Ufo, ufologia, Marconi e il raggio della morte: il tesoro di Dongo.
Scritto da: Giano in Articoli, Ufologia, tags: Marconi, Mussolini, SR33, Ufo, Ufologia -
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Abbiamo lasciato i dossier segreti del Gabinetto RS/33 ceduti alla Germania Nazista. Facilmente il Governo italiano ne ha conservato copia, ma ufficialmente la ricerca è passata ai tedeschi.
La guerra poi ha fatto il suo corso, come tutti sappiamo.
Gran parte degli italiani conoscono la storia delle casse di Dongo, cioé quelle casse che seguivano sempre Mussolini nei giorni antecedenti la sua cattura. Pochi, forse nessuno, sa con precisione che cosa contenessero e quali vicende si sono svolte attorno a quelle casse. Si è detto che contenessero una riserva di oro, documenti segreti, si è detto che sono state prese dai partigiani, che sono state affondate nel lago, che le hanno prese gli inglesi… Difficile fare luce, ma proviamo a ricostruire, usando l’immaginazione laddove le fonti storiche difettano. Intanto occorre fare una precisazione: in quei giorni concitati le casse si divisero: alcune divennero famose come le casse di Dongo, altre vennero secretate, e sono le casse di Gargnano, le prime contenevano in effetti oro, e non furono mai trovate, anche se un settimanale svizzero, “L’Hebdo”, abbia sostenuto che si trovino nascoste nei pressi del lago di Ginevra. Le seconde si dividono ancora durante le ultime ore: il 30 aprile 1996 Franco Campetti, il falegname a cui Mussolini si rivolse per la costruzione delle casse, racconta in un intervista sul corriere della sera (http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/30/tesoro_del_Duce_fondo_lago_co_0_9304307292.shtml) che quattro di queste casse, contenenti documenti riservati, tra cui un carteggio tra Mussolini e Churchill, furono da lui personalmente inabissate nel lago il 18 aprile 1945, su ordine del Duce. Le casse furono progettate apposta per non far entrare acqua all’interno. “Il punto esatto lo conosco solo io,ma non lo rivelero’ mai. E’ il mio segreto.” dichiara nell’intervista.
Sull’esistenza di casse contenenti documenti non ci sono dubbi, diversi partigiani confermarono il ritrovamento di alcune casse al momento dell’arresto di Mussolini. Sull’esistenza del carteggio dubbi ci sono: alcuni storici sostengono che esiste, altri che non esiste ed altri che è ancora in fondo al lago. Uno dei fautori dell’inesistenza del carteggio (per il quale sono state presentate numerose interrogazioni parlamentari), è Giulio Andreotti! Detto ciò, sappiamo che il capannone dove è stato chiuso il velivolo è andato a fuoco a causa di un incendio doloso nel 43, sappiamo che alcune casse sono in fondo al lago di Garda. Sappiamo che gli inglesi erano interessati al contenuto delle casse e sappiamo che il Gabinetto RS/33 non ha lasciato archivi rintracciabili. Vale la pena ricordare, a livello di curiosità, l’articolo del 6 ottobre 1995 del Corriere della Sera (http://archiviostorico.corriere.it/1995/ottobre/26/Come_mori_nuora_Mussolini_co_0_9510261752.shtml), intitolato: Come morì la nuora di Mussolini - Sabotaggio o banale incidente? I misteri sulla fine di Gina.

“Durante la sosta a Moltrasio mentre la piccola comitiva era al ristorante un giovanotto avrebbe colpito con un’ ascia il fondale del natante. Aveva trent’ anni e una bambina. Non era coinvolta politicamente con il regime. Ma il Duce le era molto legato. Con lei si confidava nelle notti insonni a Villa Feltrinelli ” In pratica, il 4 maggio 1946, in compagni di una amica e due militari inglesi, fa una gita sul lago, di notte, e si fermano proprio nella zona dove sono state affondate le casse. La barca affonda, lei non sa nuotare e muore. Annegata? No,
infarto, farà sapere l’autopsia.
Nel settembre 1945 Churchill arriva in Italia: la motivazione ufficiale era quella di una vacanza per dipingere ma già all’epoca non sfuggirono alcune curiose coincidenze. Churchill infatti si stabilì prima sul Lago di Como e qualche tempo dopo sul lago di Garda. Sul lago di Como l’ex premier inglese non solo scelse la stessa sponda che aveva visto lo strano peregrinare di Mussolini nell’aprile 1945 ma – tra un quadro e l’altro – compì una serie di azioni decisamente “sospette”: visitò il direttore della banca di Domaso dove erano state depositate le borse di Mussolini dopo la cattura; si intrattenne con l’ufficiale della Guardia di Finanza che aveva curato la prima parte della prigionia del dittatore fascista; si recò, non invitato, in una villa dove i partigiani di Dongo avevano custodito documenti sequestrati alla colonna Mussolini. Successivamente, sul Garda, Churchill si stabilirà a poche centinaia di metri da Villa Fiordaliso, ex residenza di Claretta Petacci, amante e confidente del Duce e incontrerà il falegname Franco Campetti. Sempre in quei giorni Churchill cercò – invano - di incontrare anche uno dei capi dei servizi segreti della RSI, il colonnello Tommaso David, uno degli uomini a cui Mussolini avrebbe affidato una copia del suo carteggio.
Bene. Da qui si può riprendere coi dossier segreti britannici che l’amico Franz ha reso noti in un post precedente.
Se gli alleati fossero entrati in possesso dei lavori del Gabinetto RS/33, cosa sarebbe successo? Probabilmente avrebbero cercato di portare avanti i progetti lasciati in sospeso e si sarebbero impossessati della tecnologia in essi contenuta.
Avrebbero per esempio realizzato qualcosa del genere?

Forse sì. Questo si chiama Avro Car, prodotto nel 1953 dall’ingegner Miethe.
Il 4 luglio 1947 gli americani festeggiano la giornata dell’indipendenza con il famoso caso Roswell: i giornali locali commenteranno l’ufo crash
Nel 1946 la Raytheon brevettò il processo di cottura a micro onde e nel 1947 realizzò il primo forno. Il processo corrisponde alle poche descrizioni esistenti del “raggio della morte” di cui parlava Marconi.
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