Indossare gli occhiali di Google? Davvero?
L’ennesima trovata per impicciarsi dei fatti nostri. Per giunta facendoci pagare un pacco di quattrini.
Davvero una genialata da parte di Mountain View, ma non ritengo che si tratti di una semplice trovata di marketing. Ma quale realtà aumentata? Qui si tratta di vita infiltrata, altro che!
Articoli correlati:La Magia del Suono: la corretta tecnica per eseguire un Mantra
Un Mantra non è un canto, questo dovrebbe essere chiaro.
L’uso del suono rappresenta un orizzonte molto più vasto del semplice canto e anche delle tencniche mantriche di base. Tuttavia, per cominciare, occorre conoscere alcuni elementi fondamentali. Anche per un mantra quindi esistono tecniche e suggerimenti per la corretta esecuzione dello stesso.
Eseguire un Mantra correttamente implica fare la differenza tra produrre un suono efficace e dare aria ai denti. In questo post è esposta la tecnica base per iniziare.
Leggi il resto dell’articolo sul blog de “La Magia del Suono”.
Articoli correlati:E con questa rielezione il quadro è completo…
L’avevo detto pochi giorni fa: era troppo scema perchè fosse anche vera. E adesso ne abbiamo le prove. O veramente ancora qualcuno crede che quello che sta accadendo al governo sia una semplice sequenza di atti casuali?
Il 14 Aprile Napolitano disse: “La mia rielezione sarebbe una non soluzione perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro, sarebbe ai limiti del ridicolo“. Si è forse spostato il limite del ridicolo nel frattempo?
No: si è spostato quello dell’impunità con cui la classe politica italiana procede nel proprio cammino senza il minimo segno di pudore o di vergogna.
E potremmo ritrovarci ancora Amato come Presidente del Consiglio, imposto da Napolitano in quello che viene definito “Governo del Presidente” arrivando così al secondo personaggio che nessuno ha votato (anche grazie alla legge elettorale che non lo consente) ma che soprattutto nessuno (almeno spero) vorrebbe vedere di nuovo alla guida di un governo, messo a capo dello stesso dal Presidente della Repubblica. E se qualcuno non si ricordasse chi sia Amato, pronti che gli rinfresco la memoria: si tratta di quello che varò una manovra da 100.000 miliardi di lire (la più pesante del dopoguerra) e anche colui che ordinò il prelievo forzoso senza preavviso del 6 per mille dai conti degli italiani la notte tra il 9 e il 10 luglio 1992, “legittimando” questo atto con un decreto d’urgenza due giorni dopo. Il che, almeno a parer mio, lo rende sostanzialmente un alter ego di Monti, con in più una sfacciataggine ai limiti del consentito.
Il tutto con il contorno del ghigno insostenibile di Berlusconi, dell’idolatria falsa e pacottara dei media (siamo al 54° posto nella scala della libertà di stampa), e con l’appoggio della classe politica al completo.
Una classe politica che alle prossime elezioni dovrebbe essere completamente spazzata via ma che, sono pronto a scommettere, rimarrà a rovinare questo Paese ancora per molto tempo, a meno di un miracolo di crescita individuale, politica e sociale.
Quindi… dai… qualche speranza ancora c’è!
Articoli correlati:Topologia mnemonica: sapere da dove viene ogni ricordo
Ci sono diverse modalità di uso della memoria; nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di modalità inconscie. L’uso di una modalità o dell’altra dipende da una tale quantità di fattori che non vale neppure la pena di stare a parlarne: condizionamenti, abitudini dei genitori, eredità genetica, modelli comportamentali etc. etc.
Quello che conta è che col passare degli anni si stabilisce in ognuno di noi un “modo” per usare la memoria. Di modi ce n’è praticamente una quantità infinita. E ci sono alcuni sistemi per “riprogrammarli” (Giordano Bruno fu uno dei primi a creare ed usare questa scienza), ma in questo post parleremo di un singolo aspetto della memoria che è, da solo, capace di causare danni particolarmente gravi.
Si tratta di un meccanismo di base, ovvero di quel fenomeno per cui un ricordo, pian piano, viene integrato nella nostra mente e se ne perdono le origini. Questo è un meccanismo particolarmente evidente sulle nozioni, ma vale per tutti i processi di memorizzazione.
Per chiarire, facciamo un esempio: la storia di Muzio Scevola. Molti di noi l’hanno studiata a scuola e la ricordano ancora oggi. Ma dove l’abbiamo sentita la prima volta? Sul libro di testo o dalle parole dell’insegnante?
Un altro esempio: molti di noi ricordano cose che erano usi fare quando erano piccoli. Ma se si prova a ricordare davvero il momento in cui quelle cose le facevamo effettivamente, ecco che si perde traccia. La realtà è che noi non ricordiamo direttamente quegli episodi, ma gli stessi ci sono stati raccontati, riferiti un certo numero di volte. E dato che la nostra mente funziona prevalentemente su segnali visivi (vale a dire in questo caso l’immaginazione), noi abbiamo creato una raffigurazione visiva mentale di quegli episodi che, pian piano, è entrata nella nostra memoria come se fossero ricordi reali.
In realtà quello che ricordiamo è l’immaginazione seguita al racconto che ci ha fatto un parente e non un episodio che ci è davvero accaduto.
Il meccanismo mnemonico che produce questo è molto importante, perchè è alla base stessa della costruzione della personalità e permette integrazione di diversi concetti tra di loro. Ma, come per tutte le cose, ha anche un lato B che è quello di consentire l’acquisizione di un episodio come se l’avessimo vissuto in prima persona anche se ciò non è mai avvenuto.
Sulla base di questo spiacevole effetto collaterale si costruiscono falsi ricordi, alcuni del tutto innocenti, altri potenzialmente letali, per noi, per i nostri rapporti con gli altri o, nei casi più gravi, per chi entra in relazione con noi.
E’ il classico caso del testimone oculare che pian piano modifica la propria versione dei fatti sulla base di quello che legge sui giornali o che le persone intorno a lui dicono. E’ il principio del “telefono senza fili”, per cui la parola o la frase detta all’inizio, passando di bocca in bocca, arriva in fondo alla catena completamente alterata.
Ecco perchè è importante cercare sempre di sapere da dove arriva un ricordo. Un ricordo senza la sua origine è pericoloso perchè non possiamo fidarci di esso. Ma dato che i nostri ricordi sono per il 90% privi della loro origine, come possiamo fare?
Due cose fondamentali: la prima è sicuramente quella di sforzarci di ricordare anche l’origine di ogni nuova nozione, senza fagocitarla automaticamente.
La seconda è di imparare a non dare mai nulla per scontato, a partire proprio dalle nostre convinzioni che dovrebbero essere analizzate una per una a caccia delle rispettive origini.
Un lavoro non breve e non semplice, sicuramente, ma tale solo perchè nessuno ci ha avvertito di farlo da subito.
Quindi la terza cosa da fare, per chi ha dei figli, è insegnare loro ad essere sempre il più presenti possibile. Questo permetterà di fissare i ricordi in modo lucido, e quindi di ricordare per ogni cosa la relativa origine, senza quindi ritrovarsi magari a quarant’anni con tutto il lavoro da fare.
Certo, ci vuole una motivazione per fare tutto ciò. Ognuno può trovare la sua ma una bella grossa potrebbe essere: ti piacerebbe vivere davvero smettendo di soffrire della maggior parte di ciò che ti crea problemi?
Si, nella stragrande maggioranza dei casi, quello per cui pensiamo di dover soffrire in realtà è qualcosa di cui non ce ne frega niente. E’ solo che da qualche parte nel nostro passato, qualcuno, magari anche in modo del tutto inconsapevole e innocente, ci ha detto che la tal cosa era dolorosa, o che dovevamo starne alla larga pena guai di ogni tipo.
E noi abbiamo iniziato a soffrire per una cosa e aver paura di quell’altra.
Ergo, liberarsi di un po’ di questi pesi non sarebbe male, no?
Certo… sempre che a uno interessi, ovvio!
Articoli correlati:Ma al governo sono impazziti o lo fanno apposta?
Sono letteralmente cerito di fronte a quello che sta accadendo al governo negli ultimi due mesi. L’incredibile manfrina di quelli che “non vogliono stare con nessun altro” sta arrivando a dei vertici di assurdità che potrebbero essere comici se non fossero tragici.
Tre coalizioni che insieme hanno preso il 90 per cento dei voti degli italiani, e a governare c’è ancora un Monti al quale è spettato solo il 10%. Due politici e un comico (che ormai non fa davvero più ridere nessuno) che se ne fottono alla grande dell’Italia e continuano imperterriti a non governare, a non trovare un modo qualsiasi anche temporaneo di mettere da parte i propri schifosi egoismi per dare un minimo di respiro ad una situazione che, nel caso qualcuno ancora non se ne fosse accorto, viaggia sempre più verso la tragedia nazionale.
Qualcosa di assurdo, una situazione da palco di Zelig; ormai non serve nemmeno più la satira, se la fanno da soli.
Eppure questi tre figuri assommano su di sé le preferenze dei nove decimi degli italiani.
Ora, se fossero dei nuovi arrivati, o degli stupidi, potrei anche capire. Ma il fatto è che nessuno dei tre può essere definito stupido. Ergo, a questo punto, il dubbio mi sorge spontaneo: a che gioco stanno giocando?
Non posso credere che non stiano facendo tutto questo di proposito. Quindi la domanda è: cosa stanno aspettando? Veramente sono così dimentichi di ciò che dovrebbero rappresentare da continuare ostinatamente a non dare un governo all’Italia, pur di continuare a perseguire i propri interessi personali?
O c’è dell’altro che bolle in pentola?
Occhio… perchè la stanno facendo troppo stupida perchè sia anche vera!
Articoli correlati:Pensiero Lucido: Google e la ricerca dei sintomi
Mai successo di andare a cercare l’origine di un sintomo sulla rete?
Quando va bene usciamo dalla ricerca terrorizzati, mentre se a cercare è un ipocondriaco, la cosa più probabile è che risulti prossimo ad una crisi isterica.
Il motivo è nell’algoritmo usato da Google per fornire le sue risposte.
Il motore di ricerca più famoso e usato del mondo ha una mission che non deroga da quella comune a tutte le multinazionali: fare soldi.
E questo influenza i risultati in modo significativo, naturalmente…
La Magia del Cuore: rondini, simbolo e realtà
Una rondine fa primavera eccome. Lo sanno quelli che appena ne colgono il primo stridìo già si sentono meglio anche se il meteo impazza come in questi giorni.
E’ il potere del simbolo, che diventà realtà nel momento in cui si fa strada al nostro interno. Ma i simboli non sono solo positivi, belli o puliti come una rondine: ve ne sono anche di negativi.
Bisogna imparare a distinguere tramite il cuore per poterne trarre il massimo vantaggio.
Articoli correlati:La Magia del Suono. Workshop intensivo: il suono ancestrale

I suoni che la voce umana può riprodurre sono molto più di quanti si possa immaginare.
In questo workshop sperimenteremo assieme alcuni di questi suoni e gli effetti che possono produrre sulle persone e sugli ambienti.
SABATO 13 Aprile ore 15.00 – 18.00
Presso Pantagruele Teatro
Via Taormina 11 – Milano
Quota di partecipazione Euro 25.00
(più 5 euro di tessera associativa per chi non ne è in possesso)
Trovate tutte le informazioni e le modalità di iscrizione a questo link, sul sito de La Magia del Suono
Sullo stesso sito, nella pagina “Eventi” trovate anche tutte le informazioni aggiornate ed il calendario dei prossimi Workshops e corsi.
Articoli correlati:Chi dorme rincoglionisce anche te: digli di smettere
Diciamo che è una di quelle cose che ti vengono in mente, ad esempio, in una tranquilla mattinata qualsiasi, quando ti trovi inchiodato nel traffico di una città di provincia qualsiasi, in cui tutti sembrano muoversi al rallentatore.
Perchè tu puoi anche essere bello sveglio e pieno di energie, ma se tutti intorno a te hanno il culo immerso nella melassa, il tuo stato di veglia, da un punto di vista pratico, spesso conta poco.
E questo, se per il traffico è una condizione da cui è difficile esulare, dovrebbe far pensare. Siamo tutti nella stessa barca. Perciò, se per un qualche motivo ti trovi ad essere più sveglio di altri, invece di tirartela è meglio se ti dai da fare. E non solo per un vantaggio altrui ma anche per quello tuo personale.
E poi, come logica conseguenza, vale anche il percorso contrario: se passi la tua vita in mezzo a gente che dorme, è facilissimo che ti addormenti anche tu! Quindi, ogni tanto, ricordati di controllare se sei ancora sveglio o se stai sognando di esserlo, perchè passare da uno stato all’altro non è così difficile.
Per non parlare del fatto che… sei proprio sicuro di essere tu quello sveglio? Magari appunto lo sei stato per qualche istante ma poi ti sei di nuovo rincoglionito e adesso vivi nel ricordo di quei quattro secondi di lucidità, come se fossero ancora reali.
Insomma…
Muovi quel culo!
Scusate la sintesi… vado di fretta che ho lasciato il gas acceso!
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Acido in faccia: quando i media creano l’emulazione
A questo siamo giunti: ad assalire donne col vetriolo, sfigurandole, accecandole, menomandole fisicamente e psichicamente. Rispetto alla questione la mia idea è semplice: a chi si rende colpevole di un atto tanto osceno, andrebbe riservata la legge del taglione: se è un maschio a partire dalle palle.
Detto questo, il focus di questo post non è sull’ondata di violenza che in questi periodi sembra essersi improvvisamente esacerbata (dico “sembra” perchè in realtà c’è sempre stata, solo che ai nostri cosiddetti “media” non gliene fregava più di tanto), quanto sulla responsabilità di chi scrive e di come scrive.
Parlare di un episodio come quello occorso a queste donne è doveroso. Ma dovrebbe anche essere cura di chi lo fa, di parlarne in modo da non destare desideri di emulazione. Vale a dire, ad esempio, condannando il gesto in modo pesante, cosa che nessun articolo ha fatto. Oppure dando alla notizia la qualità corretta, senza “pompare” sui toni morbosi.
Ma inutile a dirlo. La stampa italiana non ha la minima idea di cosa significhi “responsabilità”. L’unica cosa che gli interessa è vendere una notizia macabra di per sé nel modo più morboso possibile.
Il risultato è che alla banda di squilibrati che si aggira per le strade, ecco che improvvisamente gli viene in mente un’ipotesi operativa che non avevano ancora considerato.
Ed ecco che in meno di due mesi tre donne si sono trovate con la faccia rovinata o quantomeno con ustioni gravi.
Ma naturalmente ai pennivendoli di basso rango questo non interessa affatto: a loro basta scrivere di una notizia. E più è macabra, più morbosamente la si può presentare e meglio è.
Questo è il giornalismo italiano.
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