Banche, rosso e usura… un bel match!
Dopo aver letto questo articolo sul Corriere di oggi, sul costo che può avere l’andare in rosso in assenza di un fido, mi sono chiesto quale fosse la definizione ufficiale di usura.
Ciò che ho trovato è molto interessante, perchè di fatto l’usura non la si definisce per nulla!
Ufficialmente si definisce usurario un tasso di interesse che superi del 50% il tasso globale medio dell’anno precedente su quel tipo di operazione.
Il tasso globale medio, detto anche T.E.G.M, viene stabilito trimestralmente e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Le Banche tutte, teoricamente, dovrebbero esporre tale tasso al pubblico nelle loro sedi e filiali.
Secondo l’ultimo TEGM, sullo sconfinamento senza fido, il tasso globale medio su base annua è del 19.96%. Ora, secondo la definizione, un interesse viene definito “usurario” quando supera del 50% quello ufficiale.
Fatti due conti, significa che sotto il 29.94% di interesse non si può parlare di usura!
Ma se per caso le banche si mettessero tutte d’accordo e per quest’anno chiedessero, ipoteticamente il 29,93% di interesse, di 0,01% sotto il tasso di usura, l’anno prossimo il limite per detto tasso sarebbe del 44,58%.
Di fatto comunque, quest’anno il tasso richiesto per questo caso è di circa il 25%. Questo significa che, teoricamente, il prossimo anno le banche potranno chiedere il 37,4% senza incorrere nel reato di usura. E l’anno successivo potranno chiedere il 56%.
E così via inculando…
Tutto perfettamente legale!
Chiaro dov’è la fregatura?
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Quando la plastica ti cambia… non sempre ti fa un favore
Ok, va bene, il ritocco al seno lo posso anche capire, magari qualche piccola “riempitina” di rughe, oppure in caso di incidenti… ma cambiare faccia che non sembri manco più tu o trasformarti in un mostro… ma che gusto c’è?
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Le notizie spariscono: Stefano Cucchi e la Suina, che fine hanno fatto?
Ve lo ricordate Stefano cucchi, il geometra morto in carcere con il corpo pieno di lividi e le vertebre rotte?
Che fine ha fatto quella vicenda? La cortina del silenzio è scesa dai media e, come sempre accade, anche l’oblio nella testa delle persone.
E la suina? Centinaia di milioni di euro buttati nel cesso per un vaccino inutile e forse dannoso, una denuncia al parlamento europeo e la gente già se n’è dimenticata.
Quante sono le notizie di cui ci dimentichiamo solo perchè i media smettono di parlarne?
Qualcuno se ne ricorda qualcun’altra?
Dai che ci facciamo un post tra un paio di settimane, con tutte le storie di cui non si sa più nulla e che non si sa come sono andate a finire!!!
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I film insegnano, mettendo a fuoco ciò che conteniamo. Serenity.
Molte volte mi è capitato di vedere un film e trovarci un contenuto. Penso che almeno una volta sia capitato a tutti. Films anche scadenti, magari fatti veramente col culo, ma qui e là trovi una frase, una battuta, un motto che ti fanno fare uno stop mentale.
Come quando una bella donna ti regala uno sguardo di desiderio, allo stesso modo in un film può capitare che una frase sola ti apra un mondo, indipendentemente dalle intenzioni più o meno consapevoli del regista.
Ho sempre pensato che si trattasse di cose nuove, di pensieri mai pensati, di riflessioni mai fatte.
Oggi invece mi sono accorto che non è così. In realtà una frase ti colpisce, sembra insegnarti qualcosa ma non fa altro che mettere a fuoco qualcosa che hai realizzato in parte, o solo inconsciamente.
E d’altronde come potrebbe essere altrimenti?
Un pensiero, un concetto, un’intuizione… come potrebbero essere colti se completamente estranei, alieni al proprio spazio di esperienza? E’ impossibile!
Ma possono essere assonanti, simili in qualche modo. O anche solo associabili. Ecco allora che all’interno qualcosa si mette in vibrazione e crea la possibilità di sviluppare quella o quell’altra comprensione.
Prendiamo ad esempio un film come Serenity; quasi sconosciuto, con un cast non particolarmente nobile, è un film di fantascienza con qualche annetto sulle spalle ma estremamente gradevole e ben fatto, dal punto di vista della recitazione, degli effetti speciali e della trama. Insomma, sicuramente migliore di molte altre cianfrusaglie proposte sul grande schermo da un bel pezzo.
C’è una frase in questo film, che il capitano della nave dice ad una ragazzina alle prime armi nel pilotaggio:
“E’ l’amore che fa stare in aria una nave. Fai volare una nave che non ami e quella, prima o poi, si libererà di te.”
Sembra una frase stupida, del tutto di fantasia, ed in parte lo è, considerato il numero di navi spaziali pilotate dal sottoscritto. Eppure mi ha colpito.
Come se contenesse qualcosa di vero.
Ci ho pensato e ripensato, chiedendomi che cosa potessi trovarci, per poi alla fine capire che basta cambiare la parola “nave” con la parola “vita” per comprendere qualcosa.
“E’ l’amore che fa proseguire una vita. Vivi una vita che non ami e quella, prima o poi, si libererà di te.”
N’est Pas?
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Incontri con uomini straordinari. By Giuseppe
Prima di dire due parole su questo “straordinario” film, una domanda: “Come incontrare uomini straordinari?”
E’ necessario essere anche noi uomini straordinari? Sicuramente no! Ma una cosa è certa: è molto difficile incontrare siffatti uomini seguendo una routine di “quartiere”: sempre lo stesso bar, le stesse facce conosciute, gli stessi discorsi, gli stessi ambienti ed abitudini.
Ed anche se per puro caso succedesse che un “uomo straordinario” ci passasse a fianco o bevesse un caffè gomito a gomito con noi nello stesso bar, sicuramente non lo riconosceremmo neanche di striscio.
Perché questa “tipologia” di uomini non sempre ama “rivelarsi”, anzi, loro amano giocare all’uomo comune, o quasi.
Detto questo, come incontrare uomini straordinari e riconoscerli (almeno in parte)?
Mettendoci noi stessi in situazioni fuori dall’ordinario, in modo da “guardare” il mondo e gli altri con “occhi diversi”, viaggiando…cercando.
In parte è quello che ha fatto il protagonista della nostra storia, G. I. Gurdjieff, anche se lui (per karma?) ne ha incontrati tantissimi sin dalla più tenera età.
Esortato dalla moribonda nonna a “non fare mai quello che facevano gli altri” e da un padre anch’egli fuori dall’ordinario, Gurdjieff sentì sin da giovane il “richiamo” della Ricerca della Verità.
Questo capolavoro di Peter Brook narra appunto, sinteticamente, alcune delle vicende di un Ricercatore di Verità, così come sono descritte nel libro autobiografico “Incontri con uomini straordinari”. Vicende che hanno visto alcuni uomini, tra cui il nostro protagonista, avventurarsi nei primi del ‘900 in terre lontane e spesso pericolose e inospitali, come la regione nei pressi del fiume Oxus (a nord dell’Afghanistan), il Tibet, il deserto del Gobi. Luoghi che ospitavano monasteri nascosti tra le montagne e…un sapere antico come il mondo.
Una chicca dal libro, dove è Padre Giovanni (un Iniziato) a parlare:
“…La comprensione è l’essenza di ciò che si ottiene partendo da informazioni intenzionalmente acquisite e da esperienze personalmente vissute”-.
Più che un film, quest’opera sembra un documentario, intenso e suggestivo.
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Veronesi e la religione che impedisce di ragionare. Ma la scienza, purtroppo, non è molto lontana
In questo articolo del Corriere della Sera, Il prof. Umberto Veronesi sostiene il ruolo immobilizzante della religione nei confronti del libero pensiero.
Come non dargli ragione? Il termine stesso “Religione”, ricorda molto da vicino la parola “Relegare” da “Religo”, ovvero “legare nuovamente”.
Su questo sono completamente d’accordo con lui; tutte le religioni, nessuna esclusa, hanno la loro utilità nel momento in cui forniscono a qualcuno una possibilità di spiritualità adatta ad un livello evolutivo corrispondente.
Senza la religione, una qualsiasi, non solo quella cattolica, ci sarebbero migliaia di persone abbandonate a loro stesse dal punto di vista dello “spirito”.
La ritualità contenuta nelle religioni, la semplicità dei concetti espressi (semplicità, non superficialità) ne fanno uno strumento di ricerca interiore indispensabile nella storia dell’essere umano.
Ma il tempo delle religioni dovrebbe appunto essere quello che è; un tempo, con un inizio ed una fine.
Per lo stesso motivo, chiunque amministri una religione dovrebbe esssere consapevole del suo ruolo reale e non considerarsi come l’unica risposta all’umanità in tema di cose interiori.
Quando questo non avviene, come nel caso delle maggiori monoteiste, Cattolicesimo e Islam, la religione si trasforma in una tirannia del pensiero che impedisce la crescita interiore con la morale, paralizza l’intelletto con i dogmi e blocca l’evoluzione in senso lato con l’imposizione di linee di pensiero illiberali, obsolete e, molto spesso, involutive.
Veronesi poi cita il fatto che invece la scienza questo non lo fa perchè:
…la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità, nel bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare
Qui secondo me sbaglia. Certo, queste parole sintetizzano ciò che la scienza DOVREBBE essere.
Peccato che al momento attuale ben pochi siano gli scienziati che vivono veramente nel dubbio e non arroccati dietro dogmi di principio esattamente paritari a quelli religiosi.
Ancora di meno sono gli scienziati che cercano realmente la verità, invece di fare di tutto per adattarla alle proprie teorie.
Una vera rarità, per finire, sono davvero quegli uomini di scienza che criticano se stessi e riprovano dove hanno fallito.
Il metodo scientifico attuale, ad esempio, non prevede affatto il dubbio ma solo false certezze portate da concetti spesso falsati da interessi economici, che non prevede la possibilità che qualcosa esista anche se ancora non può essere misurato a causa della poca evoluzione sia degli strumenti che delle teorie.
Dov’è il dubbio quando si sostiene che l’uomo è l’unico essere vivente dell’universo?
Dov’è il dubbio quando si sostiene che la suina è una pandemia e che un vaccino sviluppato in due mesi e non testato è assolutamente sicuro anche per dei lattanti?
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Pensavate di avere un’auto veloce? Bugatti Veyron: 407 Km/h!
Questa specie di mostro su ruote sviluppa 1000 Hp, per una velocità massima di 407 Km/h. A questa andatura aspira più aria in un minuto di quanto un uomo faccia in 4 giorni e i pneumatici vanno a zero in 15 minuti. Ma non è un problema perchè il serbatoio si svuota in 12!
La guida James May, un pilota strafamoso con una lunghissima carriera alle spalle.
Eppure l’effetto di questa velocità è tale che anche quest’uomo di ghiaccio alla fine si commuove per l’emozione!
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Il pensiero è un sistema aperto. Grazie al dubbio. By Giuseppe
Stavo per intitolare questo post: “Il pensiero è un sistema chiuso”.
Poi mi sono detto: “Calmati, rifletti un attimo…”.
In effetti non credo che il pensiero sia un sistema chiuso. Lo sono le opinioni fisse, ripetitive, ossessive, che non ammettono cambiamento di visione. Lo sono i dogmi: ciechi, presuntuosi e arroganti.
Ma non il pensiero in sé.
Il pensiero può dar vita a uno scritto, un discorso o un’azione…e quindi riversarsi all’esterno e modificare qualcosa.
Inoltre il pensiero (quando il pensatore è aperto) può accogliere nuovi punti di vista, nuove idee, ampliarsi…e la coscienza può scorgere nuovi orizzonti.
Il pensatore, perciò, dovrebbe sempre usufruire del beneficio del dubbio su ciò che sa, aggiornare continuamente il proprio “archivio” e…rimanere sempre aperto alle impressioni esterne.
E’ vero che il dubbio può paralizzare l’azione, infatti nell’azione non vi dovrebbero essere dubbi: quando è il momento di agire bisogna agire, e basta.
Nella riflessione, invece, il dubbio può servire a procurarci una sorta di choc che ci aiuta ad uscire dal “sistema chiuso”, meccanico, delle opinioni fisse e ripetitive (il famoso: “ora ho capito come stanno veramente le cose”).
Mi viene in mente a proposito l’enneagramma.
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Il suono: esercizio di canto armonico in Sigit
Che si tratti di un mantra, come nei post precedenti, o di un canto, come quello che vi propongo oggi.
La linea di base sfrutta armonie di quinta e nona maggiore e l’utilizzo di diverse vocali per “aprire” o “chiudere” l’impatto emotivo, mentre la linea melodica acuta è ottenuta con la tecnica classica del canto armonico detta “Sigit”.
Il risultato sono quei suoni flautati estremamente acuti che hanno inizio circa a 1:50 per proseguire fino alla fine dove rimangono in “assolo” per qualche tempo.
In questo caso si tratta proprio di un esercizio, nulla di particolare quindi, ma mi faceva piacere condividerlo come sempre in questo spazio.
Come tutti gli altri brani da me registrati è a disposizione nell’apposita pagina, da cui potete anche scaricarlo, alle condizioni riportate in loco.
Per ascoltare cliccare sul player qui sotto (non appena si carica…)
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Lettera ad un figlio – By Giuseppe
tu sai che ti ho amato da sempre, da prima ancora che nascessi.
Ti ho fortemente voluto e desiderato e mi stupisco ogni volta nel vedere che sei esattamente come avrei voluto che fossi.
Eppure ho fatto il meno possibile per modellarti. Sai bene, infatti, che non amo darti consigli, perché la vita la devi scoprire da solo.
Non interferisco con le tue scelte e neanche tanto con l’errata educazione che, a mio avviso, ricevi a scuola o dalla società. Al massimo ti dico solo, scherzando: “Apri gli occhi”.
Più che nozioni mi preme insegnarti cose pratiche.
Con me, infatti, hai tirato i primi calci al pallone.
Con me hai imparato ad andare in bici e ad usare il bastone.
E sebbene ti abbia insegnato a non salire con la bici i marciapiedi di sbieco, per non correre il rischio di cadere (cosa che io ho imparato a mie spese), so bene che comunque cadrai nella vita.
Ed ogni volta il mio cuore ne soffrirà.
Ma subito dopo gioirò nel vedere che ti sei rialzato e che sei diventato un po’ più saggio.
Per quanto mi riguarda cercherò di insegnarti tutto ciò che so (quando lo vorrai e se riterrò che sei pronto), ma sappi che vi sono cose che nessuno può donarti, nemmeno io purtroppo: il desiderio, l’amore, la comprensione, la dignità, la lealtà e il coraggio.
Queste sono cose che devi conquistare da solo.
Ma sono certo che tu troverai la strada giusta prima o poi, non è vero?
Buon viaggio anima mia.
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Chisto è ‘o paese d’o sole. 3/3 – By Guido
Questo è il Paese dove un ragazzo sogna di realizzarsi facendo il calciatore.
Questo è il Paese dove i giovani partecipano in massa a realities televisivi per cercare visibilità, successo e realizzazione.
Questo è il Paese dove un cameriere, senza arte né parte, riesce a fare miliardi acquistando e rivendendo terreni e immobili.
Questo è il Paese dove lo stesso cameriere (ormai immobiliarista) è in grado di versare ben 25 milioni di euro all’erario per salvare la sua posizione contributiva.
Questo è il Paese dove gli scandali diventano nomi di città: tangentopoli, bancopoli, cementopoli, calciopoli, vallettopoli…
Questo è il Paese dove scandali e bellimbusti vengono consumati in chiacchiere per una decina di giorni e poi dimenticati.
Questo è il Paese dove la memoria non va oltre una settimana/dieci giorni.
Questo è il Paese dove l’inno nazionale serve solo per le Olimpiadi e i campionati mondiali di calcio.
Questo è il Paese dove il proprietario di una società di costruzioni può diventare ministro dei Lavori Pubblici.
Questo è il Paese dove il proprietario di televisioni, assicurazioni, case editrici… può diventare Presidente del Consiglio.
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Dialoghi impossibili: Memorie di una Geisha
Sempre dedicato alle fighette che pensano che l’arte di sedurre consista nel far capire che gliela vuoi dare, la formazione di una Geisha nel film di Zhang Ziyi e quella della Cortigiana nel post precedente.
La distanza tra i due concetti è quasi quella che c’è tra il giorno e la notte. Anche e soprattutto nel risultato.
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Il suono: mantra Aum eseguito in Kargiraa
Il canto armonico, in tutti i suoi stili e sottostili, è molto antico. Presso il popolo tibetano entra a gran diritto nella tradizione non solo religiosa, in cui viene utilizzato per il canto dei mantra, ma anche in quella medica.
Nella medicina tibetana, infatti, il suono viene utilizzato moltissimo, specialmente nelle varianti del canto armonico, per produrre effetti vibratori precisi che, interferendo con l’energia della persona, ne possono ristabilire l’armonia, quando ad esempio questa sia stata inficiata da ferite o malattie.
Ci ho messo molti anni ad acquisire questa tecnica, detta “Kargiraa”. Nonostante a molti venga istintiva, per me non è stato così e fintanto che non ho potuto ascoltarla direttamente dalla voce di un Maestro, non sono mai riuscito a produrla correttamente.
Ho fatto da poco questa incisione, utilizzando la tecnica in questione, per tentare di riprodurre una qualità a me molto cara, per diversi motivi. La condivido in questo spazio.
Gli armonici acuti e alti che si sentono in diverse fasi sono prodotti spontaneamente dall’interazione delle varie tracce. Come sempre, il file è a vostra completa disposizione per il download nella pagina dedicata al suono. Per andarci cliccate qui e seguite le istruzioni in loco. Per ascoltare invece, cliccate semplicemente sul player all’inizio dell’articolo.
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Tracce di Profumo. E’ come volare nella nebbia – By Valeria
È soltanto acqua, in una delle sue tante forme… È costituita da minuscole goccioline sospese nell’aria.
Gli oggetti sono avvolti in un alone biancastro e la visibilità risulta ridotta, le forme appaiono quasi ammorbidite, il tempo sembra subire una breve sospensione.
Una sensazione di silenzio si diffonde attorno a noi e ci raggiunge anche all’interno.
Quando la nebbia è molto fitta produce un misto di disorientamento, piacere, senso del mistero.
Osservo attraverso un ricordo ma non riesco a vedere nitidamente, i particolari sfumano nelle pieghe del tempo; vorrei sapere, ma non so. Vorrei capire, ma non capisco.
Qualcosa che non avevamo previsto arriva talvolta come una semplice brezza marina e può dissolvere la foschia, mostrare verità dimenticate, far vibrare corde assopite.
Può possedere un potere sorprendente. Le immagini si fanno più nitide, le linee nette.
Alzarsi in volo allora consente di cogliere con lo sguardo ogni cosa, i dettagli rimpiccioliscono ma il mondo si manifesta in tutta la sua ampiezza, e bellezza.
Un ampio respiro ci riempie i polmoni, ampio come tutto ciò che gli occhi riescono a abbracciare, ampio come tutto ciò che il cuore riesce a percepire.
Passato, futuro e ogni distanza sembrano, per un istante, raccogliersi in un unico punto, e una gioia incontenibile ci pervade.
L’aria rarefatta e fredda ha un sapore marziale.
Noi siamo, e soltanto siamo, sospesi nell’aria senza un dubbio, con la sola forza dell’intensità.
Ma poi la brezza cala, la nebbia si sparge ovunque, e di nuovo un timore ci assale. Quando si perde l’orizzonte, tutte le comunicazioni devono essere in chiaro.
Fa che il mio cuore non perda la traccia affinché il ritorno mi conduca all’antica dimora.
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Ossessione, il lato oscuro della passione
In un precedente post ho parlato della passione in questi termini:
E dal cuore fedele, che non vede altro che l’oggetto del proprio desiderio può accendersi improvvisa la passione. La passione come raffinazione del desiderio.
Una fiamma che porta a desiderare di essere l’oggetto del desiderio stesso. In ultima analisi si vuole l’unità, l’armonia completa e perfetta. Allora è possibile desiderare di perdere se’ stessi nell’oggetto del desiderio.
Vi è tuttavia molto da dire sulla passione e sul suo lato oscuro, l’ossessione.
Passione viene da Pathos che significa appunto “Patire, Soffrire” ma anche “un’intensa commozione del cuore“.
Il termine nasconde quindi in se’ sia il concetto di sofferenza che quello di amore.
Per ossessione invece si intende uno stato patologico in cui un pensiero, un atto, una persona o una cosa, divengono il centro dei pensieri e delle azioni di un essere umano. L’ossessione può essere più o meno grave, a seconda di quanto spazio occupi all’interno della mente di un uomo.
Vi è anche l’aspetto attivo, ovvero quando un uomo viene ossessionato da qualcosa o qualcuno. Per esemplificare è questo il caso della donna ossessionata appunto dal maniaco, dall’ex-marito…
Mi sono chiesto che cosa definisce il confine tra passione e ossessione. Di fatto entrambi gli stati presuppongono una sorta di pensiero fisso, una completa dedizione all’oggetto del desiderio ma, mentre uno è considerato “benevolo“, l’altro viene considerato patologico.
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Chisto è ‘o paese d’o sole. 2/3 – By Guido
Questo è il Paese dove un Padano – entità priva di significato da un punto di vista storico –crede di essere superiore a un suo simile, perché padano.
Questo è il Paese dove la teutonica razza ariana ha ceduto il passo – per fortuna – alla italica razza padana.
Questo è il Paese dove un Presidente del Consiglio può rifiutarsi di farsi giudicare da un tribunale della Repubblica.
Questo è il Paese dove un capo di Governo può pubblicamente dare del “coglione” a chi non vota per lui.
Questo è il Paese dove chi critica il Presidente del Consiglio lo fa perché è invidioso.
Questo è il Paese dove ci si può arricchire trafugando denaro pubblico e poi nascondere il tesoro sotto i cuscini del proprio divano.
Questo è il Paese dove un industriale può truffare gli investitori e poi nascondere quadri di valore nella cantina della propria villa.
Questo è il Paese dove una banca può vendere azioni che valgono quanto carta straccia senza pagare per la malafede e la disonestà.
Questo è il Paese dove la televisione viene usata per urlare e mostrare in pubblico la propria cafonaggine.
Questo è il Paese dove urlare la propria cafonaggine fa diventare famosi.
Questo è il Paese dove si può diventare famosi facendo intrallazzi.
Questo è il Paese dove i truffatori, una volta scoperti, continuano la loro attività truffaldina: i più avveduti, cambiano luogo nome o sigla, i più spudorati continuano a truffare nello stesso luogo e con lo stesso nome e cognome.
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Dialoghi impossibili: Padrona del suo destino
La storia di Veronica Franco ha ispirato questo stupendo film. Dedicato a tutte le fighette che pensano che sedurre significhi semplicemente lanciarsi sul mercato.
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Foto come quadri: Vogue Cina e i Fiamminghi
Mi sono imbattuto per caso in uno dei blog di Style.it, FASHION BLOG.
In un suo post, Nayra Laise pubblica le foto di un servizio pubblicato su Vogue Cina, sul tema del Rinascimento.
Sono foto scattate dal vivo oggi, ispirate all’arte europea del rinascimento, del Caravaggio e dei Fiamminghi.
Tra tutte, la foto che pubblico qui a fianco mi ha veramente colpito.
Chi mi conosce sa perchè, ma penso che colpirà chiunque.
Un sapore davvero d’altri tempi, sia nel mantello che nella luce, oltre che nella modella, che non può lasciare indifferenti!
Davvero un bel servizio, fatto con gusto, quel gusto che molto di rado ormai, almeno a parer mio, è dato di trovare nella moda attuale.
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