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Il lungo respiro del cuore

Oggi voglio rendere omaggio a Lama T., il cofondatore di Antaratman Yoga che per lungo tempo ha mandato i suoi scritti meravigliosi che oggi trovate raccolti sul sito del metodo. In questo podcast ho voluto leggere uno di questi articoli, una delle straordinarie condivisioni di Lama T. di esperienze da lui avute nei suoi viaggi e nei suoi studi. Se volete leggere l'articolo potete trovarlo qui; altrimenti potete ascoltare il podcast oppure vedere il video (che tanto è lo stesso). Buon ascolto e/o lettura!

Ottava bassa e ottava alta

E' un modo di dire, un'espressione un po' gergale che fa riferimento alla legge dell'ottava e che serve a distinguere due punti di vista abbastanza definiti. Potremmo definire il primo (l'ottava bassa) come il punto di vista più ristretto, più limitato se vogliamo, e il secondo, l'ottava alta, come quello determinato da una visione più ampia, più oggettiva o, per prendere a prestito l'architetto di Matrix, quello da cui osserva una mente più legata a parametri di precisione e meno di identificazione.

ADHD, psicofarmaci e multinazionali farmaceutiche: giù le mani dai bambini, bestie!

Il primo a coniare il termine (che sta per "Attention Deficit Hyperactive Disorder", in italiano "disturbo da deficit di attenzione e iperattività") è stato uno stronzo di nome Leon Eisenberg. Questo psichiatra, come molti della sua razza, credeva di avere in mano le chiavi del sapere onnisciente e nel descrivere questa "sindrome" (che diventa tale solo in una ristrettissima minoranza di casi reali, per ammissione dello stesso Eisenberg) non ha fatto altro che fornire ad altri della sua schiatta la scusa per prescrivere psicofarmaci a bambini che, quand'anche presentino un disagio, lo fanno in un ambito le cui origini andrebbero ricercate, nel 99,9% dei casi, in un ambito psicosociale. Con la possibilità di diagnosi di ADHD infatti, si sono aperte le porte per prescrivere psicofarmaci in modo spesso del tutto assurdo a qualunque bambino vivace.

Alimentare corpo, mente, emozioni

Quando si arriva al momento di parlare di quella che dovrebbe essere l'alimentazione più corretta per un ricercatore, abitualmente scoppiano delle grandissime diatribe. Questo perchè si tende ad isolare l'argomento "alimentazione" all'esclusivo ambito fisico. Invece si dovrebbe espandere il concetto per comprendere anche l'ambito emotivo e quello mentale. La nostra "macchina uomo" è composta da tutti e tre i sistemi, in stretta interconnessione ed è difficile parlare solamente di uno di essi.

Quattro chiacchiere (e due risate) con Lucia Morello

4chiacchiereconluciaHo conosciuto Lucia qualche anno fa. E' una ricercatrice, coach, counselor, speaker, scrittrice, insegnante di Yoga pluricertificata, esperta nei Fiori di Bach, profonda conoscitrice della filosofia indiana e non solo, parla tre o quattro lingue; insomma... una testa che fuma. Ma quello che mi interessa davvero è che è una carissima amica, una persona che vale davvero la pena conoscere e con cui raramente (a me non è mai successo) si resta senza parole, a meno che non lo si voglia. Nel qual caso il silenzio che ne risulta è estremamente piacevole, sempre che non l'abbiate fatta incazzare!

Come evitare di disperdere le energie

copertinamp3Quando noi esseri umani ci "perdiamo" nella vita quotidiana, la nostra macchina-uomo si mette a perdere energia, peggio che se fossimo immersi in acqua ghiacciata. La conseguenza non è facilmente avvertibile, perchè non siamo abituati ad ascoltarci, a sentire il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni in modo oggettivo. Tuttavia il risultato, come detto nel post precedente è quello di non riuscire a "fare", a portare a compimento le nostre azioni, i  nostri progetti e anche non riuscire ad opporci a cose che non ci stanno bene.

Etica, morale e democrazie fallite

etica-e-moralePotete ascoltare o scaricare il podcast dell'articolo direttamente all'interno del post. In un mondo come quello di oggi, spesso e volentieri la gente dimentica che la morale, da cui l'etica che si occupa di definire quali siano i comportamenti più o meno leciti, altro non è che la percezione emotiva del bene e del male. Premesso che nell'uomo è insito il riconoscimento istintivo ciò che è male, c'è da dire che, ovviamente, la distinzione tra bene e male spesso deriva dall'oggettività con cui viene vista la vita. Un bimbo piccolo, che ancora non sa cosa sia la corrente elettrica, a cui viene impedito di giocare con le prese di corrente, percepirà questo divieto come un sopruso. Ma l'adulto che lo fa, sa che si tratta di evitare che il piccolo muoia folgorato. La differenza, al netto dei condizionamenti, la gioca la conoscenza delle conseguenze di un atto. La conoscenza, appunto, derivante dall'esperienza o quantomeno da un sapere collaudato del tutto o in parte.

Perchè non riusciamo a “fare” parte I: le cause

La cosa credo sia sotto gli occhi di tutti, in un esempio che, seppur non universale, è perfettamente in grado di rendere palese la questione: in Italia sembra che le persone siano ormai totalmente impotenti di fronte a qualunque atto iniquo, sia esso del governo o della vita. Come mai? Quali sono le cause? copertinamp3Il problema principale, secondo me, è che le persone non hanno più abbastanza energia per fare qualunque cosa che esuli dagli atti strettamente necessari ad una mera sopravvivenza. Se hai energia appena sufficiente a procurarti di che vivere, resta evidente che qualunque altra attività non può essere messa in atto; come diceva un saggio... "Se hai fame, non hai tempo di pensare a Dio!"

Privatizzazione dell’acqua: opera al nero

copertinamp3Oggi parliamo della privatizzazione dell'acqua, e di come questa privatizzazione sia a tutti gli effetti, una grandissima puttanata. Cominciamo a parlare dell'acqua, molto rapidamente: l'acqua la conosciamo tutti, sappiamo tutti che cos'è, sappiamo tutti che l'elemento essenziale per la vita. Non può esserci vita senza acqua, quantomeno la vita come la intendiamo noi, quella organica. Qualunque essere vivente, senz'acqua semplicemente... muore. Quindi l'acqua è a tutti gli effetti un bene primario, ed è qualcosa che non può, non deve, essere controllato da nessuno. Ma fosse solo per questo, sarebbe il minimo. Il problema è che noi esseri umani ragioniamo sempre in termini limitati alla nostra esperienza di vita, materiale, su questo pianeta. L'acqua infatti, presenta un problema: corrisponde a un principio. Il principio dell'acqua è universale e genera moltissime qualità, come la capacità di mutare per adattamento, solo per citarne una che implica la capacità di trasformarsi, di adattarsi. Ma ce ne sono molti altri: la purificazione, la pulizia e la benedizione, solo per citarne alcuni. L'acqua è un principio di vita; quando nasciamo siamo immersi nell'acqua. E prima, quando siamo immersi nel sacco amniotico, di fatto siamo ancora immersi nell'acqua.

Lavoro e avidità

copertinamp3Oggi voglio parlarvi del lavoro ma anche dell'avidità. Perché, benché possano sembrare cose completamente diverse, in realtà sono molto collegati. Partiamo dal lavoro. Allora abbiamo addirittura una costituzione che dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Bene, fantastico, meraviglioso: ma, che senso ha? Questo articolo aveva un senso nel momento in cui l'Italia, uscita da una guerra disastrosa, che aveva distrutto completamente tutto quello che c'era, giustamente aveva bisogno di lavoratori per ricostruire. Però come al solito noi ci dimentichiamo dell'ambiente, del momento, di tutto l'ambito in cui vengono sviluppate certe cose, come per esempio l'articolo della costituzione in questione. L'Italia è una fonte Repubblica fondata sul lavoro, ma... perché? Per permettere a qualcuno che ci paga uno stipendio, il più delle volte tra l'altro estremamente limitato, di arricchirsi, e quindi di prendere un sacco di soldi, e quindi di essere una persona veramente ricca alla quale noi vendiamo non il nostro lavoro ma il nostro tempo, e non poco?
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Catherine Bellwald

Fisiatra, Agopuntrice, Esperta in Medicina Tradizionale Cinese

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Una storia dolce e intensa, ambientata in una Milano moderna, ma che spesso ritorna ai ricordi di altre vite vissute da Mira, in tempi antichi in cui straordinari poteri le consentivano di influire sul destino di interi popoli. Una trama avvincente che guida il lettore con dolcezza in una dimensione spirituale di amore, passione e sacrificio, sullo sfondo del percorso interiore di un essere eccezionale.

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