In Arabia vietati gli animali da compagnia. Marina Ripa di Meana presa a ceffoni.

Viene battuta da diverse agenzie di stampa, ma la notizia è rinbalzata nella blogosfera, oltre che su molti (ma non tutti) i quotidiani.

 

A.Saudita/ Vietate passeggiate con cani e gatti, “esca” per flirt. Il divieto da ieri a Riad.

Riad, 31 lug. (Ap) – In un eccesso di zelo, Riad mette al bando le passeggiate, ma anche la vendita, di cani e gatti, perchè – secondo la polizia religiosa saudita – sempre più spesso gli uomini li usano come “esca” per eventuali flirt.

L’intento di tenere separati i sessi non sente ragioni. Il divieto è entrato in vigore ieri nella capitale saudita Riad e la autorità hanno promesso che faranno di tutto per farlo rispettare.

Niente multe ai trasgressori, ma qualcosa di disumano: il sequestro del loro animale da compagnia da parte della Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione dell’immoralità, che altro non è che il nome ufficiale della polizia religiosa del Regno.

Il responsabile della commissione, Othman al-Othman, ha spiegato che il divieto è stato deciso per arginare “il fenomeno in crescita di uomini che usano cani e gatti per adescare o importunare donne o famiglie” e per le “violazioni dei comportamenti adeguati da tenere nelle piazze e nei viali pubblici”.

 

Invece l’altro ieri Marina Ripa di Meana, passeggia in costume da bagno su una spiaggia tunisina e pensa bene di “andare a fare quattro chiacchere” con delle donne in spiaggia, completamente velate. Risultato: i relativi consorti sbucano dal mare e la gonfiano di sberle.
Ovvio che se l’è cercata, ma l’accostamento delle due notizie è utile per far capire chi, o meglio cosa, ci stiamo continuamente tirando in casa. E non solo in Italia, ma in tutta Europa.
Non stiamo accettando una popolazione, ma una religione. E anche una delle più repressive, ma soprattutto una delle più “sentite” e dai precetti più osservati. Un cattolico, per quanto integralista, è meno di un’educanda, se paragonato al meno fedele dei musulmani. L’immagine trasmessa da film come “Robin Hood” (quello con K. costner) dove Morgan Freeman interpreta il muslim saggio, nobile ed eroico, è qualcosa che quand’anche esistita, appartiene solo al passato.

 

Oggi il musulmano in Europa, mette al primo posto i comandamenti della propria religione. Poi, ma solo poi e forse, quelli della legge del paese che lo ospita. E’ quasi giornaliera la pubblicazione di notizie e trafiletti su casi di violenza privata su donne (italiane o meno) nel nostro ed in altri paesi, da parte di uomini arabi (o marocchini, o iraniani, o turchi, o afghani, o pakistani, o…, o…,o…). Occorre che ci rendiamo conto che il buonismo della democrazia occidentale non è quello di qualcuno che ha il potere, e deliberatamente sceglie di esercitarlo o meno. E’ quello di chi non ha scelta. Ovvero tutto tranne che potere. La società europea, intrisa di moralismo cattolico, non si rende nemmeno lontanamente conto di quale sia per contro la determinazione di chi la propria religione la vive come parte integrante della propria vita. Noi non ci sogneremmo di prendere a sberle qualcuno che per la strada esplodesse in un fragoroso “Porco dio!”. Provate ad andare in una strada di Riad e a non dico bestemmiare, ma anche solo chiedere un’informazione ad una donna. Provate! Vi trovereste la polizia religiosa al culo in meno di un amen, come è successo alla manager Usa che si è permessa di bere un caffè con un collega (clicca qui per la notizia). Il problema è proprio questo. Per un musulmano integralista, le leggi del paese in cui si trova non contano un cazzo. Contano solo le leggi coraniche. Ovunque sia. Comunque viva. Anche in Italia.

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1 Comment

  1. Steven ha detto:

    Sono degli animali! Quella deficiente è andata a farsi del male di sua iniziativa e hanno fatto bene a prenderla a sberle. Ma a casa loro. Io qui ho votato Lega, perchè spero che così qualcosa questo governo farà, ma ho paura che si caghino troppo addosso per fare quello che andrebbe fatto.

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