Dov’è la verità? Segui il bianconiglio…

alice-in-wonderland-looks-behind-the-curtain-and-reveals-the-matrixMi sono imbattuto in una notiziona.., quelle che dovrebbero fare il giro del mondo in quattro minuti e che, ovviamente, sono snobbate, o forse filtrate, dai media.

Eccola qui, poi facciamo qualche considerazione:

Studio condotto da:

Hilke Plassmann, John O’Doherty, Baba Shiv, and Antonio Rangel ricercatori della PNAS Division of the Humanities and Social Sciences, California Institute of Technology ,

Il gruppo di neurologi che ha affiancato Rangel ha testato 20 volontari che assaggiavano vini (e visualizzavano il relativo costo) mentre si trovavano sotto la risonanza magnetica funzionale. Due dei vini, però, sono stati presentati due volte, con prezzi molto differenti, e i volontari hanno apprezzato decisamente di più il vino più caro. La fRM, nello stesso momento, registrava un aumento dell’attività nell’area della corteccia orbitofrontale che codifica le esperienze piacevoli nell’ambito degli odori, dei sapori e dell’ascolto musicale. Le aree cerebrali deputate invece alla codifica di altre sensazioni, come la dolcezza, non appaiono diversamente attive quando assaggiano lo stesso vino con relativi prezzi: in sostanza il vino “appare” migliore alla coscienza, ma le aree gustative non si fanno ingannare.“Il risultato dimostra che l’aumento di piacere che sperimenta il soggetto quando ha a che fare con prodotti costosi è un effetto reale della mente ed è più complesso di quanto ipotizzato dalle teorie economiche” ha dichiarato Ranger.

Per chi vuole approfondire (fatelo, sempre!) e mastica un poco di inglese può leggere direttamente sul sito della PNAS.

In pratica; lidea che ci facciamo di qualcosa, del tutto automatica e inconsapevole, magari figlia di condizionamenti culturali che manco sappiamo di portarci appresso, fa si che snobbiamo allegramente i segnali corretti che una parte del nostro complicatissimo cervello ci invia, e ci inventiamo che le cose stanno in un altro modo.

Succede anche con le “illusioni ottiche”, robetta che archiviamo quasi come un gioco, soprattutto perchè sappiamo a priori che c’è il trucco, e perchè svelarlo è relativamente facile anche se non ne conosciamo le meccaniche, dato che siamo in un ambito di concretezza e verificabilità; nero su bianco.

Ma se qualcuno ci ponesse una questione in apparenza oggettiva, in un contesto in cui mai ci potesse sorgere alcun dubbio (il diverso prezzo dei vini), e sopratutto non verificabile strumentalmente, potremmo dire davvero che percepiamo esattamente ciò che è?

Siamo ancora sicuri di sapere come stanno le cose?

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