Vaccino anti influenza: solo una questione di soldi.

Lo avevo già detto in questo articolo: il motivo alla base di tanto clamore ogni anno sul vaccino antinfluenzale è essenzialmente economico. Riporto un stralcio di un lancio dell’AGI:

-… (AGI) – Vilamoura, 15 set. – Se si adotta la vaccinazione contro il virus dell’influenza, che ogni anno tra morbosita’ e mortalita’ coinvolge dal 5 al 30% della popolazione mondiale, per la fascia piu’ produttiva della popolazione, quella dai 50 ai 64 anni, si ottiene un abbattimento dell’assenteismo per giorni persi pari al 70%. E parallelamente una stessa percentuale si avrebbe di riduzione sui costi diretti ed indiretti che oscillano dai 535 milioni ai 3,3 miliardi di euro in Germania, dai 390 mln ai 2,4 mld di euro in Francia, Italia e Regno Unito e tra i 275 mln e 1,7 mld per la Spagna. E’ questo in sintesi l’aspetto piu’ interessante di uno studio condotto su 8 paesi europei tra i quali l’Italia e i maggiori paesi industriali del mondo (Usa, Cina, India, Canada) e oggetto di riflessione da parte della terza Conferenza europea sull’influenza (Eswi), in corso a Vilamoura in Portogallo. –

Ma dato che ci siamo, perchè non dare una seria occhiata  a questo documento: Considerazioni sull’efficacia del vaccino antinfluenzale:

In sintesi qui si dice che il vaccino suddetto negli over 65, ha un’efficacia che varia dal 21% al 58% nella prevenzione dell’influenza, mentre ha un’efficacia del 26% (o meglio: dal 12 al 38%) nel prevenire le complicazioni fatali, e del 42% (o meglio: dal 24 al 55%) nel prevenire le morti per tutte le cause. In sintesi questo articolo ci dice che se tutta la popolazione over 65 venisse vaccinata, probabilmente si avrebbe un tasso inferiore di morti per complicanze che va dal 24 al 55%, vale a dire circa da 1600 a 3685 unità.

Ma questo studio viene confutato da questo articolo,  pubblicato dai ricercatori della School of Public Health dell’Universita’ di Alberta, che dice, testuali parole: ”Negli ultimi due decenni  i tassi di vaccinazione degli over 65enni negli Usa e’ passato dal 15% al 65% ma non vi e’ stata nessuna riduzione dei ricoveri e delle morti non correlate con l’influenza”.

Un altro aspetto interessante è il procedimento con cui vengono fabbricati i vaccini antinfluenzali. Non sono riuscito a trovare quasi nulla. L’unica cosa chiara è che il virus viene incubato nelle uova di pollo e poi stecchito con agenti chimici (ma non chiedetemi quali).

Gli effetti collaterali a quanto ci dicono sono praticamente nulli, un po’ di nausea, qualche irritazione, forse un modesto e passeggero rialzo febbrile. Salvo, in una percentuale inferiore a 1 su 100.000 casi, lo sviluppo di una noiosa reazione avversa: la sindrome di Guillan – Barre, una sindrome che sviluppa paralisi progressiva degli arti. Nelle forme acute arriva alla paralisi totale in 24 ore. La buona notizia è che è curabile, la brutta notizia è che nonostante le cure, il 5% delle persone colpite muore lo stesso, e un numero non specificato a distanza di tre anni soffre di una debolezza muscolare residua che li costringe a ricorrere ad ausili ortopedici (stampelle, tutori e via dicendo).

Se una percentuale di 1 su 100.000 viene definita “rara”, come mai esiste questo studio clinico che nei risultati evidenzia una “sostanziale differenza statistica” di incidenza della Sindrome suddetta nei pazienti trattati con vaccino antinfluenzale, e invita ad approfondire le cause di questa differenza?

Tra l’altro, mi sembra che la storia sia andata in loop. Nel 2005 si sono ripetute le stesse frasi e le stesse storie. E già in quell’anno, negli Stati Uniti, notoriamente paranoici sull’argomento farmaci, c’erano forti dubbi sull’utilità del vaccino antinfluenzale. (Vedi questo articolo dell’Espresso)

Per finire, tornando alla rarità della Sindrome di Guillain Barre: sarà anche 1 caso su 100.000, ma se quello sfigato finito in carrozzella per far risparmiare qualche euro al sistema sanitario fossi io mi girerebbero violentemente i coglioni.

A voi no?

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6 Comments

  1. paola ha detto:

    Se io mi trovassi in una delle categorie “a rischio” (donne in gravidanza, anziani, malati di cuore ecc) e andassi incontro a serie complicazioni per avere preso l’inflenza e non essermi potuto vaccinare, mi girerebbero ancora di più i coglioni.
    Io mi vaccino da 15 anni, non sono in una categoria a rischio, sono una persona in buona salute e da quando lo faccio non mi ammalo. Vi sembrerà strano ma non sono ancora morta, nè paralizzata: che culo, vero?
    La questione è sempre la stessa; chi vuole polemizzare ad ogni costo cercherà sempre un motivo per farlo; daltronde sui vaccini la diatriba è vecchia, c’è chi avrebbe eliminato anche il vaccino contro il vaiolo perchè in una piccolissima percentuale poteva provocare la malattia, ignorando che invece la malattia è stata debellata proprio dall’uso del vaccino.

    • Franz ha detto:

      Neanche io sono nelle categorie a rischio, non ho mai usato il vaccino antinfluenzale, e neanch’io mi ammalo da quindici anni (in questo momento mi tengo ovviamente le palle). Quindi dimmi: non ti ammali perchè fai il vaccino o non ti ammali perchè non ti saresti ammalata comunque?
      La questione della polemica è sempre la stessa. Esistono dati che semplicemente dovrebbero fare venire un bel po’ di dubbi (non solo uno). Poi ognuno faccia quello che vuole.

      Ti faccio notare che comunque tu opponi un argomentazione soggettiva ad una oggettiva.

      Per quanto riguarda l’antivaiolosa non ho dati, ma me li procurerò.

      Grazie del tuo intervento.

  2. paola ha detto:

    Ciao, ti rispondo: prima di iniziare a vaccinarmi mi veniva l’influena tutti gli anni; pensa se non fossero stati usati o fossero stati ritirati vaccini come ad esempio l’antivaiolo o l’antipolio; tutte le persone che si sarebbero ammalate (come daltronde succedeva prima che venissero scoperti), e pensa alle conseguenze di una poliomielite o di un vaiolo, non avrebbero avuto ragione ad incazzarsi?
    Ciao e grazie della risposta.

  3. monica ha detto:

    Non sono un’antivaccinista, ne una vaccinista, ma una mamma che si chiede tanti perchè. Trovo molto “corretta” la
    Posizione dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) sulla vaccinazione contro l’influenza in età pediatrica

    “La vaccinazione contro l’influenza presenta aspetti controversi discussi da tempo nella letteratura internazionale.

    La definizione di caso crea confusione tra vera influenza e sindromi simil-influenzali (influenza like-illness, ILI) sostenute, nella maggior parte dei casi, da altri tipi di virus.
    La proporzione delle malattie respiratorie (simil-influenzali) causate dai virus influenzali è molto bassa. Nei bambini si stima che sia circa del 10% (1). I dati ci dicono che solo il 29% dei 1.870 campioni raccolti l’anno scorso in Italia sulla popolazione di tutte le età, è risultato positivo per influenza (18% in Europa, 12% negli USA).

    L’efficacia del vaccino nei bambini minori di 5 anni (2) così come negli ultra 65enni (3) è risultata incerta, quando non addirittura assente (paragonabile al placebo nei bambini minori di due anni) (4).
    Uno dei fattori che interferiscono negativamente sull’efficacia, è la corrispondenza tra i ceppi virali circolanti e quelli contenuti nel vaccino che rimane un’incognita a causa della grande variabilità dei virus influenzali e dei lunghi tempi (6-9 mesi) necessari ad allestire il vaccino con le metodiche attuali.
    Lo studio pubblicato di recente sugli Archives of pediatrics and adolescent sull’efficacia dell’antinfluenzale in bambini minori di 5 anni, conferma l’incertezza dei risultati i due stagioni nelle quali non vi era una buona corrispondenza tra i virus circolanti e quelli contenuti nel vaccino (2).

    I benefici attesi appaiono quindi incerti e modesti a fronte del grande impegno richiesto da una vaccinazione estesa.

    Alla luce di tutto ciò, acquistano particolare rilevanza le misure non farmacologiche, come il lavaggio frequente delle mani, risultate altamente efficaci nell’interrompere la trasmissione di tutte le malattie respiratorie (5).

    Le raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dell’influenza, prevedono anche quest’anno la vaccinazione dei soli bambini a rischio (6).

    Il CDC europeo (ECDC) ha sottolineato, nel 2007, i tanti vuoti informativi riguardo ai risultati di questa vaccinazione e ha indicato le conoscenze necessarie per un’eventuale allargamento dell’immunizzazione dei bambini sani (7):
    – il peso della malattia, specifico per paese e per fasce di età
    – la standardizzazione della definizione di caso
    – l’efficacia del vaccino nelle varie fasce di età
    – la definizione del dosaggio utile
    – la sicurezza anche riguardo alla reiterazione annuale della vaccinazione.

    In attesa di disporre delle conoscenze indispensabili per valutare l’appropriatezza dell’introduzione dell’antinfluenzale nei bambini sani, l’ACP ritiene che:
    – sia necessario procedere a studi adeguati per colmare i vuoti conoscitivi
    – vadano incentivate le misure non farmacologiche risultate efficaci nell’interrompere la trasmissione delle malattie respiratorie
    – vadano aumentate le coperture vaccinali dei bambini ad alto rischio, ancora troppo basse (circa il 10%)

    Luisella Grandori, Referente prevenzione vaccinale ACP
    Michele Gangemi, Presidente ACP

    Riferimenti
    1) Ministero della Salute. Vaccinazione antinfluenzale di massa in età pediatrica. Quali evidenze abbiamo? Bollettino di informazione sui Farmaci 2003; 5-6: 187-96.
    2) Szilagji PG, Fairbrother G, Griffin MR et al. Influenza vaccine effectiveness among children 6 to 59 months of age during 2 influenza seasons. Arch Pediatr Adolesc Med 2008; 162:943-51.
    3) Jefferson T, Di Pietrantonj C. Inactivated influenza vaccines in elderly – are you sure ? Lancet 2007; 370:1199-00.
    4) Jefferson T, Smith S, Demicheli V et al. Assessment of efficacy and effectiveness of influenza vaccines in healthy children: systematic review. Lancet 2005; 365:773-80.
    5) Jefferson T , Foxlee R, Del Mar C et al. Physical interventions to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses: systematic review. BMJ 2008;336:77-80.
    6) Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali. Prevenzione dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2008-2009. Circolare ministeriale del 15 settembre 2008.
    7) ECDC. Infant and children seasonal immunisation against influenza on a routine basis during inter-pandemic period. Technical report of the scientific panel on vaccines and immunisation. Stockholm, January 2007. ”
    ciao
    Monica

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