Autostrade, finanziamenti, autogrill, panini e cessi (scusate l'accosto) - Franz's Blog

Autostrade, finanziamenti, autogrill, panini e cessi (scusate l’accosto)

image_024Mi trovavo sull’autostrada Milano Venezia, circa tre chilometri prima dello svincolo per la torino brescia viaggiando a 120 Km/h, quando improvvisamente la moto ha iniziato a imbardare come una matta, mettendosi ad oscillare in modo pericoloso.

Ho visto la fiancata del tir che stavo sorpassando venirmi incontro, e di colpo il viaggio non mi è più sembrato così bello.

Comunque ho semplicemente lasciato il gas, e il rallentamento ha interrotto l’oscillazione.

Sapete cos’era accaduto? Ho imbroccato una di quelle dannate unghiature nell’asfalto che da un po’ di tempo attentano alla vita di noi motociclisti. Solo che questa è lunga parecchie decine di metri e larga abbastanza per farci entrare tutto il pneumatico anteriore di una Harley (per chi non si intendesse di questi splendidi mezzi, guardate la foto e poi ditemi se vi sembra una ruotina).

Ho rischiato parecchio stavolta, perchè non me l’aspettavo, e per un paio di secondi non ho capito cosa stesse accadendo. E se non avessi qualche anno di biruota sulle spalle… Meglio non pensarci. Anzi no! Ci penso eccome! E avverto tutti i motociclisti cui può capitare di leggere questo blog di questo pericolo.

E non solo.

Citando Joele Dix (un grande, veramente un grande…) mi fa inc…zare sapere che il pagamento del balzello al casello (la rima baciata non è per nulla ricercata) possa assurgere all’offertorio a fine messa funebre, in memoriam del motociclista che come sempre viene dimenticato da Autostrade per l’Italia.

Questi signori se la tirano alla grande, incassano milioni di euro di pedaggio, milioni di euro di finanziamenti, e ci danno delle autostrade su cui l’unico servizio veramente efficente sono gli autovelox (e ridagli con lo spillaggio dal portafogli).

D’inverno i cantieri si sprecano, gli asfalti sono massacrati dal gelo, aperti in due dalle piogge torrenziali, e loro cosa ti dicono? Con grande fierezza “Abbiamo steso asfalto drenante”.

Ma certo che l’avete steso, peccato che al di là delle considerazioni economiche questo fatto dovrebbe essere la regola, la conditio minima, non motivo di vanto come se aveste fatto il miracolo di San Gennaro.

Con tutti soldi che vi diamo, (l’italia è l’unico paese in europa dove il pedaggio per le moto è lo steso che per le auto), dovreste avere a cuore la nostra salute, il nostro comfort di viaggiatori extra lusso.

E invece? Avete mai provato ad entrare in un autogrill (quelli con la A grande, A come Affan..) in piena estate? Voi scendete dall’auto, aria condizionata a regime medio, ma comunque la schiena è sudata, non ce n’è.

Entrate in un autogrill… e BANG! Una botta a 18 gradi dritta nello stomaco. Colti da immediato sovvertimento intestinale non potete astenervi e correte alla ricerca del bagno.

Passate la barriera umana degli ottocento schiamazzanti alunni della gita parrocchiale che fanno coda per il panozzo improvvisando un incontro di rugby, schivate l’inserviente che porta un mastello pieno di cotolette per l’Apollo (ancora surgelate, pesano un chilo l’una, lui ne ha dentro cinquanta, e davanti a voi crolla al suolo colpito da ernia), finalmente guadagnate l’ingresso.

E lì restate. Il bagno degli uomini è “momentaneamente fuori servizio, ci scusiamo per l’inconveniente”.

Loro chiamano inconveniente la marcia su Roma che si sta svolgendo nel vostro colon trasverso, in direzione del retto.

E voi che invece siete uomini illuminati, vi fiondate nel bagno delle signore, tra urla a metà tra lo scandalizzato e lo speranzoso. Distrattamente vi chiedete che cosa ci sarà da scandalizzarsi, dato che non avete il pisello di fuori, e che una volta nel loculo chiuderete la porta, ma è solo un attimo.

Perchè immediatamente dopo, impersonate l’etoile di Holiday On Ice, scivolando su uno strato di acqua leggermente viscida, ed evitando una caduta da Twin towers solo grazie a un doppio Axel eseguito con rara maestria.

Vi fermate ansimanti, e con la coda dell’occhio vedete la giuria internazionale che alza le palette con i voti. Rallegrandovi per il dieci pieno, finalmente vi infilate in un bagno. Chiudete la porta…. e manca il blocco di chiusura.

Con una silenziosa preghiera al dio degli sfinteri uscite e rientrate come dei fulmini nel loculo adiacente. Lì il blocco c’è, ma manca la carta igienica. Ok, niente panico fuori e dentro di nuovo. C’è il blocco, c’è la carta, ma c’è anche un enorme stronzo che galleggia orgoglioso al centro del water otturato. Quarta uscita e rientro, questa volta siete decisi a tutto.

E finalmente ce la fate. Dopo dieci minuti di sforzi e preghiere alternati uscite dal loculo, sotto lo sguardo imparziale della giuria internazionale che stavolta invece vi squalifica per esibizione fuori tempo massimo, e uscite fishciettando impavidi.

Lanciate uno sguardo di malcelato disgusto alla signora che legge la settimana enigmistica davanti a un piattino da caffè pieno di monete da due centesimi, ed ecco che i 18 gradi vi aggrediscono di nuovo. Ma questa volta siete completamente fradici per la fatica improba appena sfangata, e la broncopolmonite non ve la toglie nessuno.

Tra un colpo di tosse e uno starnuto vi avvicinate alla cassa, e ordinando un caffè chiedete gentilmente all’inserviente se gli sembra sano uno sbalzo termico di ventidue gradi tra esterno ed interno.

Lui vi squadra, e laconico vi risponde:

“Ah, noi non possiamo fare nulla. se vuole le chiamo il responsabile”.

Perchè no? Vi accingete all’attesa. Dopo dieci secondi beccate con la coda dell’occhio un tizio vestito in modo elegante, con giacca e cravatta che si dirige verso di voi.
Poi però si ferma a mettere a posto i biscotti, per riprendere l’avanzata.

Inspirate per il cazziatone imminente, et voilà, lui si ferma a mettere a posto le caramelle.

Voi espirate per mantenere la calma, e lui si ferma a mettere a posto i giornali.

Ormai lo state squadrando con furia a malapena trattenuta, e a lui squilla il cellulare.

Dopo circa dieci minuti di avanti indietro per il negozio, finalmente chiude il cellulare, vi si avvicina, tende la mano, e con sorriso a trentadue denti vi dice:

“Buongiorno, sono il responabile, come posso esserle utile?”.

All’interno del vostro campo visivo si forma una scena simile a Terminator, e il vostro computer interno vi manda in sovrimpressione tutti gli insulti e le bestemmie del vostro immenso vocabolario.

Ma siete un essere civile, quindi premete il tasto “delete“, e con la massima cortesia gli esponete le vostre osservazioni sull’aria condizionata.

Lui vi ascolta sempre sorridendo affabile (e a voi viene il dubbio che sia stato colto da paresi spastica), e al termine vi spiega:

“Ma vede caro signore, il problema è che la legge stabilisce chiaramente quali devono essere le condizioni in cui un lavoratore deve svolgere le sue mansioni. Lei viene da fuori, ed è quindi normale che senta un po’ di sbalzo, ma pensi ai nostri poveri addetti, loro sono chiusi qui dentro, e per loro la temperatura è anzi fin troppo elevata. Vede bene quindi che noi non facciamo altro che applicare la legge.”

Un attimo, vi chinate per raccogliere la mandibola e lui sparisce, danzando leggiadro come nel lago dei cigni, la cravatta aleggiante.

In sintesi, avete appena rischiato di farvela addosso, avete appena corso ogni sorta di rischio batteriologico per evitare un disastro, vi siete beccati una broncopolmonite, e avete appena sentito che Autogrill Spa è lieta di accogliervi nei propri punti di ristoro. Ma che tiene molto di più alla salute (in modo peraltro alquanto dubbio) dei suoi lavoratori, che a quella di tutti quelli come voi che pagate lo stipendio degli stessi.

E adesso ditemi un po’: vi sembra strano che Autostrade per l’Italia se ne freghi altamente di un problema all’asfalto che rischia ogni giorno di ammazzare qualcuno?

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