L’ipocrisia di Facebook: no alle mamme che allattano e si ai gruppi che inneggiano ai mafiosi

La denuncia ovviamente non arriva dall’Italia, ma dal Regno Unito. Con un articolo dovizioso nei particolari, il Times (la notzia è riportata in questo articolo del Corriere) picchia duro sul Social Network più diffuso al mondo.

E fa bene! L’ipocrisia di FB risulta così estremamente evidente.

Ma come: si scandalizzano tanto per le foto delle mamme che allattano, e poi, nonostante le tante denunce ricevute, lasciano in linea i gruppi che inneggiano addirittura alla santificazione di personaggi del calibro di Provenzano, Riina e Corleone.

Sono contento che almeno un giornale abbia avuto il coraggio di sparare a zero contro il perbenismo vittoriano (e claudicante) di questo Social Network.

Magari la prossima volta prima di dire stronzate ci pensano su due volte…

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10 Comments

  1. notizieflash.com ha detto:

    Franz’s Blog » L’ipocrisia di Facebook: no alle mamme che allattano e si ai gruppi che inneggiano ai mafiosi…

    Il Times attacca Facebook, denunciandone l’ipocrisia. Nonostante le denunce infatti, contrariamente a quanto fatto per le mamme che allattano, lasciano vivere i gruppi che inneggiano ai boss mafiosi…

  2. Alex ha detto:

    Assurdo, veramente assurdo. Tra l’altro, lo sai che il “caso” l’ha lanciato un blogger? Walter Giannò, un ragazzo con cui parlo sul web da più di un anno…lo trovi nel mio blogroll 😉 Ha creato una crisi internazionale eheh!

    • Franz ha detto:

      No, non lo sapevo… hai fatto benissimo a dirmelo, adesso me lo vado a leggere tutto, poi lo ficco anche nel mio blogroll e ci scriverò sopra un post! E comunque sono contento, perché l’affidabilità dei blog e dei contenuti che esprimono sta salendo sempre di più. Anzi, a quanto sembra da statistiche recenti, gli italiani vanno a cercare le notizie più sui blog che nei TG e nei nostri ormai completamente inutili quotidiani!
      P.S.A proposito… google mi ha regalato sitelinks e pagerank 4. Godo come un riccio!

      • Alex ha detto:

        Bene, benone! Cmq sto notando che Google per il pr considera quasi solo il pr dei siti che ti danno link in entrata… Quindi fatti qualche altro amico con pr superiore e magari conquisterai qualche nuova posizione (io sto provando ad arrivare a 5…ihih).
        Riguardo la notizia, Walter l’aveva pubblicata all’inizio sull’urban blog o di Palermo o di Sciacca…non ricordo, ma mi pare il primo!

        p.s. sei mica su fb tu??

  3. rosa ha detto:

    Sono rimasta stupita dalla notizia e ho voluto verificare se su Facebook ci fossero solo e soltanto immagini più che decenti. Ho scoperto casualmente, che moltissimi utenti hanno utilizzato foto di parti anatomiche (sederi maschili, peni eretti, uomini che ravanano nelle propri mutande e cose simili). , ma anche scene di accoppiamenti tra uomini con tanto di particolari espliciti e ben evidenti. Alla faccia de moralismo…

    • Franz ha detto:

      Senti un po’… ma allora chiudiamo l’accesso al pubblico a internet, visto che oltre ai siti “normali” ci sono anche quelli porno… insomma Facebook è un social netowrk, no? E allora che si prenda la responsabilità di muovere il culo flaccido che si ritrova e rimuova le immagini che veramente non hanno a che vedere con l’allattamento. E soprattutto che impari a stare dritto, e rimuova ciò che veramente fa schifo… vedi i gruppi inneggianti a mafiosi dello stampo di Riina o che vogliono addirittura fare santo Corleone…

  4. carmine ha detto:

    Il vero problema delle mamme che allattavano non erano le foto ma come ho scritto sul mio blog, alcune parole pronunciate a posta per questioni di marketing. Perchè non potrebbe essere così anche per i gruppi di mafia?…in effetti hanno sollevato un bel polverone anche quelli…

  5. Umberto Veronesi ha detto:

    Carmine, non mi è del tutto chiaro il tuo commento. Parole pronunciate a posta? Nel senso di ufficio postale? Ed i gruppi di mafia, sollevando polveroni, fanno azioni di marketing? Questo vuoi dire? O forse che non si può fare marketing in un social network? Ma non nasce proprio come strumento di marketing? Ma non esiste forse una branca del marketing che si chiama viral marketing che prevede proprio l’utilizzo dei social network? Forse vogliamo negare che in faccia-libro si comprino e si vendano beni, servizi e forza lavoro come in pochi altri mercati? O forse volevi dire che per ragioni legate a strategie di marketing di faccia-libro le mamme sono state tolte? Sei certo di sapere cosa sia il marketing? Inoltre, se fosse come dici tu, il che potrebbe anche darsi, il fatto che un notevole numero di mamme vadano via da faccia-libro sarebbe una strategia di marketing? Mah… Scusa, ma il tuo semplice commento e la lettura del tuo post mi hanno lasciato un sacco di dubbi… Boh…

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