cosa stupida… Scusa, ma se io videosorveglio la mia casa, mi sveglio con la videosorveglianza che avverte, vedo attraverso il video della videosorveglianza quattro ladri che stanno entrandomi in casa, disarmato che faccio? Chiamo le forze preposte, ovvio. E se al telefono mi sento dire che tutte le pattuglie sono occupate? Gli tiro l’apparecchio di videosorveglianza addosso sperando di fare strike? Secondo te difendere la propria vita e le attività del giustiziere da te citato sono la stessa cosa? Mah… Sono perplesso. P.S. Non perdere tempo a rispondermi che la polizia o i cc non rispondono alle chiamate così, perché parlo per esperienza diretta e non singola. Grazie.

  • …… E’ facile parlare dal di fuori cara Valeria, io ho servito lo Stato e avevo fiducia in lui, ma a quanto pare non serve a nulla, avendo una Magistratura che cerca di applicare le leggi al meglio ma poi ci sono Parlamentari come i Radicali che fanno lo sciopero della fame x i supeaffollamenti…. chissa come mai non è ancora morto, mentyre in altri paesi muoiono Veramente di fame… dicono che i detenuti sono delle persone umane e non è giusto che stiano ammassati come bestie…. ma chi è vittima della strada o vittima dello psicopatico a loro chi ci pensa??? Neanke io sono favorevole alla pena di morte ma a condanne esemplari perlomeno e non ad un paese che ci prende per il culo, ormai lo sanno tt ke l’Italia è il paese dei balokki…. e x quanto riguarda kiamare le forze dell’ordine nn ne parliamo prima ti fanno morire e poi arrivano sul posto…. e parlo x ESPERIENZA VISSUTA….

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